Capitolo 1

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Ciao ragazzuol* allora in questo capitolo li ho immaginati sempre fuori dal contesto di Amici. In realtà però mentre scrivevo ho iniziato a pensare a una trama più lunga e approfondita, così ho pensato di impostarlo come il primo capitolo di una possibile storia a parte che potrei scrivere staccata da questa. Ditemi che cosa ne pensereste, perché ovviamente non riuscirei ad aggiornarle entrambe agli stessi tempi. Ma soprattutto se vi piacesse l'idea, datemi un consiglio su come poter intitolare la storia perché proprio non ne ho idea ahaha. Vi ringrazio già per quelli che si esprimeranno❤❤





Erano i primi di settembre e Sangiovanni era a una festa e stava chiacchierando con il suo amico Sam, più grande di lui, incontrato per caso a uno di quegli eventi in cui Sangio partecipava con il suo gruppo di amici suoi coetanei, di certo non si aspettava di incontrare il ragazzo di qualche anno più grande.
-Che ci fai qui?- chiese il biondo.
-Mi ha invitato una mia amica e diciamo che è difficile dirle di no-spiegò lui.
-Ahaha solo amica? Non ci credo se ti ha convinto a venire qua, non ci credo- esclamò Sangio malizioso.
-Nono fidati siamo solo amici, è  che non so non saprei descrivertela nemmeno- rise lui. I due continuarono la chiacchierata fino a che si sentì una voce richiamare Samuele.
-Mind of, Mind of- i due ragazzi si girarono verso quella voce. Sangiovanni vide una piccola ed esile ragazza, con un vestitino bianco, i capelli mossi e un rossetto rosso scuro. La ragazza si stava sbracciando verso di loro, o meglio solo verso Sam.
-Giulia- alzò la mano verso la ragazza, salutandola, per poi girarsi verso il biondo.
-Eccola è arrivata la mia amica, mi ha fatto piacere incontrarci, caso mai ci vediamo dopo- disse Sam, mentre di sottofondo, che si avvicinava, Sangio poté solo ascoltare una risata, squillante e particolare, diversa da tutte, proveniva da lei, da questa Giulia.
-Emh si ci becchiamo Sam- rispose lui dopo che il ragazzo era rimasto a guardarlo in attesa di una sua risposta.
Il moro si girò sorridendo verso quella piccoletta, la strinse in un abbraccio, toccandole poi  il naso, e seguendola verso un altro punto del locale. Lei anche sorrideva, ma poi si era subito nascosta il viso con le mani e Sangio non potè guardarla ancora, anche se lo avrebbe voluto.
-Oh bro ma dove cazzo sei stato tutto sto tempo, corri di là abbiamo abbordato un gruppetto che non hai idea-  il suo migliore amico, detto Deddy, era venuto a richiamarlo e Sangio dovette abbandonare l'idea di cercare di scrutare di più quella ragazza con la risata particolare.
Giulia e il suo gruppo di amici si stavano divertendo a quella festa, nonostante rimanessero in disparte rispetto al centro della pista, lei preferiva così, stare tra di loro. Era anche per questo che aveva avuto piacere e sicurezza a invitare il suo amico Sam, un ballerino molto più grande di lei, ma con cui aveva sempre avuto un bellissimo rapporto di intesa e che tra parentesi voleva far fidanzare con la sua amica Claudia, anche lei più grande, anche lei dolcissima come lui. Per Giulia sarebbero stati la coppia più bella di tutte e le avrebbe davvero fatto piacere se quella sera uno dei due avesse fatto il primo passo.
Li aveva mandati a prendere qualcosa da bere da un paio di minuti e volendosi accertare che stessero procedendo bene le cose, si era allontanata dalla folla e avvicinandosi ai banconi dove stavano loro si era appostata dietro una colonna. Sam sembrava preso, lei sembrava presa tutto stava filando. Sangio dall'altra parte della sala si stava dirigendo verso il bancone nuovamente volendosi allontanare a tutti i costi da quella ragazza insopportabile che gli avevano rifilato i suoi amici. Aveva notato Sam vicino al bancone, con una mora vicino a lui, gli venne in mente che poteva essere proprio quella Giulia e così decise di volerlo raggiungere, non sapeva perché ma aveva voglia di riguardarla ancora e meglio.
-Ei Sam- esclamò verso di loro a qualche metro da loro.
-Fermo- e si sentì trascinato debolmente dietro la colonna che precedeva la sala bar.
Si ritrovò quella Giulia di fronte a lui che lo guardava con un mix di emozioni ancora indecifrabile. Lei era rimasta incantata, 'wow' pensò di fronte a quei due pozzi azzurri.
-Non mi è mai successo di essere rapito- disse lui dopo un minuto di scrutamenti reciproci, mentre ancora Giulia teneva il braccio di lui stretto.
-Oddio, emh scusami tanto, è stato istinto- cercò di dire lei, lasciando subito la presa.
-Istinto di rapirmi? Wow mi stai lusingando troppo- ridacchiò lui, non capendo ancora cosa fosse successo. Lei scoppio a ridere presa dell'imbarazzo e dalla comicità di ciò che aveva appena fatto, coprendosi poi subito il viso. Lui lo rinotò.
-Ma no, ok aspetta, allora io sono Giulia un'amica di Sam, penso che anche tu conosci Sam stavi andando da lui, ora se conosci Sam sai che tipo è anche se magari lo conosci poco. Comunque la ragazza di fronte a lui è una mia amica e starebbero divinamente insieme, ma sono entrambi così timidi che mi sono dovuta scapicollare per farli stare da soli e quindi tu stavi arrivando e ho sentito che lo hai chiamato e quindi mi è venuto in automatico bloccarti. Scusami- Giulia partì a raffica a spiegare quello che era appena successo davanti allo sguardo divertito e incuriosito di lui.
-Cioè se ora vuoi vai, non posso obbligarti ovviamente- aggiunse lei vedendo che non rispondeva.
-Beh sarebbe davvero un peccato rovinare una possibile storia d'amore per Sam, signorina cupido, tranquilla- la rassicurò lui scherzando.
-Uh menomale se fossi andato ti avrei odiato-
-Ahaha e allora perché mi hai detto che potevo andare?-
-Beh perché sono educata- ammiccò lei.
-Afferrare al volo uno sconosciuto ti sembra educato?- Giulia riscoppiò a ridere imbarazzata, non aveva tutti i torti.
-Beh sei un amico di Sam, ergo non sei totalmente uno sconosciuto-
-E se ero uno sconsiderato che facevi?-
-Sam non ha amici sconsiderati- affermò lei convinta.
-Vero. Comunque io sono Giovanni, per gli amici Sangio- e allungò la mano verso di lei.
-Giulia- e la afferrò.
-Si me lo hai già detto- ridacchiò lui.
-Ah si giusto, scusa, oddio chissà che penserai di me, mannaggia- e rise un'altra volta. Fosse stata un'altra risata Sangio l'avrebbe quasi trovata irritante, invece la sua gli piaceva e molto, e non capiva poi perché continuava a coprirsi il viso.
-Non penso niente prima di conoscere di più- e divenne serio. Per Giulia era ancora più bello così, o forse no? Anche  sorridente era di una bellezza unica.
-Perchè Sangio?- chiese lei.
-Sta per Sangiovanni- spiegò lui.
-E?- e la sua curiosità lo fece ridere ancora.
-Faccio musica è tipo il mio nome d'arte,mi dicevano sempre che non ho la faccia da santo-le spiegò lui.
-Wow bellissimo che fai musica- e lo disse con un tono di voce sognante. Era la prima volta che una persona non gli rideva in faccia di fronte a quell'affermazione.
-Perchè la fai anche tu?- chiese come fosse scontato che l'unica cosa per cui potesse sembrare realmente interessata a quella cosa, fosse che anche lei credesse in un sogno simile.
-Eh nono, figurati sono stonata come una campana, io faccio danza, quindi voce e strumenti 0- spiegò lei.
-Ahh beh si certo, sei un'amica di Sam- ricollegò lui il tutto, facendole fare spallucce.
-Beh ancora scusami per l'inconveniente Sangiovanni, ma grazie per aver contribuito al mio piano, la signorina cupido sarà generosa con lei- scherzò Giulia, iniziando a fargli capire che se ne stava per andare. In realtà Giulia non voleva, le piaceva quel ragazzo, ma non poteva perdersi per troppo tempo il suo gruppo di amici. Sangio anche non era particolarmente felice di chiudere quella conversazione, che anche se non aveva avuto contenuti particolari, lo aveva intrigato, ma di certo non si sarebbe messo a trattenerla, non lì, con i suoi amici in giro e la sua ex in giro.
-Speriamo non faccia scherzi- rise lui riferendosi alla battuta su cupido, guardandola allontanarsi. Si scambiarono un cenno finale per poi tornare tutti e due dai loro rispettivi amici, anche se ormai con la testa da un'altra parte.
La serata proseguì bene, fino a che mentre Sangio e i suoi amici stavano fuori dal locale insieme a un altro sacco di gente a fumare, videro due ragazzi iniziare una rissa, con delle ragazze che urlavano come oche senza fare nulla intorno a loro. Per le persone lì intorno non era nulla di nuovo, le solite stronzate pensava il riccio mentre osservava i cerchi che faceva con la sigaretta, mentre una ragazza gli stava parlando, con accanto il suo amico Deddy che interagiva con lei per lui.
-Fermatevi, fermi, Luca, calmati- Giulia stava correndo verso quei due.
-Toglietevi cretine- urlò alle ragazze per passare. Appena sentì la sua voce Sangio posò l'attenzione su di lei, incuriosito immediatamente, era davvero buffa così piccola, a spintonare quelle ragazze con dei tacchi vertiginosi che la sovrastavano di gran lunga.
Era arrivata proprio vicino ai due e sembrava stesse cercando di fermare il ragazzo biondo tinto, Luca da quello che Sangio aveva capito, quando l'altro ragazzo, più alto e robusto del primo, senza farlo apposta le diede una manata sul viso facendola cadere.
Fu quasi inconsapevole l'atto di alzarsi e andare verso di lei, nemmeno se ne era accorto all'inizio, eppure, solo dopo che Deddy lo aveva chiamato interrogativo, sorpreso che il suo amico fosse interessato dalla rissa che non riguardava nessuno dei loro, realizzò che stava andando a passo svelto da Giulia.
Era seduta per terra con le mani sul volto dolorante.
-Ei stai bene?- le chiese subito, offrendole la mano per alzarsi. Lei spostò le mani dal viso, afferrando la sua dopo un minuto che era stato a fissarlo.
-Si, si, grazie- rispose dolcemente, per poi cercare con lo sguardo quei due che si stavano ancora attaccando. Lui seguì il suo sguardo e capì che era ancora preoccupata per il suo 'amico'.
-Ferma qui- le disse con un tono rassicurante, per poi girarsi verso deddy e gli altri.
-Oh De- gli bastò dire facendo un cenno alla scena. Sangio e i suoi amici si diressero verso i due dividendoli finalmente, anche se nessuno di loro sapeva perché, il fatto era che mettersi contro Sangio non era mai divertente e in fondo si trattava di fermare una rissa, quindi lo seguirono senza problemi.
-Ei amico calmo, vi continuerete a fare male e ba- disse Sangio mentre tratteneva Luca che ancora si dimenava.
-Ma tu chi cazzo sei mo?- si girò.
-Uno che ti ha evitato un naso rotto scemo, ora calmati- e continuò a scortarlo verso Giulia.
-Lasciami so camminare da solo- si scrollò il biondo facendolo allontanare, ma Sangio continuò a seguirlo, in realtà voleva capire una cosa.
-Luca, sei un idiota- esclamò Giulia vedendoli arrivare.
-E tu che ti sei fatta? - le chiese stupito lui, notando il segno rosso sul viso di lei.
-È stato Raffaele mentre provavo a dividervi, non lo ha fatto apposta- spiegò lei, mentre buttò un occhio su Sangio, accennandogli un sorriso per ringraziarlo.
-Quel pezzo di merda- Luca si rinfiammò in pochi secondi, rigirandosi da dove era appena arrivato.
-Ei, ei, bro direi che per oggi hai fatto abbastanza che dici?- Sangiovanni gli si piazzò di fronte con uno sguardo amichevole, ma che sotto intendeva che se Giulia si era fatta male era anche colpa sua. Il biondo lo guardò, quel tipo gli dava  sui nervi eppure aveva ragione. Si girò verso Giulia nuovamente, respirando.
-Dov'è Martina?- chiese con un tono serissimo alla piccoletta.
-Se ne sono andati tutti credo- ammise Giulia con un tono po' sconsolato in realtà.
-Fanculo- imprecò lui.
-Prova ad andare da lei-
-Ma ti devo riportare a casa-
-Non importa prenderò un taxi-
-Sei mitica Giu, scusa mi dispiace per la manata- rispose subito lui, correndo via in pochi secondi, lanciando un saluto al riccio che aveva osservato la scena e che aveva capito molte cose anche solo da quello.
1 Giulia era una persona infinitamente buona 2 non era la fidanzata di quel Luca 3 era rimasta sola senza mezzi per tornare a casa.
-Ei grazie per avermi aiutato davvero, ringrazia anche i tuoi amici-
-Di nulla. Stai bene?- le chiese lui facendo un passo avanti.
-Oh sisi tranquillo, tornata a casa ci metto un po' di ghiaccio e via- era davvero dolcissima, si era presa una sberla per un tizio che l'aveva praticamente abbandonata a una festa alle 3 di notte, senza amici. Eppure non sembrava scocciata, ma solo contenta che il suo amico stesse bene.
-Sei rimasta sola eh?- chiese lui, vedendo che si era iniziata a guardare intorno.
Lei arrossì, ridacchiando e abbassando il volto. 
-Si sarei dovuta tornare con Luca, ma si insomma hai visto-
-Bello stronzo si- commentò Sangio.
-Ma no è che è innamorato- cercò lei di giustificarlo ridendo.
-Sei sua amica, hai cercato di aiutarlo facendoti male e ti molla qui? La tipa potrebbe anche essere che so la donna più sexy sul pianeta, non ha scusanti- e lei ridacchiò nuovamente, sentendosi in qualche modo difesa da lui.
-Ma io gli ho dato il permesso quindii, non ha fatto nulla di male-
-Sese se preferisci vederla così- scherzò ancora lui.
Giulia ridacchiò, sempre tenendo lo sguardo in basso, aveva dei movimenti automatici del corpo che la portavano a nascondersi quando sorrideva. Rabbrividì dal freddo e iniziò a sentire un po' di stanchezza, avrebbe voluto tanto rimanere con il ragazzo per ore, ma era arrivato il momento di trovarsi il suo taxi.
-Bene Sangiovanni, mi scuso per la seconda volta con te oggi, ma credo proprio di dover iniziare a cercare il mio taxi altrimenti mi addormenterò su una panchina- stava per salutarlo nuovamente, ma sta volta Sangio non si diede per vinto, era pur sempre una ragazza, sola a quell' ora, non l'avrebbe mai lasciata lì e nemmeno lo voleva in realtà.
-Ma no fermati sei matta? I taxi a quest'ora sono guidati da uomini sulla sessantina per cui l'unico motivo per cui ti farebbero salire è avere poco rispetto per te, e poi costano tanto-
-Lo so ma con i mezzi ci metterei il triplo del tempo- spiegò lei.
-Vieni con me, ti riporto io- si propose subito.
-Nono per oggi ti ho già disturbato troppo, davvero-
-Guarda che non era una domanda, vieni con me-
'audace il ragazzo' pensò lei.
-E chi mi dice che anche tu mi stai aiutando solo per avere poco rispetto?-
-Nessuno- ammiccò lui di proposito, sapendo bene che la ragazza non lo pensava sul serio, almeno credeva.
-Dai vieni, iniziamo ad andare sono stanco anche io di questo posto- con un cenno del capo gli fece il gesto di seguirlo.
Giulia camminava a testa bassa dietro di lui, c'erano i ragazzi che la osservavano, quasi tutti ubriachi o fatti. Lui si accorse del suo disagio e per l'ennesima volta quella sera l'aiutò.
-Vieni qui vicino a me, ti sto io dietro- le disse girandosi, capiva il suo fastidio, essere guardata come un pezzo di carne da sconosciuti non doveva essere bello, o almeno non per una come lei.
Lei lo ringraziò con gli occhi e si mise avanti a lui a camminare, mentre Sangio le stava dietro a pochi centimetri, i loro corpi si sfioravano quasi, lui le mise anche una mano intorno alla spalla spingendola verso di sé, per non farla scontrare con nessuno.
Era così premuroso, Giulia era veramente intenerita, nessuno mai era stata così attento a lei, quando la sua mano toccò la sua spalla, sentì un brividino, 'mannaggia' pensò. Lui lo percepì e volle convincersi che fosse il freddo, anche se l'idea che fosse per il suo gesto lo stuzzicò.
-Gio, Gio, ei Sangius, dove vai?- Deddy il suo caro amico lo chiamò da lontano, sempre insieme agli altri, nemmeno l'aveva vista Giulia, il corpo dell'amico la nascondeva quasi del tutto.
-Ah giusto- sospirò lui, ricordandosi dei suoi amici. Si guardò intorno, non poteva lasciarla sola li, anche se un po' l'idea di portarsela dietro davanti ai suoi amici lo preoccupava, sperava non facessero i cazzoni, non di fronte alle ragazze poi che avrebbero riportato tutto alla sua ex. Ma no non l'avrebbe lasciata lì.
-Vai, vai, ti aspetto qui, non mi mangiano mica- disse lei vedendolo incerto.
La riguardò scuotendo la testa come a dire 'non hai ancora capito eh', ok forse ora stava diventando davvero protettivo, insomma ok i ragazzi ubriachi non si controllano, ma se fosse stata sola cinque minuti non sarebbe successo nulla, ma lui non voleva rischiare, sentiva di non poterlo fare, che se le fosse capitato qualcosa si sarebbe scaldato come faceva con i suoi amici più cari quando si scontravano con qualcuno, non sapeva perché con lei, che era una sconosciuta in realtà, già provasse questa cosa, ma di certo non ci si sarebbe fermato a pensare in quel momento.
Si avviarono verso il suo gruppo di amici e Giulia tornò a stare dietro di lui, così che la sua presenza non si notasse particolarmente.
-Oi De, io sto andando, belli rega- disse Sangio salutando con un pugno l'amico, e facendo un cenno agli altri.
-Stabile?- un suo amico, Esa, notò la presenza della ragazza dietro il riccio e gli si illuminarono gli occhi. Perché la conosceva?
-Esa- esclamò lei, alzando gli occhi. Tutti li guardavano straniti.
-Ci siamo conosciuti in un locale a Barcellona, quest'estate, questa ragazza è un mostro in pista- spiegò Esa, andandola ad abbracciare, facendola ridere sul suo petto.
-E tu sei bravissimo nel karaoke- rispose lei solo verso di lui, vergognandosi di tutti gli occhi che aveva addosso.
-Che ci fai qua, stai andando a casa?- chiese l'amico, mentre Sangio li osservava, già aveva capito che a Esa piaceva, lui capiva sempre tutto, lo conosceva e quella cosa non gli piaceva.
-Ero con i miei amici ballerini e si sto tornando a casa-
-Vuoi che ti accompagni?- chiese subito lui, 'No cazzo' pensò lui, era un suo amico,  probabilmente ci sarebbe andata più tranquillamente.
-Emh nono, tranquillo ho già un passaggio- stranamente la ragazza aveva rifiutato. 'Punto per me' pensò Sangio sorridendo.
-Si bro tranquillo sta con me- e si avvicinò a lei, sotto l'occhio malizioso di Deddy e delle ragazze del suo gruppo.
-E come vi conoscete voi due?- chiese Esa, infastidito.
-Abbiamo un amico in comune, Sam- disse lei come se quel legame potesse spiegare tutta quella confidenza che si erano dati quella sera. Esa li continuava a guardare chiaramente non contento.
-Vabbe andiamo Giu?- chiese Sangio, chiamandola addirittura con un nomignolo.
Lei annuì, salutando con la manina il ragazzo. -Ciao Sangius- urlò Deddy, facendogli un occhiolino. Menomaleche si era limitato a quello.
I due arrivarono alla macchina di lui e si infilarono dentro.
-Scusami, so che avrei potuto accettare il passaggio di Esa, ma-
-Gli piaci un sacco- finì lui la sua frase ridacchiando.
-Eh già- rise lei- E non voglio ritrovarmi un' altra volta a doverlo rifiutare- 'già si era dichiarato' pensò lui, 'chissà come'
-Hai fatto bene, hai pensato a te stessa- 'ha già capito così tanto di me?' Si chiese lei.
-Si beh scusami, tutto qua- rispose lei, arrossendo. Sangio si girò un attimo a guardarla, 'così carina non coprirti', era l'unica cosa che riusciva a pensare da ore ormai.
-Smettila di scusarti con me, a me fa piacere- rispose, chiarendole finalmente che non gli dispiaceva per niente essere li e che si fosse fidata più di lui che di un suo amico. Lei la prese come gentilezza nuovamente.
-Allora a Barcellona?- chiese lui, curioso.
-Si ahahah, sono italo catalana, mia mamma è di Barcellona- spiegò lei.
-Ahhh, fighissimo, dai dimmi qualcosa-
-Ahaha tipo?-
-Tipo,mhh, 'il mio accompagnatore è davvero un figo sta sera'- disse lui.
-Ahahah sei proprio modesto tu eh-
-Vuoi dire il contrario?- chiese lui, sapeva bene farsi dire quello che voleva.
-No- arrossì lei dopo averlo detto e poi pronunciò quella frase in spagnolo.
-Oh beh grazie Giulia così arrossisco anche io- risero insieme.
-Perchè ti coprì?- glielo chiese, da quando l'aveva vista quella questione era stato un tarlo  nella sua testa.
-Cosa?-
-Il sorriso, la risata, ti copri o con le mani o abbassi la testa, perché?- 'ma questo ragazzo mi ha studiata, perché sa già tutto?' Si chiese, sentendosi stretta in quella macchina, nessuno glielo aveva mai chiesto, era evidente, i suoi denti lo erano.
-Credo sia un movimento naturale che ho, ma è evidente- rispose lei, un po' più seria del solito. Lui non capiva.
-I denti- aggiunse lei, accennando a un sorriso senza coprirsi per la prima volta, così da potergli permettere di vederli, nel caso non li avesse notati. Lui si girò e rivise i suoi denti, era ovvio che avesse notato che aveva uno spazio tra i due incisivi, ma quale era il problema?.
-Eh be?- chiese lui, tornando con lo sguardo sulla strada. 'Ma seriamente?' Giulia si chiedeva.
-Eh, non sono il massimo da vedere e da quando sono piccola ho iniziato a coprirmi-
-Stronzata-
'Ma questo ragazzo cosa è?'
-Vabbe ci sono stati dei commenti e poi ho iniziato a coprirmi. Ma cambiano argomento ok?- gli chiese gentilmente, non ne aveva mai parlato con nessuno. Lui la guardò, aveva la testa bassa e un sorrisino tenero, che gli chiedeva per favore di cambiare argomento. Erano simili lo aveva capito, qualcuno in passato le aveva fatto male, proprio come a lui, ma non proseguì ulteriormente.
-Io lo guarderei con piacere il tuo sorriso- disse solo questo, senza doppi fini, sinceramente. Giulia era piena di bollicine dopo quella frase, rimase in silenzio.
-Devo girare qui?- le chiese a un certo punto. Lei fece si con il capo, erano quasi arrivati, ma la voglia di dividersi era molto poca.
Arrivarono sotto casa di Giulia e si guardarono imbarazzati, effettivamente quella era stata una serata strana, così confidenziali dopo poco, era strano per entrambi e poi soprattutto quando mai si sarebbero rivisti.
-Va bene allora io vado, ciao, grazie mille per tutto eh- sospirò lei, sorridendo verso il basso nuovamente. Lui le sollevò il viso verso di lui, bloccando con l'altra mano le sue, era un chiaro messaggio 'fatti vedere'.
Arrossì tantissimo, e lui sorrise ancora di più, era davvero bellissima e inconsapevole di esserlo, diversa da ogni tipo di ragazza che avesse mai conosciuto.
Lui le accarezzò la guancia.
-Ciao Giulia- il suo nome detto da lui sembrava una parola bellissima.
Le venne istintivo, lo abbracciò, lei era così, e gli lasciò un bacio sulla guancia.
Lui era rimasto sorpreso da quel gesto, ma subito lo aveva ricambiato. Lei scese e gli fece un ultimo cenno con la mano per poi correre dentro il palazzo.
Lui ripartì, cavolo che strana serata.
Sdraiati sul letto un'ora dopo entrambi insonni stavano ancora pensando l'uno all'altra.
Giulia rifletteva su come lui l'avesse praticamente letta nel pensiero, di come fosse stato premuroso nei suoi confronti nonostante fosse una sconosciuta. E poi era bello, bello come la luna che lei adorava guardare, tanto che la sua stanza era piena di disegnini. Poi era così criptico, il modo che aveva di muoversi, di parlare, di vestirsi, sembrava un alieno. Lo cercò su Instagram, ovviamente il profilo era criptico come lui, sentì la sua musica che aveva messo in bio, fighissima. Una foto però le fece mettere un freno all'entusiasmo, una ragazza bionda si copriva il viso con un dito medio. Ovviamente è fidanzato, non poteva non essere così, uno bello e carismatico come lui. Spense il telefono, 'basta Giulia non lo rivedrai mai nella tua vita, smettila'.
Allo stesso modo Sangiovanni steso sul letto aveva cercato la ballerina, partendo dal profilo di Sam, digitando Giulia Stabile, ricordandosi come l'aveva chiamata Esa.
Un profilo pieno di contenuti rispetto al suo e lui sorrise, dandosi dello scemo, sapendo che adesso si sarebbe messo a guardare ogni cosa. La prima cosa che notò, ma che già aveva intuito, era che Giulia fosse una ragazza simpaticissima, tutto meno che spocchiosa o che volesse dare un immagine 'figa' di sé. Era pieno di video suoi che faceva la scema, quasi tutti di lei a danza. La seconda cosa che notò è che lei nella danza era 10 passi avanti più di lui nella musica, ballava di tutto, classico e contemporaneo, hip hop e sapeva anche twerkare, cosa molto inaspettata. In ogni video che aveva visto lei era fenomenale. Certo però passava molto tempo a danza, era chiaro, come andava a scuola? E soprattutto sembrava avesse tante conoscenze, ragazzi diversi, ma nessuno fisso, tranne una ragazza Chiara, ma che aveva capito fosse più piccola di lei e quindi non poteva essere una sua amica di scuola. Non aveva un gruppo di amici e questo la rendeva ancora meno rintracciabile, Sangio aveva già pensato di poter capire a che scuola andasse e poi fare in modo di uscire con uno di quei gruppi che conosceva in altre scuole, con la speranza che lei facesse parte di uno di loro. La cosa positiva era che non era fidanzata, anzi aveva già capito che la ragazza avesse poca esperienza dai continui arrossamenti delle sue gote durante la serata, ma così ne aveva avuto la conferma.
La seguì, nonostante sapesse che rivedersi sarebbe stato impossibile, però non voleva lasciare che quell'incontro rimanesse così in sospeso.
Non pensò però a cosa avesse appena scatenato finché il suo cellulare squillò 'Margherita'
-Oh no- sussurò, si era per una volta scordato di avere una ex gelosa come una folle. Rispose.
-Cosa vuoi sono le 4 di notte?-
-Chi cazzo era quella di stasera che ti sei portato a letto?-
-È un amica, l'ho riportata a casa. Fine-
-Amica? Prima non le seguivi-
-Marghe sei malata-
-Malata un cazzo, potresti avere più rispetto per me-
-Ma è passata un estate intera, non ho fatto un cazzo con nessuna, senza nemmeno poi che ne avessi l'obbligo e soprattutto-
-Ci mancava che facevi qualcosa-
-Ma smettila va. Non ti voglio sentire- e chiuse il cellulare che continuò a squillare a oltranza. L'unico motivo per lui lo riprese fu per una notifica 'Giulia Stabile ti segue su Instagram' . Sorrise, anche lei era sveglia, fu quasi tentato di scriverle, ma poi si calmo, 'sei stato già abbastanza sottone per oggi, criterio ci vuole Gio'.

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