Mi sorrise dolcemente e iniziai a toccarmi le unghie imbarazzata dall'essere sotto le coperte, insieme a lui.
Si alzò, spostando il piumone troppo caldo per essere lasciato, e prese la bottiglietta di sciroppo per la gola.
Riempì il bicchierino apposito e con un sorriso dolce e imbarazzato me lo porse.
Terminai il contenuto e costatai che il mal di gola era un po' diminuito."Credi sia meglio prendere un'altra tachipirina?" Mi chiese tornando a sedersi sul letto, accanto a me.
"Non lo so" risposi toccandomi la fronte.
"Forse è comunque meglio prenderla, evitiamo una ricaduta" disse e mi passò un bicchiere con dell'acqua.Mi sentivo una principessa.
Si prendeva cura di me e in fondo non era obbligato.
Proprio questo mi faceva stare ancora meglio.Presi la medicina e improvvisai qualcosa.
"Sai prima di tornare all'associazione devo passare al supermercato" dissi la prima cosa che mi passasse per la mente.In effetti l'argomento "associazione" ci legava più di ogni altra cosa, dato che non sembrava ancora essere disposto a parlare di lui.
Avevamo fatto progressi enormi nella nostra amicizia ma restava il fatto che non sapevo niente di lui.
Essere però nel suo letto, dopo aver passato la notte abbracciati era un grande passo in avanti.
Solo al pensiero arrossii violentemente."Come mai? Hai bisogno di qualcosa?" Rispose sedendosi meglio anche lui.
Era bello.
Anche appena sveglio."In effetti ho promesso ai bambini di portare loro dei quaderni e colori" risposi pensierosa.
"Oh benissimo" sorrise massaggiandosi la spalla.
"Si, sai la volta scorsa ho iniziato ad insegnare loro le basi della lettura e scrittura" raccontai sorridendo al pensiero del magnifico pomeriggio.
"Davvero?" Chiese sorpreso.
"Certo! Sono una brava maestra io, cosa credi" ridacchiai pavoneggiandomi."Oh non lo metto in dubbio" sorrise insieme a me e gli diedi un colpetto sul braccio in segno di disapprovazione.
"L'unico problema è che non posso guardare tutti e fare lezione allo stesso tempo" continuai un po'amareggiata dalla situazione.
"E in più, te l'ho già detto, ho l'impressione che siano completamente soli li dentro" sussurrai passandomi una mano tra i capelli, cercando di eliminare la brutta sensazione che avevo dentro."Se vuoi posso stare un po' con te e i bambini, se serve una mano" disse cercando di alleviare il mio malumore.
"Si ma abbiamo gli esami tra poche settimane e non voglio che tu ti senta obbligato ad aiutarmi, hai già i tuoi adorabili vecchietti con cui stare" dissi sentendomi in colpa.
La vita in effetti ci mette sempre nella situazione di dover scegliere.
Più tempo allo studio significherebbe trascurare i bambini, più tempo coi bambini porterebbe a meno studio e meno aspirazioni future.Sbuffai trovandomi in una situazione davvero fastidiosa.
"Ma non mi obblighi in niente. Lo studio è importante ma anche l'associazione lo è, non farla diventare una scelta perché non lo è" disse avvicinandosi a me e aveva ragione, completamente.
"E quindi, cosa facciamo?" Chiesi con la speranza che continuasse a tirarmi su di morale.
"Appena starai meglio andiamo a fare la spesa, andremo dai bambini e poi da George e Marie. Faremo così ogni volta che ne avremo la possibilità" sussurrò guardandomi negli occhi e ne rimasi ipnotizzata.
La sua voce mi entrava sotto la pelle.

STAI LEGGENDO
The soldier's return
Chick-LitCome possono due ragazzi, apparentemente pieni di problemi e misteri, riuscire a trovare la calma e stabilità di cui hanno sempre avuto bisogno? Harry e Haylei, cosi' diversi ma allo stesso tempo uniti da un filo sottile, capace di portarli sulle n...