I soldati stavano per portare via la giovane draculiana, probabilmente per ucciderla appena fuori dal villaggio. La ragazza si dimenava come una vipera in un sacco. Dopotutto, da viva avrebbe causato solo ulteriori problemi. Eppure la ragazza combatteva per restare in vita, aveva affondato i piedi nel terreno come fossero artigli e, nonostante gli arti fossero ben saldi tra le braccia dei guerrieri, riuscì a graffiare il viso di qualcuno di loro. Ma Joy riconobbe qualcosa in lei, un minimo di umanità... e di somiglianza.
«Fermi!», urlò avvicinandosi e scansando il braccio della leader che provò a fermarla mentre lei correva. L'Alpha la guardò oltraggiata ma rimase in ascolto. Un altro guerriero le si bloccò di fronte per non farla avvicinare ed aprì le braccia per ostacolarla. Sporgendosi leggermente però la vampira, evidentemente adolescente, vide la ragazza che cercava di raggiungerla.
«Jocelyn...?», chiamò sottovoce e nella sua gola riecheggiò un suono di vivacità. «Jocelyn! Santo cielo, sei tu!»
«Serena!», rispose subito l'amica, sorridendo mentre gli occhi le si illuminavano.
La bionda riccioluta, con un brusco gesto delle braccia, si levò i guerrieri di dosso e prima che qualcuno potesse fermarla si gettò su Joy, stringendola in un abbraccio che venne subito ricambiato. Le due iniziarono a piangere in silenzio ma Dream, a passo svelto, si avvicinò ed estrasse un pugnale corto dalla cintura di cuoio che teneva sempre legata in vita e con una sola semplice mossa allontanò le due, gettò a terra la vampira con un calcio e le puntò l'arma alla fronte, fra i due occhi baluginanti nelle tenebre, mentre con la mano libera le teneva la testa piegata in maniera innaturale, per evitare di essere morsa. La giovane draculiana iniziò a disperarsi, i suoi occhi adesso celesti cominciarono a grondare di lacrime e, sottovoce, iniziò a pregare di essere mantenuta in vita.
«Chi sei tu?!? Perché ci avete attaccati?!?», urlò la leader, mentre una guardia teneva ferma Joy, che stava per scattare verso di loro, sicuramente per aiutare Serena. Forse avrebbe anche colpito Dream, pur di liberarla.
Gli occhi della ragazzina erano spalancati e grondavano fiumi di lacrime. «Mi chiamo Serena, Serena Tabbery!», pronunciò piano e balbettando. «Io non volevo... non era mia intenzione! Sono stata obbligata!»
«Chi ti ha inviata?», domandò ancora l'Alpha, ma Serena era troppo spaventata per rispondere, dunque rimase in silenzio. Questo la portò solo ad infuriarsi ulteriormente. «Rispondimi o giuro che di te non resteranno nemmeno le ossa!», la intimorì con più aggressività. La draculiana tremò e strillò spaventata continuando a contorcersi.
«DREAM! Ti prego!», la chiamò a gran voce Jocelyn alle sue spalle. «Serena non è una di loro! Non può esserlo!», la giustificò. Ma era possibile nascondere l'evidenza.
«Tu la conosci...». Dream la indicò con la daga. «Di questo parleremo più tardi». Subito dopo spostò il pugnale fino ai boccoli della vampira e li scostò per vedere meglio il collo. Presentava due fori ormai asciutti, attraverso i quali evidentemente era stato prosciugato ed avvelenato il sangue della giovane.
«Questo conferma ogni mio dubbio», affermò guardando con astio il viso di Serena. Lentamente alzò l'arma, mentre le due giovani invocavano pietà e clemenza e si preparò a rilasciarlo cadere sul torace dell'adolescente.
«Dream! Aspetta!», gridava Joy. Aveva finalmente ritrovato la sua amica. Non poteva perderla così.
Senza pensarci troppo, l'Alpha riabbassò il braccio con velocità. Serena chiuse gli occhi e sentì un rumore secco a qualche centimetro dalle sue orecchie, ma nessun provò dolore. Pensò di essere morta.
In realtà, la leader aveva avuto compassione della sua ormai infelice vita e aveva conficcato la lama nel terreno giusto accanto alla testa della ragazza, il cui cuore impietrito sembrò subito essere tornato più leggero. Le lacrime continuavano a bagnare le sue guance pallide per la paura. Su ordine di Dream il soldato rilasciò Jocelyn, che corse verso la sua amica. Tuttavia, altri due guerrieri fidati bloccarono le spalle della riccioluta utilizzando solo la forza delle mani, protette da guanti grandi e ferrei per precauzione.
«Non credere che io abbia finito con te», esclamò Dream guardando direttamente la vampira prima di voltarsi verso due guerrieri. «Portatela in cella, nel piano inferiore alla sala delle torture. Credo ci sarà molto utile», ordinò per poi prendere un profondo respiro e calmarsi, finalmente. «Jocelyn. Io e te dobbiamo parlare ma, domani mattina, farai visita a questa tua amica e cercherai di farla parlare. Guai a entrambe se succede qualcosa», annunciò osservando la sua allieva. Lei annuì in fretta. «Adesso tornate tutti ai dormitori. Cerchiamo di riposare... Guardie: pensate voi ai carri e a turno prestate soccorso e protezione ai cittadini. I feriti vengano portati alla mia reggia, se la tenda delle cure non può ospitarli tutti».
Capendo che la notizia ufficiale dell'attacco si sarebbe diffusa entro la mattinata successiva, Jocelyn salutò un'ultima volta Serena, convinta che non le avrebbero fatto del male, e si allontanò come richiesto verso la zona dei dormitori. Aireen, che la affiancava, si turbò quando vide il suo viso spento.
«Hai l'aria di una che non ha mai assistito ad una lotta», singhiozzò la ragazza. Jocelyn, senza fare troppe storie, si limitò a scuotere la testa in risposta. La guerriera ufficiale accanto a lei, dopo un attimo di silenzio, alzò il capo, rivolgendo lo sguardo alle stelle. «È una scena orribile. Ma una volta che diventi guerriero, la tua anima appartiene al campo di battaglia. Chi viene ucciso verrà poi vendicato, sempre», le assicurò.
Le stelle brillavano meno del solito. I dormitori non erano troppo lontani.
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Wolf Souls- Vampires
Hombres Lobo•[ Capitolo 1 della serie di Wolf Souls ]• Jocelyn ha quindici anni ed è una normale adolescente, gentile ed intelligente. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa le sarebbe accaduto durante una normale gita scolastica. La sua vita viene sconvolt...
