La notte trascorse veloce e ben presto il sole fece capolino dalle montagne, risvegliando il Branco Lunapiena e tutte le creature diurne della foresta. Un piccolo brusio ravvivò la natura già alle primi luci dell'alba mentre cervi, volatili e quant'altro si muovevano silenziosi tra i boschi per trovarsi da mangiare ed evitare i predatori, lanciando di tanto in tanto solitari bramiti di ricognizione. Nonostante fosse estate, l'aria fredda della montagna era insistente e pizzicava la pelle. Quella mattina, il giorno seguente alla tragedia, l'aria sembrava essere ancora più gelida. Chi era già in piedi e si spostava nel villaggio non proferiva parola. Tutti camminavano a testa bassa, anche in forma ferale. Solo qualche ululato spezzava la tensione, mentre la luna scompariva lentamente. Le guardie stremate dalla ronda notturna si dirigevano alle loro residenze sbadigliando e barcollando mentre altri lycan arrivavano a sostituirle. I movimenti di ogni persona sembravano rallentati, tristi e svogliati. Il coro di pianti disperati proveniente dalla zona dei lavoratori era l'unico rumore udibile fin dall'altro lato del campo.
Solo una persona si affrettava, correndo impaziente sull'erba mentre il vento scompigliava i suoi capelli e li rigettava all'indietro sulla testa. Gli occhi verdi di Jason si muovevano rapidi, spostandosi a guardare ogni persona davanti a loro. Il ragazzo non aveva assistito al massacro della sera prima, ma sapeva perfettamente che alcuni suoi compagni, se non conoscenti, avevano perso la vita, i loro cari o una casa in cui abitare, molti altri avevano perso davvero tutto. Era straziante anche solo pensarci. Nemmeno Dream si era fatta viva, avendo invece spedito il triplo dei guerrieri a dare sostegno ai sopravvissuti o a riservare una giusta sepoltura a chi la meritava. Molti costruttori avevano raggiunto la forgia e la cittadina che si espandeva silenziosa sotto ad essa. Gli edifici erano già in fase di ricostruzione.
J aveva deciso di non indossare la divisa apertamente. Avrebbe preferito essere considerato un estraneo che un traditore. Sopra la tuta stretta e scura aveva deciso di vestire una felpa grigia, il quale cappuccio gli nascondeva meglio che poteva il viso. Era la stessa felpa che indossava quando era arrivato nel Branco Lunapiena e dunque presentava tagli, scuciture e macchie, ma aveva solo quella. Non aveva potuto far nulla, invece, per le gambe: i jeans che aveva messo il giorno della sua trasformazione erano talmente malridotti che aveva dovuto buttarli via. Qualcuno li aveva presi e, in seguito, bruciati, ma la felpa grigia era l'indumento preferito di Jason e mai se ne sarebbe separato. Quando abbassò il cappuccio fin dietro il collo, si gettò in una macchia erbosa che oltrepassava i confini e si nascoste dietro un arbusto. Una volta che si fu accucciato al suolo estrasse ansioso una piccola boccetta dal suo borsone di cuoio e pelli brune. La bottiglietta conteneva dei semi dal colore indefinibile, variante da un profondo viola scuro all'amaranto più brillante. Erano ricoperti di macchie nere e marroni non completamente rotonde. Chiuse gli occhi e prese un profondo respiro.
«Solo un mago esperto sa come riconoscere un incantesimo di invisibilità», ripeté balbettando le parole del suo maestro e mago Ezra, senza alzare troppo la voce. Aveva spiegato questo tipo di magia solo qualche giorno prima ma adesso le lezioni erano state sospese. Ezra era troppo occupato a curare i feriti, così come ogni altro mago e medico, quindi si era dovuto assentare per un tempo indeterminato. Jason, però, non era stupido e aveva ascoltato attentamente tutta la lezione. Ezra aveva aggiunto: "Ma vi è assolutamente vietato usare i semi di Naifar per rendervi invisibili. Poche sono le piante coltivabili da cui esse derivano e sono estremamente essenziali per eventuali battaglie. A volte, le spie se ne cibano tre volte al giorno, per diventare invisibili almeno per ventiquattro ore. Un solo seme consente questo potere giusto per qualche minuto. Ma voi siete stati avvisati: vi è proibito avvicinarvi al campo di Naifar".
Purtroppo Jason era un ragazzo più coraggioso che prudente. Afferrò un seme dalla boccetta, lo spezzò e si riversò una goccia della linfa sulla fronte. In seguito sospirò e avvicinò il seme al suo viso. «Mi dispiace...», sussurrò al vento. Dopo averlo morso lo masticò e deglutì. In un solo attimo, lui e i suoi vestiti scomparvero. La magia insegnatagli dal mago aveva dunque funzionato.
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Wolf Souls- Vampires
Hombres Lobo•[ Capitolo 1 della serie di Wolf Souls ]• Jocelyn ha quindici anni ed è una normale adolescente, gentile ed intelligente. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa le sarebbe accaduto durante una normale gita scolastica. La sua vita viene sconvolt...
