Jocelyn e Serena continuarono a correre, anche se si erano già allontanate abbastanza dal campo del Branco Lunapiena da essere rintracciate e catturate. Secondo Joy era molto meglio scortare l'amica fino ai piedi della montagna per evitare di lasciarla da sola, esposta al rischio di un attacco da parte di altre specie, se non dei draculiani stessi.
«Serena...», la chiamò ad un tratto, fermandosi mentre ammortizzava la velocità sui piedi, causando l'innalzamento di una leggerissima nuvola di polvere grigia. Riprese fiato rapidamente, anche grazie alla sua innaturale resistenza dovuta al suo stato di Anima di Lupo.
La compagna d'avventure frenò la sua corsa senza indugio e saltò agilmente e con un rapido movimento sinuoso sul ramo più basso dell'albero sotto il quale l'amica l'attendeva. «Dimmi pure», rispose senza dimostrare nessun segno di affanno.
«Mi chiedevo», cominciò Joy, fermando subito la sua frase per respirare più a fondo. In forma umana i suoi poteri erano drasticamente ridotti, perciò impiegò più tempo del previsto a riprendersi. «Ti hanno accennato qualcosa riguardo l'Anima di Sangue?», chiese direttamente, cercando di mantenere un portamento calmo e rilassato. Il titolo "Anima di Sangue" parve risuonare fra i faggi e le betulle per un'infinità di tempo. Ad esso corrispose una folata di vento passeggero che, in maniera scenica, rafforzò la melodrammaticità di tale nomea.
«Ho sentito qualche parola a proposito quando sono stata tramutata, ma non ne conosco il significato», si affrettò a replicare la riccioluta, precipitando abilmente giù dall'albero e atterrando accanto all'amica in posizione felina, con le ginocchia piegate e le mani aperte a ventaglio contro la nuda terra.
Jocelyn constatò che i suoi occhi erano ancora tinti di un colore rosso acceso, dovuto a sentimenti contrastanti che si rimescolavano nella mente di Serena. La giovane lycan, dunque, annuì interessata. «Non ricordi nulla di ciò che è successo in seguito a quell'episodio? Sai che i dettagli sono preziosi», provò a persuaderla.
«Te l'ho già detto Joy, no. Ricordo solo che mi sono ridestata in una specie di accampamento e ho incontrato un... giovane uomo». Nel nominare quest'ultima parola, Serena sembrò sentirsi a disagio. Guardò il terreno con aria sbigottita e persa in amari ricordi.
Joy socchiuse gli occhi. «Hai detto che il tuo aggressore aveva capelli corvini ed occhi rossi, giusto?», domandò, sedendosi più avanti, a ridosso di un tronco caduto.
La vampira sussultò. «Davvero? N-no, devo essermi sbagliata», rispose scuotendo una mano ed evitando il contatto visivo.
La lycan adesso era più determinata che mai. Conosceva bene la sua amica ed era certa che sarebbe riuscita a rubarle qualche informazione. «Devi dirmi la verità. Ieri sera un soldato ti ha scortata alle prigioni... e ti ha morsa. Ha bevuto il tuo sangue. Il sangue di un draculiano», spiegò flebilmente. Dallo sguardo dell'amica comprese di averla incastrata.
Lei non contestò, cercò di scuotere la testa ma sembrava che una parte di lei volesse confessare la verità. Provò a muovere le labbra ma fu come se non potesse rivelare nulla.
«Serena, voglio solo proteggerti. Se non mi racconti la verità te ne pentirai presto. Potrebbe scoppiare una guerra, sai quante persone morirebbero? Uomini, donne, bambini... distesi al suolo e ricoperti di ferite. È questo che vuoi? Vederli soffrire?», Jocelyn cercò di dissuaderla a parlare e finalmente ebbe successo.
L'interrogata si girò verso l'amica, parlando a denti stretti e con gli occhi lucidi. «Joy... io non volevo», singhiozzò. «Non posso rivelare nulla, i draculiani sono legati da una specie di incantesimo ma, ecco... conosco le tre Anime. Il mio aggressore...», si bloccò di colpo. Stava per rivelare il nome di colui che l'aveva tramutata ma cadde in ginocchio sentendo una forte fitta di dolore al petto. Strinse le dita all'altezza del cuore, gemendo. Non poteva rivelare troppo. «Sono stata obbligata, Joy», disse la ragazza iniziando a piangere. «Dovevo farmi catturare, sapevano che mi avresti liberata... ed io... io...», si fermò di nuovo.
Jocelyn si abbassò su di lei. «Spiegati con calma», le sorrise per confortarla, tuttavia ciò che la sua amica le disse la lasciò impietrita.
«Il mio compito era quello di ucciderti», pianse la draculiana. «Sei la mia migliore amica, io... non potevo, mi capisci?», provò a informarla, nascondendo ancora una parte di veridicità. Probabilmente l'istinto draculiano la bloccava ancora. Parlare si stava rivelando un grande sforzo.
Jocelyn iniziò a spaventarsi. Aveva rischiato la morte fino a quel momento. Per la prima volta in tutti i suoi anni di vita, dubitò di Serena. La riccioluta, però, sembrò avere un'idea. Si alzò in piedi e afferrò Joy dalle spalle, scuotendola delicatamente.
«Scappiamo insieme, Joy! Torneremo a casa! Non accadrà nulla, vedrai, sapremo controllarci». Un sorriso si dipinse sul suo volto, sembrava davvero entusiasta adesso, ma la consapevolezza si fece strada tra i pensieri felici di Joy. Jason l'aspettava al villaggio e senza il suo aiuto sarebbe stato ucciso da Dream. Serena avrebbe fatto a pezzi la sua famiglia e i suoi amici, incapace di nutrirsi di qualcosa che non fosse sangue umano o di qualsiasi altra creatura viva della foresta.
La lycan scosse la testa e si morse il labbro. «Serena... non posso», disse solamente, abbassando il capo. Sapeva bene che non sarebbe stata la stessa cosa e che ciò a cui alludeva la sua amica era pressoché impossibile da realizzare. Quanto avrebbe voluto tornare anche lei a casa, ignorando gli ordini del Branco Lunapiena...
L'amica perse subito il sorriso. «Ma... Joy... perché?», domandò a bassa voce, quasi in un sussurro. Era visibilmente sconvolta, con gli occhi spalancati ed ancora grondanti qualche lacrima. Voleva solo riottenere la sua amica e la sua vita, senza arrendersi al fatto di doversene costruire un'altra daccapo, soprattutto una vita da mostro.
«Il Branco ha bisogno di me», si giustificò Joy. «È questa la mia casa», spiegò decisa, alzandosi e spostandosi dalla presa della bionda. «Ho passato settimane ad escogitare un buon piano per scappare ma, alla fine, ho capito che il mio posto è questo. Da umana nessuno mi avrebbe mai accettata. Sarei solamente stata la "Jocelyn, preda di un orso", ricoperta di cicatrici e sempre depressa. Adocchiata da tutti come deforme e tragica. Una storia da raccontare per far spaventare i bambini volenterosi di inoltrarsi nel bosco. Se vogliono ricordarmi così, che lo facciano pure. Quella Jocelyn Sunrise è morta sotto i ferri all'ospedale cittadino». Lentamente allargò le braccia e osservò la foresta intorno a lei. «Ora guardami. Sono una lycan, Serena. Sono forte, veloce... sono libera», sorrise malinconicamente. «Il mio spirito appartiene alla foresta. Da umana non avrei mai provato la sensazione di correre fra gli alberi, l'adrenalina di un vero combattimento», continuò. «Mi sento viva, felice, e ormai non sono più un'umana. Sono un licantropo. Sono l'Anima di Lupo». Le sue braccia ricaddero con grazia ai suoi fianchi. La brezza le scompigliava i capelli. Il vento in lontananza sembrava ululare il suo nome.
Il colore vermiglio negli occhi di Serena si intensificò. «Come puoi dire questo?», domandò incredula, mentre lentamente il furore si insediava sotto la sua pelle e le divorava l'anima. «Io ho visto come stanno soffrendo i tuoi genitori!», tuonò. «Tua sorella piange notte e giorno, prega che tu possa ritornare da lei, e mentre loro si disperano tu stai qui, a rotolarti nell'erba come uno stupido cagnolino!», si sfogò stringendo i pugni.
Joy scosse lentamente il capo. Immaginò la sua famiglia in quello stato. Era una sensazione orribile, ma non poteva farci nulla. Esistevano delle regole che andavano rispettate. «Serena, cerca di calmarti», mormorò nel tentativo di rabbonirla. La draculiana si stava avvicinando a lei con i canini scoperti. «Non arriviamo subito ad una conclusione. Devi provare a comprendermi, per quanto possa essere difficile». Sperava che Serena non la attaccasse, eppure tese i muscoli, captando il segnale di pericolo. «Non voglio farti del male».
La predatrice bionda sembrava pronta a scattare verso di lei e a strapparle la pelle dal corpo, tanta era la sua ira. L'aria era carica di tensione e perciò anche Joy si preparò a trasformarsi, tenendosi a due metri di distanza dalla ragazza. Alla fine, Serena si mosse verso di lei con uno scatto. Joy, per sicurezza, si trasformò e si gettò contro la ragazza, ringhiando e preparandosi a morderla senza però provocarle troppi danni. I suoi denti, però, si chiusero sul nulla.
«Hai ragione. Quella Jocelyn Sunrise a cui volevo tanto bene è morta da tempo, ormai», sibilò una voce lontana. Serena era scomparsa e saltava di albero in albero verso la montagna. Adesso regnava il silenzio.
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Wolf Souls- Vampires
Manusia Serigala•[ Capitolo 1 della serie di Wolf Souls ]• Jocelyn ha quindici anni ed è una normale adolescente, gentile ed intelligente. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa le sarebbe accaduto durante una normale gita scolastica. La sua vita viene sconvolt...
