Il buio regnava nella sua stanza, mancava mezz'ora alla mezzanotte, e i suoi 17 anni lo attendevano.
Si sentiva abbastanza tranquillo, suo padre non lo aveva costretto a partecipare a nessun tipo di attività quella sera.
Forse in fondo era il suo regalo, o solo una casualità, ma lo aveva apprezzato.
Non aveva come al solito voluto organizzare nulla, e persino Giulia non aveva insistito. Quando era piccolo lo costringeva almeno a prendersi un gelato, un anno addirittura avevano messo su una festicciola al parco.
Nell'ultimo anno si erano lievemente allontanati però, Giulia era piena di impegni, e stava anche cominciando a frequentare nuove persone. Giovanni si sentiva leggermente trascurato, ma non poteva lamentarsi, erano cose minime, Giulia era fantastica con lui da sempre, ed era cosciente che prima o poi anche le altre persone si sarebbero accorti della sua rarità, prima o poi Giulia sarebbe uscita da quel quartiere, da quella città e lui non poteva trattenerla. Avrebbe solo voluto tanto andarsene insieme, fuggire lontano, portarla via, per essere libero, con lei che era la sua casa da quando l'aveva conosciuta.
Il numero di volte che lo aveva ospitato era innumerevole, per evitare che rimanesse fuori casa, che mangiasse, si erano tenuti compagnia durante le festività perché i suoi la lasciavano anche in quei periodi da sola.
In quel momento era solo però saperla comunque tranquilla lo rendeva sereno.
I suoi pensieri vennero interrotti da qualcuno che stava bussando ripetutamente la porta.
A tratti impaurito di chi potesse essere conoscendo il tipo di persone che venivano a trovarli di solito, guardò dallo spioncino.
Una Giulia tremendamente sorridente e bellissima stava continuando a bussare.
-Ma sei matta? Cosa ci fai qui? Quante volte- la trascinò dentro casa, rimproverandola.
-Volte mi hai detto di non azzardarmi a venire da te, sisi bla bla, per il tuo compleanno ho dovuto prendermi il rischio, dai muoviti!- Giulia prese a trascinarlo verso camera sua.
-Ora vestiti che dobbiamo andare in un posto. Pensi davvero che non avrei organizzato nulla?!- Sembrava entusiasta.
-Sei completamente fuori tu-
Un senso di gioia enorme lo invase mentre si rendeva conto che nemmeno questa volta lo aveva deluso.
Usciti di casa, ad aspettarli c'era un taxi.
-Giu non dovevi preoccuparti di tutto questo- si sentì in colpa.
-Ma smettila. Tieni i ringraziamenti per dopo-
Arrivarono fuori da un locale, Giulia lo fece bendare e lo fece entrare dentro.
Giulia aveva allestito dei tavoli da biliardo, da ping pong e un intero scaffale pieno di giochi da tavolo. C'era la musica di sottofondo, il cibo e le bevande e anche i palloncini.
-Sei fuori di testa, vieni qua- Sangio se la prese tra le braccia, sollevandola e facendole fare un giro.
Giulia fece un urletto e poi buttò uno sguardo all'orologio a muro.
-Buon compleanno Santiago- gli sussurò vicino al viso, lasciandogli un bacio sulla guancia, lui se la strinse addosso e si godette quel momento di gioia assoluta.
-Auguri Sangioooo!!!- Deddy e una serie di decine di persone spuntarono da un'altra porta, dividendoli e dando inizio alla festa.
Giovanni si lasciò andare come mai prima d'ora, era felicissimo e glielo doveva a Giulia di lasciarsi andare, era una cosa a cui lei teneva moltissimo.
Spense le candeline e chiese di poter essere felice così almeno una volta l'anno.
Si diverti fino all'ultimo secondo, fino a quando piano piano tutti cominciarono a tornare a casa.
Mentre finiva di salutare tutti, buttò l'occhio su Giulia, rimasta sola sul divanetto. Sembrava appagata.
-Sei stanca balleri?- le spuntò da dietro, dopo aver congedato gli ultimi amici.
-Abbastanza- sorrise lei.
-Sembri felice però-
-Lo sono, era da tanto che non ti vedevo così. Vorrei fosse così sempre- sussurò lei, chiudendo gli occhi.
-Anche io. Grazie davvero per tutto- le diede un bacio sulla testa e poi la invitò ad alzarsi.
Intrecciarono le loro mani e si diressero fuori.
-Vuoi venire a dormire da me? Come ai vecchi tempi?- gli chiese lei stringendosi su se stessa e al suo braccio.
Lui capi che aveva freddo e le mise un braccio intorno alle spalle.
-Certo-
Cominciarono a camminare verso casa.
-Ho visto che con Gaia c'è una bella intesa- gli disse lei dopo un po'.
-Beh si è carina, però non so non mi convince-
-È bellissima- sospirò Giulia guardandosi le punta delle scarpe.
-Sai che per me non vale molto- controbattè lui.
-Beh in ogni caso a lei piaci-
-Si eh?-
-Si e anche molto- ridacchiò lei.
-Tanto lo sai che non cerco cose serie-
-Si ma non so penso sempre che se magari ti innamorassi, potrebbe essere una distrazione da tutto, potrebbe aiutarti-
-Pensi che io non sia innamorato?-
Giulia lo guardò allibita e arrestò la loro camminata.
-Cosa? E di chi?- lo guardò negli occhi e lui non riuscì a decifrare la sua espressione.
-Della musica no?- Giulia rilassò il viso e gli diede un piccolo buffetto sulla spalla, costringendolo a riprendere il passo.
-Sei un monello-
Arrivarono da Giulia e si sistemarono per la notte.
Si stesero nel letto di lei e lui l'abbracciò.
-Era da tanto che non lo facevamo- sospirò lei sul suo petto.
-Eh si, ti ricordi da piccoli, ti vergognavi di abbracciarmi di fronte a Marius e lo giravi dall'altra parte- rise lui.
-Non avevo tutti i torti all'inizio era geloso eh- rispose a tono lei.
-Col tempo si è tranquillizzato?-
-Si ora si fida di te. Poi non fare lo sbruffone che la primissima volta praticamente ti ho dovuto insegnare come si abbraccia la gente-
-Te lo ricordi ancora?-
-Certo, mai mi scordero la tua faccia scioccata mentre ti abbracciavo. Eri rigidissimo- rise forte lei.
-Poi però mi sono rilassato- sospiro lui, passandole una mano tra i capelli per farle dei massaggi.
-Si, lo abbiamo fatto entrambi. Chissà quando dormirò con qualcun altro se proverò le stesse cose-
Giovanni strinse un po' la presa a quell'idea.
-Per me non credo sarà mai così con nessuna-
-Lo credo anche per me. Delle volte penso che ci siamo incontrati per destino. Penso che tu sei la mia persona- sorrise lei ad occhi chiusi.
-Si forse hai ragione- Sussurrò lui.
-Allora cosa hai espresso come desiderio?- gli chiese poi lei.
-Di poter vivere una felicità così almeno una volta l'anno- confessò lui.
Giulia alzò il volto per guardarlo e accarezzargli il viso.
-Vorrei davvero potesse essere così sempre lo sai vero?-
-Si e forse stare con te mi basterebbe- sospirò lui.
Si guardarono entrambi le labbra. Lo sapevano entrambi cosa volevano, ma nessuno aveva il coraggio di dirselo.
-Sai prima quando ti ho detto che il mio amore è la musica, era una bugia. Io sono innamorato, ma metterei la persona interessata troppo a rischio, lo sai-
-Si lo so- abbassò lei gli occhi.
-Però sono innamorato di te, lo sai bene anche se fingi il contrario- sorrise un po' lui.
La consapevolezza che tra loro c'era qualcosa aleggiava nell'aria da anni, ma entrambi troppo consapevoli delle difficoltà a pretendere di più dal loro rapporto, fecero sempre finta di nulla.
-Sai volevo darti un regalo- bisbigliò lei senza guardarlo.
-Un altro?-
Lei annuì e alzando gli occhi, si fiondò sulle sue labbra. Diede giusto due baci a stampo. Lui le prese il volto fra le mani.
-Promettimi che dopo oggi non lo faremo più- le chiese con gli occhi tristi.
-Io...- Giulia gli diede un altro bacio.
-Giulia, ti prego, promettimelo-
-Te lo prometto-
-Sangio siamo pronti per il sound-check vieni sul palco- lo richiamarono gli addetti ai lavori, mentre lui si era perso in quel ricordo.
Avrebbe suonato nel locale dove Giulia gli aveva organizzato il diciassettesimo compleanno e la cosa lo emozionava oltre che a fargli ricordare quel primo bacio tanto agognato.
Continuava a chiedersi se sarebbe venuta quella sera. Nei messaggi non era stata molto chiara, gli aveva detto che doveva vedere per bene a che ora finiva le prove. Ne era stranito, ormai era un anno che si era trasferito a Milano e da un mese stava portando in giro il suo primo ep.
Nonostante i continui inviti lei lo aveva sempre declinato.
Non si erano fidanzati proprio perché la vita di Giovanni dopo quel famoso giorno era cambiata nel giro di pochissimo.
Non se l'era sentita di iniziare una relazione proprio in quel momento, ma non aveva mai avuto paura di perderla, sentiva che il loro rapporto sarebbe durato anche così e che a un certo punto sarebbero riusciti a incrociare le loro strade.
Giulia gli era sembrata d'accordo, anzi lo aveva spronato a partire il prima possibile.
Non capiva se gli avesse mentito e se in realtà ci fosse rimasta male di quel nuovo arresto del loro rapporto. In qualsiasi caso lei si era allontanata e non capiva perché non gliene parlasse se il motivo era quello, anzi proprio non capiva perché fosse così schiva e non parlasse quasi più con lui dei suoi affari personali.
Le voci che gli arrivavano da Roma da amici vari è che Giulia si fosse buttata ancora di più nella danza e che sembrava lievemente più triste del solito, ma nessuno ne conosceva il motivo.
Giovanni del loro rapporto non ci stava capendo più niente, ma sapeva che se fosse mancata al suo concerto a Roma dopo le innumerevoli preghiere, ci sarebbe rimasto malissimo ed era convinto che se fosse accaduto anche lui avrebbe cominciato a prendere le distanze da lei, nonostante il dolore che questo gli avrebbe provocato.
Due ore dopo era pronto e vestito.
Era emozionato, cantare in quel locale significava molto per lui.
Aveva messo la sicurezza e aveva dato tutte le foto delle persone che assolutamente non voleva che entrassero, per evitare qualsiasi tipo di problema con la sua famiglia.
Poi aveva fatto mettere Giulia, insieme a Dario e Sissi, nella lista dei nominativi speciali, così che la scortassero nelle prime file e avesse il pass per il backstage.
Sperava con tutto il cuore si presentasse.
Il concerto iniziò e con immensa gioia la intravide tra il pubblico.
Cantò al suo massimo, era veramente euforico.
-Bene grazie Roma, sono davvero contento di essere venuto qui, a Roma perché ci sono cresciuto e in questo locale perché ci ho passato un compleanno che ricorderò per sempre, come la persona che me lo organizzò, che stasera è presente e a cui voglio dedicare tutto il concerto perché senza di lei non sarei mai arrivato qui. Grazie Giulia- le mandò un bacio e nonostante il buio la vide sorridere emozionata.
A concerto finito, dopo essersi sciacquato il viso, andò nel backstage per salutare i suoi amici.
-Ei Sangio sei stato grande- lo salutò Sissi, fiera di lui, dandogli un lieve abbraccio.
-Sei stato grande- Dario gli diede una pacca sulla spalla, ma aveva la faccia di chi si aspettava già una domanda.
-Grazie ragazzi, ma dov'è Giulia? Sto morendo dalla voglia di rivederla, le hanno dato il pass all'entrata si?-
-Eh sisi gliel'hanno dato, ma è andata via ora, mi ha detto di dirti di ringraziarti per la dedica e che ti vuole bene, ma era molto stanca- rispose Dario con una faccia dispiaciuta.
-Ultimamente non la capisco proprio, tu sai se è arrabbiata con me per Milano? Sai qualcosa?-
-No Sangio non so nulla nemmeno io, però penso anch'io che è strana. Non me l'aspettavo andasse via-
-Però dai non pensarci ora, godiamoci la serata, tanto domani se sei qui avrai il tempo per andare a cercarla ok?- propose Sissi per tranquillizzarlo.
-Sisi certo, dai andiamo vi offro lo spumante-
Giovanni si impegnò a far passare una bella serata a tutti i suoi amici, ma le parole di Dario gli rimbombavano in testa.
Decise di scriverle un messaggio.
'Come mai sei andata via? Ti aspettavo, speravo di riabbracciarti dopo tutti questi mesi'
La risposta arrivò mezz'ora dopo.
'Mi spiace Gio davvero, ma sono molto stanca, Dario te lo avrà detto. Il concerto è stato bellissimo, sono fiera di te popstar'
Voleva vederla e stringerla.
Decise che l'avrebbe raggiunta, mollo la festa in fretta e furia senza salutare nessuno.
Si fece portare sotto casa sue e deciso, si mise al citofono.
-Si?- la voce impaurita di Giulia gli arrivo un po' telefonica.
-Sono Gio, apri ti prego-
Il cancello si aprì e Giovanni sospirò sollevato.
-Ei che fai qui? Mi hai spaventata- gli aprii la porta lei coperta da una grande tuta.
-Scusami- sussurò filando dentro.
-Volevo solo vederti Giu- continuò una volta dentro.
Lei gli sorrise comprensiva.
-Vuoi una tisana?-
-Certo-
Si accomodarono in cucina.
-Quindi vuoi dirmi perché sei così fredda da quando sono partito? Pensavo fosse una cosa che ti rendesse felice- sbottò lui aspettando la sua tazza.
-Io sono molto felice per te Gio, credimi- ribadì lei girata di spalle.
-Ma?-
-Non c'è nessun ma-
-Giulia non mentirmi ti prego, non adesso mentre sono qui per te-
-Non ti sto mentendo-
-Giulia- la riprese lui, alzandosi in piedi e costringendola a girarsi.
-È perché ti ho chiesto di non fidanzarci? Sei preoccupata che stia con qualcuna? Vuoi che torni a Roma? Ti senti sola?- cominciò a chiederle per cercare di capire qualcosa dal suo viso.
-Nulla di tutto questo- rispose lei dolce e sincera.
-E allora dimmi che c'è?- le accarezzò il viso.
-È...è successa una cosa quando sei partito- confessò lei, sentendosi troppo debole in quel momento sotto i suoi occhi e le sue mani che le circondavano il viso.
-Cosa? Hai conosciuto qualcuno?- chiese lui accigliato.
-No Gio no- lo rassicurò subito.
-Però è meglio che ti siedi non ti piacerà-
-Giulia mi stai facendo preoccupare ora, cos'è successo?- un brutto presentimento prese a farsi strada dentro di lui.
-Vieni- Giulia gli prese una mano che era poggiata sul suo viso, gliela strinse e lo condusse sul divano, lasciando suonare il microonde con le loro tazze.
-Il giorno stesso che sei partito, dopo averti accompagnato in stazione, avevo voglia di camminare un po', per pensare a tutto quello che era successo e concedermi un momento di malinconia ripensando a noi. Quando sono arrivata vicino casa, c'erano i tuoi genitori ad aspettarmi fuori casa. Mi hanno aggredita verbalmente, dicendomi che era colpa mia se avevano perso te, che te ne eri andato e li avevi abbandonati, ho provato con calma a riuscire ad andare via, gli ho detto che avevano ragione e che mi dispiaceva, sperando di placarli, ma non è andata così.
Mi hanno costretto a salire in macchina con loro e ci siamo fermati in uno spiazzo lungo la Magliana. Sono scesi e mi hanno chiuso dentro la macchina, l'hanno ricoperta di benzina e hanno appiccicato un fuoco.
Non so come ma sono riuscita ad aprire lo sportello prima che mi succedesse qualcosa. La macchina è scoppiata dopo poco.
Loro erano già scappati via e io non ho mai sporto denuncia.
Da quel giorno Gio sono letteralmente terrorizzata, ogni tanto mi vengono degli attacchi di panico, sto anche vedendo uno psichiatria per superare il trauma.
È per questo che mi sono allontanata, perché so che ora sarai furioso e non ti volevo raccontare tutto questo da lontano, ma non riesco a muovermi da sola ormai. Raggiungerti era una prova davvero importante per me e non sai quante volte ci ho provato, ma non ci sono mai riuscita.
Forse non te l'avrei mai nemmeno dovuto dire, ma non riesco a mentirti. Per questo volevo saltare anche sta sera, sapevo perfettamente che rivedendoti avrei svuotato il sacco-
Il discorso di Giulia lo aveva letteralmente sconvolto.
-Ho bisogno di un po' d'aria- sbiascicò lui, alzandosi per trovare un po' di aria fresca.
Giulia rimase rannicchiata sul divano, finché non lo sentì cacciare un urlo.
Corse a raggiungerlo, accasciandosi su di lui che era piegato su di sé, preso da un momento di forte nausea.
-Gio ti prego calmati, per favore- si preoccupò moltissimo a vederlo così.
Lui continuava a boccheggiare.
-Oddio Gio guardami, sto bene sono qui ora, ti prego pensa a questo- gli strinse forte le mani e lo guardò negli occhi, inginocchiandosi a terra.
Dopo qualche minuto, sembrò tornare a respirare.
Giulia lo riportò dentro casa e gli portò la famosa tisana.
-Tieni ti farà bene- lui ne prese un sorso ma i suoi occhi sembrava in un altro pianeta.
-Ti prego dimmi qualcosa, mi spezza vederti così-
Lui finalmente si girò verso di lei.
-Mi dispiace Giu- i suoi occhi si inondarono di lacrime.
-Mi dispiace da morire- la strinse forte in un abbraccio, come a volersi rendere conto che c'era davvero.
-va tutto bene- lei cercò di rassicurarlo.
Dopo venti minuti di pianto Giovanni sembrò riacquistare lucidità.
Senza allontanarla, alzò il volto dalla sua spalla e le accarezzò il volto.
-Avrei dovuto immaginare che fosse successa una cosa simile, è stato tutto troppo semplice. Ti ho abbandonata qui, sapendo bene che eri l'unica cosa che potevano toccarmi. Ho voluto credere alla felicità di quel momento-
-Ma hai fatto bene! È stato solo un episodio, mi ha toccato molto in profondità, ma non deve condizionare nulla della tua vita ora-
-Come puoi pensare che non mi tocchi? Ho rischiato di perderti senza nemmeno saperlo- poggiò la fronte sulla sua, sospirando pesantemente.
-Tutto questo non è giusto,non sarebbe mai dovuto succedere, avrei dovuto pensarci e fare in modo di proteggerti- continuò lui.
-Smettila ok? Hai sudato per venire via da loro, non voglio che ci pensi, voglio solo che mi stringi ora, perché mi sei mancato tantissimo-
Si abbracciarono stretti e sempre più entrambi si tranquillizzarono.
-Anche tu mi sei mancata, credevo mi odiassi un pochino per aver deciso di non iniziare una relazione-
-Sai che eravamo d'accordo su questo- lo rassicurò ancora una volta.
-Perché non vieni a Milano con me?-
-Sei pazzo?-
-E perché? I tuoi genitori sentirebbero la tua mancanza? Puoi continuare sia la scuola che danza su, ci sono dei buoni corsi anche lì-
-Ma Gio qui ho la mia vita, non posso abbandonare tutto- sorrise lei malinconica.
-Mancano pochi mesi sia alla maturità che al diploma in accademia, possiamo aspettare un altro po'-
-Dopo oggi non credo riuscirò ad essere tranquillo a saperti qui da sola-
-Gio, sono mesi che sono veramente attenta, quasi maniacale. Non preoccuparti-
-Si che mi preoccupo, è colpa mia se siamo finiti così-
-Ti ho detto di smetterla- lo riprese lei nuovamente.
-Avresti dovuto denunciarli subito, ma ci penserò io, mi prenderò io a carico questa responsabilità, pagheranno per questo-
-Gio sono i tuoi genitori...-
-Smettila di giustificarli, non lo sono mai stati, tu sei stata la mia famiglia e non posso permettere che la passino liscia, loro come tutto il quartiere. Non lo dico solo per te, ma anche per il bambino che non mi hanno permesso di essere. Aspetterò che tu te ne venga via per non metterti più in pericolo e poi procederò-
Giulia sorrise triste, le dispiaceva molto vederlo così cupo.
-Ti prego basta, io voglio solo dimenticare- poggiò la testa sulla sua spalla.
-Ti vuoi dimenticare anche di me?- chiese dubbioso mentre le massaggiava la testa.
-Sei la mia persona tu, cretino- sbuffò lei.
-Vieni qua-
Giovanni le prese dai fianchi e se la sistemò sulle gambe, facendole alzare il volto.
La baciò e l'ansia per tutto quello che gli aveva raccontato si affievolì.
-Mi dispiace per tutto quello che hai passato, d'ora in poi non ti lascio più, farò in modo di tornare sempre e portarti con me quando sarà possibile, voglio smettere di aspettare, ti voglio e ti ho sempre voluta al mio fianco. Non permetterò più che ti succeda nulla a causa mia chiaro?-
Giulia dopo aver passato la serata a rassicurarlo, finalmente sentì di potersi lasciare andare e sfogare l'immenso stress che aveva accumulato per quel periodo.
Annuì sentendosi protetta.
Lo ribaciò mentre due lacrime le scendevano lungo il viso.
-D'ora in poi non ci nasconderemo più, non vedo l'ora di poterti vivere in ogni momento- le asciugò le lacrime.
-C'è l'hai fatta pricipito ad andartene da lì- sussurò lei.
-E tra pochissimo porterò via anche te-
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one shot sangiulia
Storie breviRaccolta di momenti di Sangiovanni e Giulia, nascono tutti dalla mia immaginazione
