Qualcuno mi scrive in privato la storia di Esa e Sangio ieri nel fantastico mondo di twitter?? Non seguo la ragazza🥺🥺🥺🥺
La vita di Giulia era totalmente cambiata, in meglio ovviamente, grazie a quella testa riccia che giorno dopo giorno si assicurava che la ragazza rispettasse i giusti orari, i giusti pasti, che dormisse almeno un po', che non uscisse più con quei ragazzi. Se ne prendeva cura come un padre, scherzava come un fratello, sosteneva come un amico e amava come un fidanzato, ma questo ancora non glielo aveva confessato. Poco importava per lei, era così abituata a sentirsi così sola, ad avere così poche attenzioni per lei, che il fatto che non si fossero detti ti amo le interessava davvero poco. Il ragazzo l'aveva letteralmente rimessa apposto e amata, con tutti i suoi casini e problemi, non poteva desiderare di meglio in quel momento. Avere un qualcuno come lui al suo fianco era la sua grande fortuna dopo la tragedia dei suoi genitori, questo era quello che diceva sempre. I weekend ormai erano i loro giorni, dormivano insieme sempre, così che anche se lui fosse stato impegnato in altro comunque avrebbero passato la notte insieme e così la ballerina lo stava aspettando sola nella sua casa, che però aveva ricominciato a riapprezzare da quando quei due occhi blu erano entrati dentro, aiutandola ogni tanto a risistemare, a cucinare, a fare la doccia insieme, a guardare film sul divano o semplicemente stare stesi sul letto, con magari un po' di musica di sottofondo.
Lo stava aspettando quella sera, da ormai un po' di tempo le aveva scritto che stava venendo da lei, ma ancora nessuna traccia di quel ricciolino, si stava iniziando a preoccupare.
Provò a chiamarlo per togliersi ogni dubbio, ma nulla non rispondeva al cellulare, non sapeva proprio cosa fare, dov'era finito? Non poteva chiamare a casa sua, non voleva metterlo nei casini con i suoi genitori.
L'unica cosa che poteva fare era aspettare fino a quando non desse segni di vita, in fondo anche se per quella sera fosse semplicemente tornato a casa sua e si fosse scordato di avvisarla, comunque prima o poi le avrebbe scritto per forza o comunque lei si sarebbe fatta sentire.
L'ansia le era salita, cosa gli era successo? Non la voleva vedere? Perché non la voleva vedere? Era già tutto finito così? I suoi pensieri furono interrotti dal campanello di casa sua, la ragazza saltò dal divano e senza nemmeno guardare chi fosse aprii la porta, si trovò davanti il suo ricciolino, bagnato dalla pioggia e con il viso sfregiato.
-Giulia- sussurò a stento, sembrava distrutto.
-O mio dio, ma cosa ti è successo? Entra vieni- la ragazza si risvegliò da quello che pensava fosse un incubo, e gli passò il braccio sotto il suo così in qualche modo lo sorresse mentre lo accompagnava dentro casa sua.
-Gio, mio dio ma che hai fatto? Chi è stato?- la ragazza lo aveva fatto sedere sul divano e aveva visto dalla sua mano sporca di sangue che il ragazzo aveva delle ferite anche sulle costole.
-Quelli del tuo gruppo, hanno litigato con noi sta sera- sospirò il riccio, poggiandosi sullo schienale del divano, stanchissimo e dolorante.
-In che senso? Perché? O mannaggia, guarda qua, aspettami qui- l'ansia aveva preso piede dentro di lei, ma prima di sapere di più, sentiva l'esigenza di aiutarlo.
Corse in bagno a prendere le cose che avrebbero potuto servirle e dei vestiti puliti che aveva lasciato da lei.
Tornò giù e subito gli tolse le scarpe e i calzini bagnati, poi i pantaloni, cercando sulle sue gambe se ci fossero delle ferite, che per fortuna non c'erano. Gli infilò i pantaloni del pigiama e poi passò a togliergli piano la felpa e la maglia.
-Cerco di fare piano ok?- gli sussurò piano, sperando di infierire il meno possibile sul suo dolore.
-Aia- si lamentò lui, mentre passava la testa al di sotto della testa, non vedendo subito come le lacrime di Giulia avessero iniziato a sporgere dai suoi occhi.
La ragazza vedeva come lo avevano ridotto e non potè fare a meno di sentire un dolore dentro al suo petto.
-Ei ei, non piangere, sto bene- accennò a un sorriso lui, che però stonava proprio con tutta la situazione.
-Ma stai zitto va- singhiozzò lei mentre lo puliva dal sangue e disinfettava il tutto.
-Scusa, forse non sarei dovuto venire, è che se i miei mi vedono così-
-Nono, è solo che mi fa male vederti ferito Gio, tutto qua tranquillo- cercò di rassicurarlo lei, asciugandosi al volo le lacrime.
-Ecco alza le braccia che ti infilo la maglia e penso al viso- lo intimò lei.
Giulia poi si mise a medicargli il viso, mentre con una mano teneva quella stretta del ragazzo, che aveva notato si stava muovendo nervosamente.
-Puoi lasciarla se vuoi- le disse lui a occhi chiusi, mentre sentiva che lo medicava solo con la destra.
-Non voglio che le screpoli di nuovo, ci hai messo tanto a farle guarire, poi con tutto il freddo che hai preso- rispose prontamente Giulia.
-E un bacio? Quello me lo dai?- domandò lui, addolcendosi a quella risposta così premurosa e attenta. La ragazza sorrise, e fece sfiorare le loro labbra, con la paura che se avesse spinto troppo gli avrebbe fatto male.
-Ecco finito, ora andiamo su così ti asciugo i capelli- la ragazza si alzò da per terra e gli offrii la sua mano.
-Ma non c'è bisogno- si lamentò lui stanco.
-Hai il compito di filosofia questa settimana, se ti ammali poi non riesci a studiare, dai su ci penso io- lo ammonì lei.
Il ragazzo a fatica si alzò e si poggiò su di lei quanto meno poteva, sapendo che le pesava.
Appoggiato al mobiletto del bagno la ragazza aveva iniziato ad asciugargli i ricci, passandoci le dita in mezzo, facendolo rilassare ancora di più. Finalmente il suo corpo si stava riscaldando dopo tutto quel freddo.
-Quindi vuoi dirmi per caso cosa è successo?- gli chiese lei speranzosa di una risposta.
-Non so come sono andate le dinamiche, solo che a un certo punto Daniel si è incazzato con un mio amico e poi è cominciata una rissa. All'inizio ho provato solo a dividerli, ma poi mi sono dovuto difendere-
-Mannaggia a te però- sbattè la ragazza il piede per terra, facendolo un po' sorridere per tutta quella premura.
-Avrei voluto risponderti alla chiamata, ma non riuscivo proprio, scusa se ti ho fatto stare in pensiero- sussurò lui, poggiando la testa all'indietro, facendolo scontrare con l'addome di Giulia, dietro di lui ad asciugarlo.
-Ma figurati, mi dispiace solo che tu sia così, che fastidio ma perché devono sempre fare casino, non sanno usare le labbra- sbuffò lei, arrabbiata per quello che era successo.
-Li conosci meglio di me- rispose lui aprendo gli occhi e ricordandosi lui stesso di quanto gli avesse fatto male vederla sfregiata da loro, tempo prima, su quel marciapiede. Sapeva cosa Giulia stesse provando e non era bello.
-Già- mugugnò lei, maledicendo quei tizi che avevano fatto del male al suo ragazzo.
-Dai va tutto bene ora, tra qualche giorno i lividi saranno spariti e non ci penseremo più, d'accordo?- il ragazzo le prese il phon dalle mani e lo spense, capendo da sè che i suoi ricci ormai erano asciutti.
-Stai bene? Sicuro non vuoi un antidolorifico?-
-Si Giulia sto bene, l'unica cosa che voglio adesso è mettermi a letto, sono a pezzi- la rassicurò lui, stringendole il viso e lasciando un bacio sulla sua fronte.
-E grazie per tutto eh- ridacchiò poi, sentendosi come un cucciolo ferito davanti a quegli occhioni nocciola che lo scrutavano alla ricerca del minimo dettaglio che magari avesse trascurato per casualità.
-Non devi ringraziarmi, tu lo stai facendo già da molto con me- sussurò lei accarezzadogli la guancia.
-Sai bene che l'aiuto che ti do non lo devi prendere come un qualcosa che devi ripargarmi, lo farei a prescindere-
-No lo so, infatti non è un favore nemmeno il mio, anzi credo sia la cosa più naturale che mi sia venuta, nemmeno ci avevo pensato prima di un minuto fa- confessò lei per rassicurarlo.
-Beh allora vuol dire che mi ami anche tu-
-Cosa?- la ragazza rimase immobile di fronte a quel sorrisetto sghembo e livido.
-Dai andiamo a dormire- su, il riccio la sorpassò e zoppicando si diresse verso la camera della ragazza, mentre ridacchiava sotto i baffi.
-Insomma vieni?- la intimò sullo stipite della porta. Giulia scosse la testa e si convinse di aver capito male, così si ricompose e lo raggiunse. Gli alzò le coperte e lo fece stendere sul letto, gli poggiò un altro cuscino sotto al suo e gli preparò dell'acqua sul comodino, sapendo che spesso andava a bere di notte, gli rimboccò le coperte e si sedette sulla sedia lì accanto, prendendo il libro che stava leggendo. Il riccio aveva tenuto gli occhi chiusi mentre la sua ragazza gli sistemava le coperte, beandosi di quel trattamento raro per lui. Quando l'aveva sentita allontanarsi credeva che pochi secondi dopo l'avrebbe sentita stendersi accanto a lui, ma quando non la sentii, aprii gli occhi trovandola seduta accanto a lui, con una lucina accesa appena, che le permetteva di leggere.
-Ei ma non vieni tu? È tardi, devi dormire Giulia-
-Ora non credo ci riuscirei, quando ti addormenterai forse mi metto nel letto-
-Forse? Perché ti vuoi addormentare sulla sedia Ahaha?-
-Si non voglio farti male, metti che ti abbraccio, lo sai che mi viene spontaneo-
-Giulietta mia l'ultima cosa che mi farebbe male in questa vita è un tuo abbraccio, dai vieni qui, ho bisogno di te per dormire dai-
-Ho paura che se ti serve qualcosa io poi mi sono addormentata-
-Giulia dai muoviti, vieni qua, non voglio che rimani sveglia su- la ammonì lui, riprendendosi un po' il suo ruolo.
-E vabbene, però promettimi che qualsiasi cosa mi svegli, va bene? Letteralmente qualsiasi- la ballerina si decise a stendersi al suo fianco, rimanendo distante.
-Si amore si, dai fammi stendere- sbuffò lui, richiudendo gli occhi, poggiando la testa sul suo petto. La ragazza non emise più un suono. Quella volta non poteva proprio essersi sbagliata.
-Amore giochi con i ricci per favore?- continuò lui contenendosi nel ridere, sapendo che Giulia si stava scervellando, ed infatti sentii le sue mani infilarsi sul suo capo, ma nessuna parola dalla sua bocca.
-Non dirmelo se non lo pensi davvero o se devi prendermi in giro- sussurò Giulia dopo mezz'ora, che con le sue paranoie si era convinta che Sangio la stesse solo perculando come spesso faceva.
-Ahaha lo sapevo- rise lui, con un gran sorriso sul suo petto.
-Eddai dico davvero, lo sai che per me è tanto importante questa storia, non è un giochetto e se mi devi dire quelle due parole per ridere, beh non voglio-sbuffò lei come una bimba.
-Guarda che dicevo lo sapevo, perché sapevo che avresti smontato tutto così, secondo te davvero te lo direi per ridere?-
-Beh si ora si-
-Ahaha ma come-
-Eddai non illudermi-
-Giu-
-eh-
-Noi due ci amiamo è chiaro- sospirò a occhi chiusi il riccio.
-Ma tu te ne puoi uscire così ahahah?-
-E perché no? È una cosa bella in una serata di merda. Dai dimmelo, così mi addormento felice, tanto lo sapevo già da un po', ma oggi ho avuto la conferma. Quindi non ti imbarazzare-
-Ma Gio ahahahaah-
-Cosa? Ah vuoi che lo dica prima io?-
-Ma nono-
-Ti amo Giulia- aprii gli occhi il riccio, guardandola fisso negli occhi.
-Ti amo come amerei un fiore sperduto su un dirupo desolato. Unica, colorata, splendente, nonostante tutto intorno a te sembra volerti distruggere. Sei lì, rimani te stessa e se anche delle volte ti pieghi per il vento o perché ti manca l'acqua, resisti. E oggi mi sento il protettore di quel fiore, ma anche l'amico, il fratello, il ragazzo e una serie infinita di cose che mi concedi di essere con te, che nessuno mi concederà di fare, perché tu sei tu e mai nessun fiore potrà avere un fascino attraente come il tuo-
La ragazza lo baciò piano, sempre con la paura di fargli male.
-Ti amo anche io Gio, semplicemente come una come me possa amare uno come te, sai che non sono brava con le parole, ma credo che tu lo sappia anche meglio di me quanto. Se vuoi però te lo ballo una volta il mio amore per te- ridacchiò lei.
-Si hai ragione lo so, ma non mi dispiacerebbe vederti ballare, per me poi-
-Allora da domani comincio una coreografia per te, ora su, devi riposare Gio-
-Ridimmelo prima-
-Ahahah ti amo-
Il ragazzo poggiò nuovamente la testa sul petto di lei, chiudendo gli occhi e provando veramente a dormire.
Il mattino dopo Giulia si ritrovò a uscire per fare della spesa e come spesso accadeva, rivide il suo vecchio gruppo al parchetto vicino casa sua. Vide Daniel che se la rideva e l'impulsività prese il sopravvento.
-Guarda chi si vede- Fischiettò il suo ex amico.
-Perchè ieri sera hai sbroccato con il gruppo di Sangio? Loro sono tranquilli, lui lo è- la ragazza saltò i convenevoli sputando il rospo.
-Ah giusto il tuo fidanzatino- rise lui.
-Sono seria, comprano anche da voi, è stato stupido da parte vostra-
-Guarda che non l'abbiamo fatta partire noi cara-
-Si certo-
-E invece, anzi ti dirò, è stato il tuo amato-
-Ma non ci credo-
-Fossi in te ci crederei, Paolo stava facendo dei commenti spiacevoli su di te, sul fatto che te ne sei andata, e lui è partito-
La ragazza si bloccò a quelle parole, perché avrebbe dovuto mentire?
-Non te l'ha raccontata così eh-
-Non cambia nella sostanza i fatti, ti pensavo più intelligente di così- la piccola Giulia girò i tacchi e tornò sui suoi passi.
Quaranta minuti dopo era tornata a casa e Sangio ancora dormiva nel suo letto, così si mise a cucinare per entrambi, anche se un po' era rimasta turbata.
-Ei Giu, buongiorno- il ragazzo assonnato fece capolino nella stanza.
-Ei- la ragazza alzò il viso dal bancone della cucina e gli sorrise.
-Cos'è sto sorrisino malinconico?- si accorse subito che qualcosa non andava.
-Ho incontrato Daniel al parco- affermò lei subito, non voleva tenersi la cosa dentro, lui le aveva insegnato che era sbagliato.
-Ah-
-E mi ha detto una cosa-
-Che l'ho iniziata io?-
-Si, ha ragione lui?-
Il ragazzo annuì e poi abbassò la testa.
-Ma perché?-
-Perchè c'era uno di loro che stava parlando male di te, e io avevo bevuto un pochino-
-Gio non puoi iniziare una rissa solo per una cosa del genere-
-Si a quanto pare-
-E perché ieri mi hai mentito?-
-Perchè sapevo mi avresti guardato con questa faccia- alzò lui gli occhi, trovandosi esattamente l'espressione che si aspettava.
-Beh forse non ho tutti i torti no, guarda come ti sei combinato, non voglio che fai queste cose, per me poi- sbuffò Giulia riavvicinandosi.
-Non è che l'ho fatto per te, è che mi sono innervosito, stava dicendo una marea di stronzate e non ho retto-
-Mh, non voglio che riaccada mai più, non importa cosa senti, non voglio che loro si ripresentino nella tua vita a causa mia-
-Giulia non è stata colpa tua-
-Invece si-
-No- il ragazzo le prese il viso con le mani.
-Si-
-È stata mia, loro, e di tutti quelli che erano con noi, ma non tua, chiaro?-
-Mh, promettimi che non ricapiterà-
-Promesso- le diede un bacio a stampo.
-Mh, dai fermo qui che ti devo cambiare 8 cerotti- la ragazza si divincolò dalla sua presa e si diresse in bagno a recuperare tutto. Lo ritrovò steso sul divano, senza maglia, ad attenderla, con un sorriso stampato in faccia.
-Oh finalmente infermiera, la stavo aspettando- esclamò una volta che Giulia era entrata nel suo campo visivo, facendola ridere.
-Sei un cretino- bisbigliò lei, mentre incominciava quel lavoro.
-No sono un povero paziente che ha bisogno delle attenzioni della sua infermiera personale- continuò lui.
-Scemoo- rise lei.
-Vedi almeno ti sto facendo ridere- affermò contento.
-Mh-
-Mh cosa? Mh cosa? È la verità, vieni qui- Giulia aveva appena finito di cambiargli l'ultimo cerotto e lui la prese per un braccio e se la fece stendere sul petto, delicatamente.
-Non mi fai male tu, mai- le sussurò all'orecchio mentre l'abbracciava stretta.
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one shot sangiulia
Short StoryRaccolta di momenti di Sangiovanni e Giulia, nascono tutti dalla mia immaginazione
