Capitolo 54

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"Stai un po' meglio tu invece?" chiesi ad Harry che sembrava ritornato completamente sereno.

"Molto, è quasi passato il mal di testa. Resta solo un po' di raffreddore" rispose con un ampio sorriso e mi sentii sollevata. Guardai l'orologio e, come pensavo si era fatto abbastanza tardi. Sarebbe stato meglio andare, e poi tutte quelle emozioni mi avevano sfinita.

"Bene. È ora di andare piccolina. È tardi, ed abbiamo occupato abbastanza la camera di Harry" dissi a mia sorella, alzandomi dal letto e stiracchiando i muscoli.

"No! Voglio stare ancora qui!" gridò Aurora, mettendo il broncio e incrociando le braccia al petto.

"Non ricomincerai eh, ora" dissi aggrottando le sopracciglia. Ero stanchissima di lottare contro una bambina, meno di due giorni e avevo uno degli esami più importanti del semestre, dovevo riposare e rilassarmi.

"È tardi, dobbiamo andare a fare la nanna" Continuai, iniziando a raccogliere le sue cose da terra. "No! Harry, dillo tu a Lily, voglio stare qua" disse lei, usando Harry contro di me. Troppo astuta la bambina. Se qualcuno dovesse mai dire che i bambini non sono intelligenti, gli presenterò mia sorella si sicuro.

Tre anni e un cervellino da adulta manipolatrice.  Guardai Harry sapendo di avere il suo appoggio, ma lui sembro' osservarmi per capire contro chi delle due mettersi. Assottigliai gli occhi e gli lanciai un'occhiataccia. Doveva stare dalla mia parte lui!

"Auro, Harry deve dormire come noi, non possiamo rimanere qui" dissi, mettendo in ordine l'ultimo orsacchiotto sul pavimento. Quanti ne aveva portati mia madre?
"Allora dormiamo qui" disse lei sorridendo, col faccino malizioso di quando è consapevole di essere in procinto di commettere una delle sue marachelle.

Sgranai gli occhi e per poco non mi strozzai con la saliva. Più intelligente e più sfacciata di me la bambina.

"Certo" dissi ironicamente. "Si!" la sentii esultare e venni presa dal panico. "Cosa? No! Era ironico!" Urlai, rossa in viso e vidi Harry quasi scoppiare a ridere. Ci mancava solo lui a prendermi in giro.

"Non ho capito e non mi interessa! Voglio la storia allora"disse allora mia sorella incrociando le braccia al petto.

"Cosa?" domandai non capendo subito dove volesse arrivare. "Mi devi raccontare la storia" si spiegò e sospirai per l'ennesima volta.

"Va bene amore, ora andiamo di là, ci mettiamo a letto e ti leggo una storia, va bene?" le dissi, felice di non dover più costringerla a dormire.

"No, Harry" rispose e alzai gli occhi al cielo.
"Cosa Harry?" domandai raccogliendo i miei libri.

"Harry deve raccontare la storia" disse e si posizionò al centro del letto di Harry, sotto le sue coperte. Lo guardai per un attimo esasperata, supplicandolo con gli occhi di raccontargli una benedetta storia in modo da poter finalmente andare a dormire.

"Va bene, tutti a letto allora" disse lui con un grande sorriso, e si sdraiò accanto alla bambina. Gli passai il libro di storie che mia madre mi aveva lasciato nel borsone e mi sdraiai anch'io, con la speranza che la storia fosse breve e di andare presto a dormire.

Harry

"Questa" indico' Aurora, quando iniziai a sfogliare il libro. Mulan. Sorrisi e mi schiarii la voce.

Lessi la storia di Mulan cercando di mettere un po' d'enfasi nelle parole.
Era bello vederla con gli occhioni sgranati ascoltarmi come se dicessi le cose più belle del mondo. Quella bambina era incredibile, una testa dura proprio come la sorella. Per fortuna Haylei era dotata anche di estrema pazienza, in caso contrario sarebbe diventata matta con una piccola peste come Aurora.

Non avevo fratelli, né tantomeno sorelle. Non sapevo come comportarmi con i bambini, ma qualsiasi cosa facessi con Aurora sembrava essere quella giusta. Iniziavo ad adorare i bambini, forse perché la loro ingenuità mi faceva sentire libero.
Non mi guardavano in modo diverso. Per loro ero solo un bambino cresciuto con cui giocare.

The soldier's returnDove le storie prendono vita. Scoprilo ora