Capitolo 72

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Il giovedì era finalmente arrivato. Qualche ora e, anch'io sarei stata in vacanza.
Mi svegliai dopo aver passato una notte ancora agitata ed andai subito a sciacquarmi il viso. Non sapevo cosa mi succedesse in quel periodo, ma il mio cervello, nemmeno di notte, aveva l'intenzione di spegnersi.

Durante le vacanze natalizie speravo quindi, di riuscire a recuperare tutte quelle ore mancanti di riposo.
Mi feci forza per affrontare l'ultima atroce giornata ed andai a vestirmi.
Avevo così tante cose da fare quel giovedì che solo a pensarci iniziavo a stancarmi.

Mi presentai in aula circa venti minuti prima l'inizio dell'esame e mi tenni pronta per un possibile agguato da parte di Will. Negli ultimi tre giorni si era fatto un po' troppo vivo, quindi restai in allerta, soprattutto per evitare un ennesimo attacco di paura.

Per fortuna quella mattina non si presentò e mi rilassai leggermente.
Presi posto nel mio solito banco ed aspettai con l'agitazione addosso.

La routine degli universitari in generale non era molto varia, soprattutto durante il periodo finale di esami ma, quell'anno, potevo dire di aver oltrepassato tutti i limiti di creatività immaginabili.

Se solo mi fermavo a pensare agli anni precedenti, risultavano essere di una noia mortale.
Giusto qualche minuto prima dell'inizio della prova, vidi Josh entrare in aula con la fronte corrucciata. Sollevò lo sguardo per cercare posto e in qualche secondo, lo incrociò col mio.
Subito mi venne da sorridere ampiamente ed alzai una mano per salutarlo.
Ricambiò il gesto abbozzando un sorriso sincero, e a due a due, salì le scale per sedersi accanto a me.

"Pronta fiorellino?" Domandò schioccandomi un leggero bacio sulla guancia. Annuii leggermente, senza nemmeno essere in grado di spiccicare parola a causa dell'alto livello di agitazione che avevo e fissai la mia penna.
Sin da piccola avevo sempre sperato che, in un futuro lontano, potessero creare delle penne contenenti tutte le risposte dei compiti di scuola. Così, sarebbe bastato solo impugnarle per avere ottimi voti.
Sorrisi a quell'idea troppo fantasiosa e osservai il resto dei miei colleghi d'esame prendere posto.

Dopo poco, la professoressa ci consegnò i quesiti e, come un'automa, in un continuo déjà vu, fissai il foglio davanti a me, spensi il resto del mondo e mi concentrai a scrivere.

***

Il pomeriggio, le ragazze con Paul e Josh, andarono a fare compere natalizie per amici e parenti mentre io, decisi di rimanere in camera.

Non per crogiolarmi tra le mie lacrime per non avere qualcuno con cui stare, ma perché dovevo pensare a fare la mini valigia per tornare a casa. Poiché, mancavano meno di ventiquattrore e mi sarei allontanata da tutti quegl'infiniti problemi. Fisicamente di sicuro, bisognava vedere se ci sarei riuscita anche mentalmente.

Il regali, quindi, decisi che li avrei comprati direttamente una volta arrivata nella mia città con le mie sorelle.

Non ero andata nemmeno a pranzo. Sapendo che sarei stata sola con lui, decisi che sarebbe stato meglio prendere un panino e cosi feci.
Uova, tonno, insalata e maionese senza pomodori era il connubio perfetto così, lo sgranocchiai direttamente in camera, mentre ancora fissavo l'armadio per decidere cosa scegliere.

Dato che a casa avevo già tutto il resto della mia roba, infilai nella valigia giusto i miei maglioni preferiti e qualche pantalone con l'intimo, ed accesi lo stereo per mettere un po' d'ambiance nella stanza.

Il silenzio mi aveva sempre messo un po' di paura e, sapere che nessuno era al campus per salvarmi da un eventuale attacco alieno, non faceva altro che incrementare la mia ansia.

Verso le 19h, dopo aver mangiato quasi un pacco intero di biscotti, finito la valigia ed essermi scatenata nel fare le pulizie a suon di ultime hit musicali, decisi che dovevo organizzare il mio ritorno in 'patria'.
Non che mi trovassi in un altro paese, ma mi divertiva definirla così.

The soldier's returnDove le storie prendono vita. Scoprilo ora