Capitolo 53

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"Hai ragione, è tardi, prendiamo una pizza?" disse distante, cercando il suo cellulare tra l'ammasso di libri sparsi sulla scrivania.

Né uno sguardo né un sorriso dopo quello che era successo. Doveva essere davvero turbato.

"Certo! Auro, pizza?" chiesi alla bambina che intanto aveva passato il tempo a giocare con i suoi orsetti.

"Si! Pappa!" esclamò affamata, forse quanto me.

"Perfetto allora" rispose Harry e iniziò a chiamare la pizzeria per ordinare da mangiare. Nel frattempo per smorzare un po' la tensione creatasi, decisi di accendere la radio e sulle note della nuova canzone di Major Lazer con Justin Bieber "Cold Water", iniziai a ballare con Aurora. Mi era capitato di sentirla più volte alla radio quindi conoscevo abbastanza bene il ritmo e alcune parole, così ci scatenammo nella camera mandando via tutta la tensione.

"And if you feel you're sinking, I will jump right over Into cold, cold water for you And although time may take us to different places I will still be patient with you And I want you to know I won't let go"

Mia sorella saltellava nella camera ridacchiando mentre io, cantavo a squarcia gola guardando Harry negli occhi, "I won't let go".

Si perché io non lo avrei mai lasciato andare.

Mi fissava, non sapevo bene se stupito, ammaliato, sorpreso o confuso ma non mi interessava. Allungai le braccia, circondando il suo collo e iniziai ad ancheggiare sensualmente, muovendomi al ritmo della musica e lasciando che i miei capelli ondeggiassero a pochi centimetri dal suo viso.

Non sapevo esattamente a cosa ci avrebbe portato quel momento così nuovo, ma volevo scatenare qualcosa in lui.

Qualsiasi cosa che mi facesse capire da che parte andare, e se andarci insieme a lui o meno.

Rimase fermo, impassibile con un'aria seria finché i suoi occhi si incrociarono con i miei e come allo scattare di una scintilla afferrò con entrambe le mani i miei fianchi e iniziò a ballare con me.

Un sorriso comparì sul suo volto, illuminando i suoi lineamenti, e ci lasciammo trasportare dalla musica. La rigidità precedente aveva lasciato spazio ad un euforia momentanea che echeggiava per la stanza e che liberava le menti da ogni tipo di preoccupazione.

Mi voltai dandogli le spalle, e strusciai volontariamente il mio bacino contro il suo più volte. Sentii la sua presa farsi sempre più stretta sui miei fianchi quasi avesse paura che potessi scappargli via e mi voltai verso di lui, cercando di scrutare la sua espressione.

Un sorriso malizioso si fece finalmente spazio sul suo viso quando mi sorprese a guardarlo e fece scivolare una mano dal mio fianco alla pancia, sfiorando quasi impercettibilmente la pelle scoperta dalla felpa.

Una scossa di brividi inondò il mio corpo e d'istinto feci ricadere la testa all'indietro nell'incavo del suo collo e sospirai profondamente.

Il suo calore mi inondava ogni singolo poro della pelle, non eravamo mai stati tanto vicini in un momento così sensuale. La mia mente e il mio corpo erano completamente sotto il suo controllo.

Mi face girare di scatto, ritrovandomi di fronte a lui, e l'armonia della musica cambiò. Non avevo mai sentito prima quella canzone ma il ritmo latino era percepibile. Allungai una mano dietro il suo collo, e mi avvolse stringendomi a lui.

L'altra mano si intrecciò istintivamente alla sua imitando così le posizioni di un tango sensuale e continuammo a ballare. Non ero mai stata una ballerina eccelsa, ma me la cavavo abbastanza e poi bastava osservare lo sguardo di Harry per intuire che lo spettacolo gli piaceva.

Continuammo a ballare con gli occhi intrecciati gli uni con gli altri e involontariamente mi morsi il labbro più volte. Era strano ma anch'io mi trattenevo da qualcosa, non dico che gli sarei saltata addosso, ma avevo bisogno di un contatto maggiore.

Gli sorrisi maliziosamente soffiando sul suo collo e sentii la sua presa farsi più forte sul mio corpo. Era al limite, lo sentivo, la sua mascella contratta e lo sguardo intenso sembravano bruciare.

Cosi, volontariamente mi staccai da lui, lasciandolo sorpreso e confuso, e mi sfilai la felpa, rimanendo in canotta.

Ero molto accaldata, sia dal movimento che da lui, così ne approfittai per osservare attentamente le sue reazioni. Lo vidi sgranare gli occhi e passarsi una mano tra i capelli nervosamente. Decisi di provocarlo ancora un po' e non tornai a ballare con lui.

Presi al contrario, tra le braccia mia sorella e iniziai a ballare con lei facendola schiamazzare dalle risate. Harry rimase completamente immobile a guardarci per un istante finché non mi afferrò per la vita e mi trascinò verso di lui facendo scontrare la mia schiena contro il suo petto.

Lasciai la bambina scendere a terra e tornai a ballare con lui. Aveva bisogno di me. Eravamo fusi in una cosa sola, ci muovevamo a ritmo sorridendo e tutto ciò bastava a mandarmi alle le stelle.

Sentimmo poi, di colpo, bussare alla stanza così corsi ad abbassare la musica ed Harry ad aprire la porta. Un ragazzo ci consegnò le pizze, e mi venne subito l'acquolina in bocca dal profumo.

"Auro, corri a lavare le manine che si fa la pappa" esclamai portandola con me, verso il bagno. La alzai all'altezza del lavandino e ci lavammo insieme le mani, facendo schizzare la schiuma del sapone dovunque.

"Tieni, prendi questa e vai di là. Appena Harry si gira gli insaponi la faccia, va bene?" sussurrai all'orecchio della bambina.

Con fare malizioso e gli occhietti vivaci riempì le manine di schiuma e andò nella camera dove c'era Harry. Intanto mi asciugai le mani e mi avvicinai alla porta per godermi lo spettacolo.

Aurora palesemente divertita andò verso di lui in punta di piedi e mi guardò come per ricevere l'approvazione per attaccare.

Le alzai un pollice verso l'alto, impaziente di vedere la scena e lei come indicato lo richiamò. Non ebbi nemmeno il tempo di vedere Harry girarsi che già aveva la faccia ricoperta di sapone e scoppiai a ridere.

La bambina si lavò le mani sul suo viso, strofiando per bene dappertutto e rimasi a guardarli non potendo smettere di ridere. Harry sorrise animatamente per poi prendere in braccio Aurora e mettersela su una spalla a testa in giù.

"Harry lasciami" gridò schiamazzando dalle risate, ma non le diede ascolto. La portò in bagno, oltrepassandomi e facendomi una linguaccia e le riempì a sua volta il visino di sapone.

"Sembi babbo natale!" gridò la bambina, battendo le mani.

"E tu un orsetto polare" ribatté Harry.

"E ora anche Lily" continuò e non ebbi il tempo di capire cosa intendesse che una nuova nuvola di sapone si scontrò contro il mio viso.

"Lo so che ci sei tu dietro tutto questo" disse Harry, incredibilmente vicino al mio viso. Tolse la schiuma dal mio naso e mi lasciò un veloce bacio sulla punta.

Rimasi per un attimo paralizzata da quel gesto e tornai a respirare solo quando Aurora mi richiamò per la fame.

Mi asciugai velocemente il viso e tornai in camera per suggellare la pace del sapone con una buona pizza.

"Auro aspetta che Lily ti taglia la fettina in pezzetti" le dissi prima che mettesse le mani ovunque.

"Mamma mi ucciderebbe se sapesse che da quando sei qui hai mangiato solo pizza e caramelle" pensai ad alta voce e feci sorridere divertito Harry. In effetti avrei dovuto rimediare a quella domenica con del cibo sano. Non poteva rimpilzarsi di grassi e zuccheri tutto il tempo.

Mi gettai sul letto, esausta da quella giornata che non sembrava finire mai e mi godetti la mia pizza ai 4 formaggi preferita. Harry aveva imparato i miei gusti e sapeva ormai che io e i formaggi eravamo una cosa sola.

"Buona piccola?" domandai a mia sorella, vedendola impasticciarsi le mani col sugo e annuì con la bocca piena accennando un sorriso di approvazione.

"Stai un po' meglio tu invece?" chiesi ad Harry che sembrava totalmente ritornato sereno.

"Molto, è quasi passato il mal di testa. Resta solo un po' di raffreddore" rispose con un ampio sorriso e mi sentii sollevata.


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