Capitolo 14

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Ci demmo un cinque felici e Aurora urlò felice di aver fatto un punto per poi continuare a giocare.

"Dove vai?" Mi chiese Harry quando mi alzai. "Controllo la torta, dovrebbe essere pronta" dissi sorridendo.

Aurora istintivamente si mise in braccio a lui e osservò il gioco. Harry annuì e andai in cucina.

Un profumino di cioccolato si era esteso nell'intera stanza e dopo aver controllato la cottura con un coltello, spensi il forno e tirai fuori la torta.

Era venuta proprio bene e Aurora ne sarebbe stata sicuramente felice. La appoggiai sull'isola e la lasciai raffreddare per andare a giocare gli ultimi turni.

Paul e Alli erano in testa, in quanto fidanzati il gioco risulta più semplice. Più conosci il tuo compagno di squadra più riferimenti Esterni puoi fare e guadagnare punti.

"Perfetta" sussurrai ad Harry che sorrise, mentre Claire urlava contro Josh. Non riuscivano ad azzeccare una parola.

Giocammo gli ultimi turni e la classifica non si mosse.

Paul e Alli vinsero e si saltarono in braccio felici. Claire continuò ad urlare contro Josh dicendogli quanto fosse poco perspicace e io consolai Aurora, triste di non aver vinto, portandola in cucina a vedere la torta.

"Siamo stati un'ottima squadra" disse Harry seguendoci in cucina. Anche Aurora aveva indovinato qualche parola qua e là e doveva esserne fiera a soli 3 anni.

"Noi abbiamo vinto la torta" disse la bambina sussurrando. Scoppiai a ridere e le feci il solletico.

"Non vogliamo darla a zia Alli e zia Claire?" Le domandai e valutò la cosa pensierosa. "Va bene" esclamò infine sorridente.

Tagliai la torta e la portammo in salotto dai ragazzi.
"È buonissima Haylei" disse Claire assaporandola. La ringraziai timida e ne mangiai un pezzetto.

Tutti mi fecero i complimenti e mi sentii un bel po orgogliosa. Avevo sempre amato cucinare.

Aurora ne mangiò almeno tre fette e fui estremamente contenta di averla fatta felice.

I miei genitori tornarono e noi ci
preparammo per tornare al campus.

Salutai i miei genitori promettendo di tornare presto e tornammo alle auto.
Mi sedetti di nuovo davanti con Harry e sentivo l'elettricità scorrere tra di noi.

Non potei fare a meno di guardarlo guidare concentrato e quando mi sorprese formò un ampio sorriso sulle sue labbra che mi fecero arrossire.

Non parlammo per l'intero viaggio se non qualche sguardo o indicazione e una volta al dormitorio ci fiondammo a letto stanche della giornata.

***

Il lunedì il corso fu estremamente tranquillo e decidemmo di andare in biblioteca il pomeriggio.
"Hanno aggiustato l'ascensore!" Urlai non trovando il foglietto con su scritto guasto. Premetti il bottone e aspettai l'apertura delle porte.

Mi voltai verso Harry felice e lo vidi abbastanza turbato. Non riuscivo a capire cosa avessi potuto mai fare per farlo innervosire così da un momento all'altro.

"Tutto bene?" Chiesi cauta. Mi osservò lentamente con le sopracciglia aggrottate e mi aspettai al peggio.

"Si, è solo che preferirei salire a piedi" disse tornando a guardare l'ascensore.

Rimasi un attimo interdetta dalle sue parole, e non riuscivo a capirne la motivazione.

Cavolo ero così felice di non dover fare tutte quelle scale a piedi. Di certo però non potevo mandarlo da solo.

The soldier's returnDove le storie prendono vita. Scoprilo ora