La mattina dopo ci sveglia Chiara che è venuta a bussare per dirci che era pronta la colazione.
Io ci ho messo molto di più ad alzarmi, non so quanta voglia ho di andare di là e rispondere a delle domande che vadano da perché ho dormito con lui a qualsiasi altra.
-Dai dormigliona io ho fame- mi sprona lui mentre si sta infilando dei calzini.
-Ho ancora troppo sonno- dico ricadendo sul letto -Vai tu io mi faccio altri 5 minuti- sbadiglio.
-Non ci credo la trottola Giulia Stabile che ha troppo sonno, guarda che è comunque il mio letto eh- mi sbeffeggia lui.
In tutta risposta mi limito a rigirarmi nel letto infilando la testa sotto al cuscino.
Voglio vivere in questa bolla di serenità per sempre.
Mi sveglio credo ore dopo, c'è Giovanni al computer accanto a me.
-Oddio che ore sono?- biascico.
-Mezzogiorno bell'addormentata-
-Cazzo era da una vita che non dormivo così tanto- sorrido soddisfatta.
-Tutto questo riposo e pigrizia mi sembrano davvero poco da te-
-Sono in letargo cosa vuoi?-
-Cos'è sei un orso?-
-In pratica si, spingo così tanto durante il resto dell'anno che dal 21 dicembre al 7 gennaio io sono out- gli spiego serena.
-Parlando seriamente, ho preso un biglietto per Vicenza anche per te-
-Eh?- chiedo confusa.
-Parlando con Chiara sta mattina, mi diceva che era preoccupata perché saresti dovuta stare da sola fino al 24, che avresti preso l'areo per Barcellona, voleva ospitarti ma diceva che a casa sua stanno facendo i lavori forse i suoi l'avrebbero mandata a quel paese- mi spiega sereno -Così ho preso un biglietto potrai stare nella camera di mia sorella o di chi ti pare a te tanto ormai ci sono solo io e i miei-
-Emh non lo so Gio, oddio non vorrei creare disturbo, posso anche stare da sola in questi giorni-
-Non ti sto portando a casa per presentarti alla mia famiglia, ti sto offendo un posto letto in un posto lontano da qui. Lo facciamo spesso, con tutte le stanze vuote che abbiamo affittiamo stanze a studenti. Dirò ai miei che mi paghi se proprio vuoi, poi se vorrai scendere a cena ogni tanto e conoscerli daje, ma stai tranquilla-
I suoi occhi blu dopo ieri potrebbero convincermi di qualsiasi cosa. Effettivamente non ho voglia di stare da sola, avevo pensato di andare a Roma, ma la sua proposta mi alletta di più.
-Va bene dai- dico convinta.
Lui sorride e io gli lascio un bacino sulla guancia -Grazie-
-Bene allora muovi quel culetto e andiamo a prendere le tue cose, partiamo per le 19-
Siamo in treno da un'oretta, ci siamo quasi a Padova, io e Giulia siamo stati in silenzio quasi tutto il viaggio, abbiamo studiato entrambi o ascoltato la musica.
Probabilmente anche lei è persa tra i suoi pensieri come io lo sono nei miei, tornare a casa vuol dire raccontare dell'Università e io ho poco e nulla da raccontare su questa cosa.
-Non accennare al discorso musica- dico a un certo punto per assicurarmi che magari esca da lei.
Mi guarda intensamente e annuisce.
-Anche tu dici le bugie allora eh-
-Se hanno motivo di esistere si-
-Rovinarmi la carriera ti sembra poco?-
-Non è solo questo che ti preoccupa, insomma che motivo hai di mentire ad Alessandro, Enula e o me? Anche Chiara del resto poi. Avete paura del pregiudizio- affermo convinto.
-E secondo te sbagliamo?- mi chiede sincera.
-Non lo so, ognuno può pensarla come crede, io lo rispetto-
-E in realtà però cosa ne pensi?-
Mi giro e vedo che è incuriosita.
-Giu per quanto sia comunque una tua scelta e guadagni su quei coglioni, ti oggettifichi, eh vabbè alla fine siamo comunque in Italia, ma cazzo mi dispiace che una ballerina del tuo calibro prima di ottenere qualcosa che dia dignità al suo lavoro, debba passare per queste cose, poi non ti giudico ci sta, insomma guadagnerai molto più di me che faccio il cameriere, però boh è più il concetto che mi infastidisce, dopodiché puoi fare quello che vuoi di te stessa, tanto se passi per strada e qualcuno ti fischia è la stessa cosa, quanto meno ci guadagni su-
Lei mi guarda ammirata, come se dalle mie labbra fossero uscite parole d'oro.
-dopo il pippone da persona che cerca di riflettere sempre, aggiungo anche che da ragazzo a cui piaci, penso di essere morto di gelosia- aggiungo divertito, facendola ridere.
-Dai ma va, potrei essere io come qualunque altra, gli basta un po' di culo e vanno in visibilio- ridacchia lei.
-Non lo so eh, il tuo comunque ha un non so che di speciale. Poi oh passaci tu una serata a sentire dire solo porcate su uno che ti piace-
-Ti vedo quasi tutti i giorni con Camilla attaccata, i suoi occhi dicono più di mille parole-la sua battuta mi fa ricordare improvvisamente di lei, me ne sono completamente dimenticato.
-Camilla cazzo- mi ricordo all'improvviso.
-Cosa?-
-Mi ero ripromesso che avrei pensato a cosa dirle-
-Perché?- mi chiede subito sulla difensiva a si allontana da me.
-L'ultima volta che l'ho vista mi ha lanciato un bacio a stampo volante, volevo parlare per mettere in chiaro le cose-
Vedo che si è irrigidita e sento l'eco delle sue paure passare.
-Le dirò che ho la testa da un'altra parte e che per quanto sia carina non mi piace- dico sincero.
-Mh e dove ce l'hai la testa?-
-Per la musica ovviamente- rispondo sorridendo -e forse un po' per te-
-Un po'?-
-Un Po' tanto si- dico prima che lei mi schiocchi un bacio a stampo.
-Anche io ho un po' la testa persa fra questi riccetti- mi dice accarezzandomeli.
-e devo ammettere anche che da quando abbiamo fatto sesso l'idea che qualcuno mi sfiori o mi guardi mi da molto più fastidio, forse mi sento un po' tua- aggiunge piano verso il mio orecchio.
-ok direi basta così se non vuoi farmi eccitare su sto treno eh-le dico rapido facendola ridere di rimando.
Torna a infilarsi le cuffie e poggia la testa sulla mia spalla.
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one shot sangiulia
Short StoryRaccolta di momenti di Sangiovanni e Giulia, nascono tutti dalla mia immaginazione
