«Tutto bene, recluta?» Dream riportò la ragazzina alla realtà.
Joy sbatté più volte la palpebre, distogliendo lo sguardo da Arcan. «S...sì, possiamo iniziare?», chiese indicando poi la zona degli allenamenti.
Dream ridacchiò tra sé, senza dare troppo nell'occhio. «Non ho mai conosciuto qualcuno con così tanta fretta di allenarsi. Ebbene, così sia. Iniziamo!», esclamò, forse ancora più contenta della sua allieva. La condusse a passo svelto e ansioso nell'area dei manichini. Essi erano disposti a cerchio, in una zona adatta e circolare che ricordava vagamente il piazzale delle esibizioni. Anche questa sembrava una piccola conca.
«Maestro Skott ti ha già spiegato come fare durante la mia assenza. I manichini con la tunica nera sono vampiri. Devi distruggerli. Quelli con la tunica nera e rossa sono Lunapiena, non colpirli o farai un errore. Via!», spiegò per poi saltare fuori dalla zona, che venne circondata da diversi manichini, azionati poco lontano da un istruttore che azionò subito la leva. Jocelyn curvò la schiena, trasformandosi in lycan. Ringhiò e senza esitare si lanciò contro le prime sagome.
Arcan nel frattempo si nascose negli spogliatoi e si sfilò la parte superiore della divisa. Sul suo busto era possibile notare gli addominali lucidi e abbastanza scolpiti dall'allenamento, che smentirono il suo aspetto magro e gracile. Afferrò un asciugamano e se lo portò ai lati del collo per asciugare il sudore. Subito dopo si avvicinò a Dream con un'aria infastidita, se non losca.
«Dream, gradirei parlarti», richiese in tono stranamente educato.
«Senz'altro», accettò lei. Si allontanò dall'arena dei manichini ma continuò comunque a tenere d'occhio l'allieva. «Fai che sia una cosa veloce. Sto allenando l'Anima di Lupo», si vantò senza neanche accorgersene. Distolse lo sguardo da Jocelyn solo quando il guerriero prese a parlare.
«Volevo parlarti proprio di lei, mia Alpha», sorrise il corvino. «Questa... Joy, non mi convince», proclamò poi. Aveva un'espressione preoccupata e decisamente teatrale. Si appoggiò subito ad una delle colonne che sorreggevano la palestra.
Dream gli lanciò un'occhiata incredula. «Nessuno ha mai detto di sospettare di un'Anima. Perché tu lo fai?», domandò. Le servivano risposte concrete, non voleva che l'argomento si perdesse in strambi giri di parole.
Lui si spostò dalla colonna e le girò attorno con uno sguardo perso. «Non far finta di non capire. Per quanto mi costi ammetterlo, sei una donna intelligente», le sorrise. «Ma andiamo... l'ho trovata in una foresta, circondata da vampiri che non l'hanno nemmeno sfiorata. Poi, una volta qua, si scopre che è fuggita senza un apparente motivo, e per giunta è sopravvissuta al loro morso...». Con una risata sarcastica appena accennata, incrociò le braccia al petto. All'improvviso si fermò e piegò di poco le schiena per guardare negli occhi Dream, leggermente più bassa di lui. «Tutto ciò mi fa riflettere. A te no?» Subito aggrottò un sopracciglio.
Dream cercò di non ascoltarlo. Si sentiva profondamente offesa dalle sue parole. «Non ti permetto di dire qualcosa del genere. La tua è solo invidia. La ragazza ha un potere divino, un privilegio di cui nessun lycan prima di lei ha potuto vantarsi», la difese con i nervi saldi.
Arcan scattò di nuovo indietro, con la schiena dritta e gli occhi fiammeggianti. «Continui a voler restare cieca, Dream! Questa ragazza ci porterà alla rovina e tu continui a proteggerla come fosse sangue del tuo sangue, come se davvero fosse una Lunapiena! Quali dannatissimi problemi hai?», domandò furioso. La sua audacia fu la goccia che fece traboccare il vaso. Quando gli occhi della leader mutarono, assumendo un colorito rosso, il guerriero ufficiale capì di aver detto qualcosa di terribilmente sbagliato. Cercò le parole giuste per evitare la sua ira. «Intendo dire che... non mi fiderei subito di lei in questa maniera. Anima o no, è comunque una bambina sconosciuta, una recluta appena arrivata al Branco e tu la stai viziando come se fosse la tua principessina. Potrebbe essere una traditrice!», abbassò dunque la voce. Occhi indiscreti erano puntati su di loro.
L'azzurro tornò a prevalere nelle iridi del capobranco lycan. Abbassò la testa, indecisa. «Va bene, Arcan. Ci penserò. Ma ricorda che questa principessina traditrice mi ha salvato la vita», lo congedò subito.
Un forte baccano infestò la zona allenamenti. Joy aveva appena spezzato in due uno dei pali lignei che reggevano i bersagli e si era voltata, affannata e con il respiro pesante, verso i due superiori.
Dream bloccò il tempo sul cronometro, notando che erano rimaste in piedi solo le sagome dei lycan.
«Ottimo lavoro», si complimentò, ma nella sua voce non c'era più lo stesso affetto e la stessa ammirazione di prima.
Jocelyn chinò il capo e senza ritrasformarsi in umana si voltò camminando verso la scalinata per riprendere fiato. L'attenzione dell'Alpha venne rubata da una finta e leggera tosse. Arcan la guardò, come se la stesse avvisando. Lei sbatté le palpebre, una risposta che gli lasciava intendere che avrebbe tenuto gli occhi ben aperti, e si avvicinò alla recluta.
Da lontano il ragazzo corvino, che aveva distolto gli occhi dubbiosi da sé, ghignò incrociando le braccia. «Sempre la solita Dream. Così innocua... così credulona», mormorò a bassa voce, per poi tornare alla forma ferale e avanzare verso gli altri guerrieri.
Joy, con la lingua penzolante e le zampe stanche, attendeva seduta sui grandi gradini della palestra un nuovo ordine da Dream, che non tardò a mancare. «Una volta che avranno sostituito i manichini continuerai gli esercizi per altre due ore. Quando avrai finito vienimi a cercare alla scuola delle reclute. Mi troverai lì», stabilì. Non appena ebbe finito di parlare si avvicinò all'uscita e si trasformò in un maestoso lupo nero dagli occhi blu cobalto.
La giovane discepola retrasse la lingua, piegando lievemente la testa su un lato, con un'espressione allibita in viso. "Credevo avessi intenzione di restare qui con me e guidare l'addestramento. Come mai hai cambiato idea? Ho commesso qualche sbaglio, forse?", domandò poi, sinceramente preoccupata di averla delusa.
Dream scosse le grandi spalle corvine. "No, sei stata meravigliosa, tuttavia hai ancora molto da imparare. Io ho da fare, il dovere chiama spesso quando sei un'Alpha. Gli altri maestri si occuperanno di te e ti istruiranno minuziosamente in mia assenza", le garantì, pronta ad andare via.
Jocelyn abbassò lo sguardo, amareggiata, senza però ribattere. "Allora, prima che tu vada, vorrei parlarti di una cosa che ha colto la mia attenzione. Vedi, quando sono entrata qui dentro ho notato che Arcan...", provò a dire.
"Non ora!", la rimbeccò la leader. "All'interno di questa palestra, chiunque può sentirti. Se hai qualcosa da dirmi lo farai più tardi, in privato". Terminata l'affermazione e scambiato un lungo sguardo d'intesa con l'allieva, le voltò le spalle e corse via. Si sollevò sulle zampe posteriori e usò quelle anteriori per spalancare le grandi porte della palestra con una semplice spinta, uscì fuori e sparì dietro l'angolo mentre l'ingresso si richiudeva. Joy sospirò e tornò ad allenarsi come le era stato ordinato.
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Wolf Souls- Vampires
Wilkołaki•[ Capitolo 1 della serie di Wolf Souls ]• Jocelyn ha quindici anni ed è una normale adolescente, gentile ed intelligente. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa le sarebbe accaduto durante una normale gita scolastica. La sua vita viene sconvolt...
