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È venerdì mattina e sto uscendo dal blume night, il night club di cui dopo la prova di stasera spero mi assumano. Il capo mi è sembrato simpatico e anche molto curato, mi ha fatto capire che è un locale ben gestito e che tiene al fatto che tutto vada bene e tutti siano rispettati dalle ballerine a chi si occupa del guardaroba.
Torno all'appartamento dopo essere passato dall'etichetta, mi hanno ufficialmente proposto un contratto, ho le vacanze di Natale per rifletterci e la cosa mi ha messo una terribile ansia. Vorrei parlarne con qualcuno, ma non sono ancora pronto forse...
Camilla ha quasi smesso di scrivermi, sarà perché non ho tirato fuori la storia del bacio, anche questa è una situazione che vorrei sistemare, non so come, ma devo.
Improvvisamente entrano in casa Tancredi e Chiara, che sembrano sempre più affiatati.
-Ei amico, com'è andata stamattina?-
-Tutto bene- rispondo veloce. Con Chiara c'è un rapporto strano, lei sa un sacco di cose su di me e io nessuna su di lei, l'ultima volta che ci ho parlato non è andata benissimo.
-Dai vi tolgo il disturbo vado in camera di Enula, ma ricordati di questo in futuro bro- ridacchio mentre esco.
Dopo essermi chiuso in stanza per due orette a scrivere, bussa alla porta Chiara e spero sia in buona fede.
-Ei, scusa se ti disturbo- tentenna e al mio silenzio prosegue.
-Volevo chiederti scusa per la storia di Giulia...io ero molto nervosa-
-Lo eravamo tutti-
-Si lo so, ma il punto è che-
-Che c'è qualcosa che non torna nel luogo in cui lavora- l'anticipo io per toglierle ogni dubbio.
-Già- dice sfuggendo al mio sguardo.
-Tu pensi sia veramente al sicuro?-
-Non lo so...non so che pensare, ho solo seguito ció che mi aveva chiesto di fare-
-Quindi se Giulia ti dice di buttarti da un ponte tu lo fai?-
-Ok senti tu non sai tutto te lo continuo a dire, ti mancano dei pezzi e non posso essere io a dirti la verità-
-Senti non ti sto aggredendo, dico solo che qualsiasi siano le motivazioni sono abbastanza gravi da non voler chiedere aiuto alla polizia?!-
-In parte si, solo finché non saremo certe, solo finché...-
-Ah si e cose volete aspettare che il tizio che l'abbia drogata la stupri? Scusami Chiara ma mi sembra tutto molto assurdo- forse sono ancora troppo nervoso per affrontare l'argomento.
-Tu non conosci questo mondo, basta una chiamata giusta e sei fuori dai giri importanti, lei sogna questo mestiere da quando ha 3 anni, capisci sia complicato per lei?-
- E questo cosa c'entra ora? Dico solo che cazzo mi sembra sempre che non si renda mai conto del male che si fa o che rischia di farsi- abbasso il tono perché mi rendo conto che la persona con cui dovrei discutere è un'altra, ma la diretta interessata mi ignora da quella chiamata.
Chiara mi guarda in silenzio.
-Come devo fare con lei?- le chiedo sconsolato.
-Giulia è una tosta all'apparenza, alle volte non devi chiederle, devi agire e basta, ha sempre 3 milioni di cose a cui pensare, se vuoi avvicinarti fallo e basta, non chiederle se lei lo vuole-
-Anche io ho bisogno di conferme però-
-Davvero ne hai bisogno? Ti ha ospitato in camera sua per un mese, ed è una delle persone più solitarie che io conosca. Credo proprio che tu le piaccia. Invece cos'è che hai fatto tu? Te la scopi e poi hai Camilla affianco ogni mezza cosa che fai, capisco le tue buone intenzioni, ma tocca a te- mi risponde schietta, credo sia proprio per questo che a Tancredi piaccia così tanto.
Io ridacchio e lei se ne sta per andare.
-Giovanni ora ti parlo da amica di Giulia e non da ragazza che vuole scusarsi. Fa ciò che ti ho detto solo se lo vuoi veramente, lei è forte si può riprendere da tutto, ma già l'hanno fatta soffrire spesso e il momento non è dei migliori-
-Te lo prometto- le dico sicuro, lei annuisce incerta ed esce.
Sto tornando al locale, la paura che possa risuccedere quello che è stato lo scorso weekend mi terrorizza. Non ho potuto parlarne con il capo per le minacce che mi ha fatto, devo valutare bene quale saranno le mie prossime mosse, non ho intenzione di giocare al gatto con il topo, voglio reagire semplicemente non voglio rischiare la mia carriera. Entro nella solita saletta dedicata a noi ballerine e comincio a cambiarmi quando entra Chiara.
-Ei ama, come mai sta faccetta?- le chiedo notando il suo viso triste.
-Voglio smetterla di mentire a Tancredi su questo lavoro, mi scoccia tanto non essere sincera al cento per cento- sbotta lei mentre si spoglia.
-Oh le cose si stanno facendo davvero serie eh- esclamo io contenta per la mia amica che non vedo impegnata in una relazione da molto ormai.
-Credo di sì Giu...non mi annoia mai, è sempre così schietto, esattamente come sono io. Proprio per questo mi pesa sempre di più-
-Ma pensi la prenderebbe male?-
-Non lo so...non siamo mai capitati a parlare di cubiste- ridacchia lei.
-Beh prova ad accennare che ne so inventati qualcosa, così sondi un po' il territorio-
-Piuttosto parlando di cose ben più serie, cosa hai intenzione di fare? Te lo dico non ti farò uscire da sola a costo di farci rapire in due-
-Non lo so Chia, non so nemmeno se si ripresenterà, non ho proprio idea, però forse rivederlo potrà farmi scoprire qualcosa?-
-Vuoi andare con lui?!- mi chiede scioccata la mia amica.
-Non voglio andare con lui, ma forse devo-
-Ragazze cinque minuti e si inizia. Il vocalist ci chiama come al solito.
Io e Chiara siamo costrette a zittirci e prepararci a salire.
-Pensaci bene Giu- mi dice prima di andare dall'altro lato del palchetto.
Saliamo insieme gli scalini e si ricomincia come ogni settimana.
Devo dire che me la sto cavando benino, non ho ancora fatto cadere drink o altro, pensavo sarei stato decisamente più sbadato di così. C'è anche da dire che non è che siano in molti a ordinare drink, piuttosto prendono bottiglie costosissime.
Comunque i miei colleghi sembrano contenti di come stia andando la cosa. Sto andando verso l'ennesimo tavolo quando sento annunciare le ballerine, all'inizio non mi fermo, mi occupo di servire al tavolo quando sento testuali commenti: -Che culo, non lo so che cosa gli farei- dagli uomini che sto servendo. Alzo lo sguardo preso dalla curiosità e mi sento qualcosa dentro, non so se sia rabbia o eccitazione, ma vorrei star facendo tutto meno che lavorare.
Sono scioccato mentre ricomincio a servire.
-Oh Giova che hai visto un fantasma?- mi chiede ridacchiando il mio collega Luca.
-Ehm nono mi devo solo abituare al viscidume qui- rispondo io, basito anche da quello e anche forse geloso?
Quando ho due minuti di pausa i miei occhi finiscono a riguardarla, è completamente diversa da quando l'ho vista in sala, è più provocante e seducente, si vede che accentua ogni cosa che fa in modo erotico e penso alla contraddizione più assoluta, lei in calzamaglia e chignon la prima volta che l'ho vista e ora capelli sciolti e un body che non coprirebbe nemmeno la mia mano, con dei tacchi altissimi e un palo vicino a lei.
Ho notato anche Chiara e adesso un sacco di pezzi si sono incastrati. Ecco perché Chiara la conosceva principalmente solo Giulia ed ecco perché Chiara era così spaventata dal chiamare la polizia, ed ecco perché Giulia è perseguitata da questo maniaco, mi sembrava assurdo che in un pub qualunque rischiassi di essere drogata o stalkerata. E pensare che la sono venuta a prendere proprio qui fuori tempo fa, avrei solo dovuto controllare il nome cazzo.
Chissà se Tancredi lo sa?
Passano i minuti e io attendo di capire quando andare a parlare.
Finite le due ore mezza di ballo, arriva il momento del prive, vado a sistemarmi un attimo in camerino e bere un po' d'acqua, intenta anche a decidere sul da farsi.
Mentre bevo sento la porta spalancarsi, mi giro di scatto e cazzo.
-Giovanni?!- urlo scioccata.
-Sto facendo la prova da cameriere- mi spiega subito - ma quello scioccato dovrei essere io-
Ecco ora mi farà una ramanzina infinita me lo sento.
-Insomma quando avevi intenzione di dirmelo? E perché lo nascondi a tutti?!-
-sh abbassa la voce!-
-E tu sbrigati a parlare non abbiamo molto tempo-
-Non è che lo voglio tenere nascosto a voi, lo tengo segreto perché non voglio compaia sul mio curriculum se mai farò domanda che ne so a qualche compagnia-
-E in tutti questi mesi? A me non lo hai detto perché?!-
-Giovanni ti conosco da molto meno tempo di chiunque perché cazzo dovevo dirlo a te-
-Perché vivevamo nella stessa stanza, perché tieni a me e perché dio ti hanno drogata, ma lo sai che potrebbe essere qualunque maschio li fuori ad averlo fatto-
-Ma non è stato nessuno di loro è stato un uomo che non si è mai visto in faccia, questo locale è gestito bene, non siamo puttane. Se fosse stato un cliente normale avrei già scoperto tutto-
Bussano alla porta.
-Ama sei qui? Ti stanno chiamando- dice Chiara entrando e rimanendo scioccata.
-Ne riparliamo dopo Giulia- dice serio lui uscendo prima di noi due.
-Cazzo Giu, com'è possibile?-
-Probabilmente lavorerà qui- sospiro io sconsolata.
Passo da un prive all'altro, cercando di distrarmi, ma lui passa sempre al mio tavolo a portare le bottiglie, ha anche fatto finta di rovesciare per sbaglio un po' di cocktail sulla mano di un cliente che si era poggiata sulla mia coscia. Il signore nemmeno se ne era accorto, si era asciugato rapidamente e aveva ricominciato a parlare dei suoi problemi con la moglie.
Mi chiamano all'ultimo prive e la questione mi ripiomba nella mente , quello dove so che sarò da sola, dove chissà cosa succederà. Improvvisamente mi dimentico di tutto, penso solo al terrore provato l'ultima volta. tremante entro perché per ora non ho molte alternative e oltre ad andare con lui non ho molte altre idee.
Ci trovo un bigliettino sopra 'ti aspetto fuori questa volta, sono sicuro verrai volentieri, pronta a replicare?' Mentre lo leggo qualcuno me lo toglie dalle mani.
Gli occhi di Giovanni si gelano mentre lo legge.
-Non ti azzardare a muoverti senza di me o senza Chiara o senza qualcuno- non capisco se sia più arrabbiato per la bugia, per il lavoro in se per se, per gelosia o per questa storia. Mi trascina fuori da li e mi fa entrare nello stesso prive di Chiara.
Cerco di accantonare il pensiero e di concentrarmi sulle mie prossime azioni. Cosa faccio? E se mi aspettasse lo stesso fino all'ultimo? E se mi seguisse fino a casa? È l'ultima serata prima della chiusura per le vacanze, potrei rischiare di stare nel limbo per molti giorni, non posso stare così. Preferisco quasi decidere di andare piuttosto che sentirmi perseguitata.
Siamo in chiusura, comincio ad andare a prendere le mie cose in camerino, vedo che Giovanni sta ancora lavorando e pare non accorgersi di me, come del resto Chiara ancora impegnata. La paura sale e vorrei non doverlo fare, ma comincio a uscire.
Il suo sguardo viscido e di chi la sa lunga mi accoglie.
-eccoti qua bambolina, cominciavo a spazientirmi- ridacchia in maniera inquietante.
-Perché fai questo? Perché me?- chiedo io improvvisamente presa dai ricordi.
-è come chiedere perché Romeo sceglie Giulietta... non c'è un perché-sembrerebbe una scena romantica se fosse decontestualizzata.
-Dai fai la brava vieni- cammina verso di me e mi tende il braccio.
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one shot sangiulia
Short StoryRaccolta di momenti di Sangiovanni e Giulia, nascono tutti dalla mia immaginazione
