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KENNEDY

Chandler ferma l'auto davanti alla villa dei Milestone e si precipita alla porta, mi affretto dietro di lui e soffoco un'imprecazione. Abbiamo risolto il mistero, quando usciremo da questa casa non ci resterà più niente da scoprire e io non ho idea di come aiutarlo ad affrontare tutto questo schifo. 

Entriamo in casa e una domestica ci accoglie, avvisandoci che Kurt non è qui. Chandler la ignora e imbocca la scalinata centrale, lo seguo e cerco di fermarlo ma mi allontana con una spinta. Percorriamo il corridoio che conduce alla zona notte e raggiungiamo la sua stanza. All'interno, tutto è immobile come se lui vivesse ancora lì. 

Chiudo la porta e giro la chiave nella serratura, Chandler inizia a rovistare tra le sue cose, tirando fuori tutti i volumi stipati negli scaffali della sua libreria.

«Channy, calmati».

«Dove diavolo l'ho messo? Non lo tocco da anni» mugugna tra sé e sé.

Apre i cassetti della scrivania e ci rovista dentro, ignorandomi. Sbuffo spazientito e apro i cassetti del mobile vicino alla porta, ci sono solo indumenti a un primo sguardo ma decido di rovistare lo stesso. 

Quando infilo la mano nell'ultimo cassetto, mi irrigidisco. Sotto alcune felpe con lo stemma della Royal, c'è un libro. Lo tiro fuori e trattengo il fiato, è una copia di Harry Potter.

«Chandler?»

«Qui non c'è».

«Chandler, vieni qui».

Si volta di scatto e i suoi occhi si spalancano quando si rende conto che l'ho trovato. Ci sediamo sul letto e poggiamo il libro sul materasso, Chandler lo apre e si lascia scappare un gemito quando troviamo quello che stavamo cercando. 

In mezzo alle pagine c'è un intaglio della misura esatta per infilarci dentro una chiavetta USB. La prendo e me la rigiro tra le mani.

«Tua sorella era molto creativa».

«Fin troppo, ha trasformato la sua morte in una caccia al tesoro».

«Te la senti di dare un'occhiata?» sussurro.

Chandler si morde il labbro e punta lo sguardo sul comò dove c'è una foto di lui e sua sorella. Indossano le divise scolastiche, lei è sulle sue spalle e sorride come se fosse il giorno più bello della sua vita. 

Lui ha il viso sollevato per poterla guardare in faccia, ha un sorriso appena accennato che però sembra molto più vero di ogni singola risata io gli abbia mai sentito fare da quando lo conosco. Mi ferisce sapere che non conoscerò mai quel ragazzo.

«Sono pronto, lo voglio fare».

Annuisco e prendo il computer dal mio zaino, l'ho preso prima di uscire da casa di Meredith perché immaginavo che avrebbe voluto collegarla subito. Lo accendo e inserisco la chiavetta, allungo una mano verso di lui intreccio le mie dita alle sue stringendo forte. 

Chandler ricambia la stretta, ma tiene gli occhi incollati allo schermo. Quando il computer legge il dispositivo, ci si apre davanti agli occhi una schermata con due cartelle. Una ha il nome di sua sorella, l'altra quella di Chandler.

«Cosa significa?»

«Non lo so, Kennedy».

Apro quella con il suo nome e una decina di filmati ci compaiono davanti agli occhi. Mi viene la nausea e vorrei impedirgli di guardarli, ma Chandler si avventa sul computer e seleziona il primo. Passiamo l'ora successiva con gli occhi incollati allo schermo, con lo stomaco stretto in una morsa e le lacrime che ci scorrono sul viso.

Love, KennedyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora