La prima mossa [2]

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Tra il baccano causato dai combattenti era facile capire che pian piano i draculiani stavano non solo diminuendo, ma anche perdendo le loro vie di fuga, ora pari a zero, mentre si restringevano verso il centro del villaggio. Eppure, chissà come, un vampiro riuscì a trovare lo spazio per aprire le sue enormi ali e saltare via. Doveva essere molto cocciuto, perché anziché scappare via a gambe levate, si gettò pesantemente sulla povera Jocelyn, ancora sfinita a causa dell'ululato che aveva sprigionato nel vento. Subito, le zanne bianche dell'orrido mostro si conficcarono nella gola della lycan, non potendo essere a conoscenza dell'immunità al veleno letale di cui poteva vantarsi la giovane. Joy, tuttavia, ne percepì il dolore mentre dai due piccoli fori sul suo collo iniziava a scendere un sottile rigagnolo di sangue. Cadde a terra e cercò di levarsi il nemico di dosso, scalciando e mordendogli le braccia. Un enorme lupo grigio chiaro che passava lì vicino si tramutò subito in umano. Ciuffo biondo spettinato ed occhi verdi luminosi saltarono subito all'occhio della ragazza. Dalle sue mani nacque una sottile saetta di fuoco che si abbatté sul vampiro in pochi millisecondi. Se ne formarono altre che lo sfigurarono totalmente, fino a freddarlo.

«Jocelyn!», chiamò il ragazzo, avvicinandosi. Si lasciò sfuggire qualche imprecazione a cui nessuno badò e si chinò subito sulla ragazza.

"Jason...", lo riconobbe lei prima di rimettersi in piedi. Era di certo immune al veleno ma ciò non significava che il suo corpo fosse in grado di ignorarlo completamente. Ci mise una buona decina di secondi prima di rimettersi a respirare regolarmente. "Dobbiamo andare, hanno bisogno di noi", lo avvertì lei, correndo via.

Jason si tramutò in lycan e seguì il suo esempio. "Qual è la prossima mossa?", domandò poi.

Joy si guardò attentamente intorno. Tutti i gruppi si erano riversati nel campo, sciogliendosi definitivamente. Il programma filava liscio come l'olio e i superstiti Lunapiena stavano davvero per vincere. Joy si lasciò sfuggire un sorriso da lupo.

Nel bel mezzo della mischia, si poteva riconoscere perfettamente il manto scuro di Silas e quello rossiccio di Alois che si muovevano uno accanto all'altra, agili come fulmini. Per giunta sembravano starsi divertendo. Ogni movimento equivaleva a un vampiro morto in più. Perfetto.

Nonostante tutto, l'ansia tornò quando dalla torre centrale, dove con tutte le probabilità erano nascosti i prigionieri, uscirono almeno una centinaia di altri draculiani, dall'aria abbastanza adirata.

"Dobbiamo aspettare che gli ultimi nemici abbandonino la torre. Non mi importa se Frida non è d'accordo, devo salvare tutti i prigionieri. Dobbiamo liberarli ad ogni costo e farli scappare via di qui. Sono fin troppo deboli", spiegò con estrema decisione. Nulla l'avrebbe fermata dal raggiungere il suo scopo, se non la morte stessa.

Un'ombra le guizzò accanto con velocità impressionante. "Per ora puoi permetterti di ignorare gli ordini dell'Alpha, mia cara", rise una voce, un tempo timida e impaurita. "Questi maledetti hanno fatto del male al nostro popolo. Io penso a distruggerli, tu libera chi è ancora in vita. Una volta a casa, se sarò ancora viva, penserò io a spiegare a Frida ciò che hai fatto e ti giustificherò", annunciò Aireen trotterellando accanto a lei.

Jocelyn avrebbe voluto abbracciarla con forza a ringraziarla per tutta la sua gentilezza ma era ben cosciente di avere poco tempo a disposizione. "Grazie, davvero", mormorò. Vide la ragazza scomparire poco lontano e le vennero le lacrime agli occhi. "Non ti deluderò... non deluderò nessuno". Le sue parole erano sconnesse dalla discussione principale, ma questo solo perché intanto stava pensando ad un'altra persona: Dream, l'unica donna che avrebbe mai riconosciuto come sua vera Alpha.

"Joy, dobbiamo sbrigarci. Sono usciti tutti... o la maggior parte dei draculiani di guardia, a quanto vedo", la informò J, riportandola alla realtà.

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