E
ra incredibile come il tempo scorresse tanto in fretta. L'alternarsi del giorno e della notte, come se il sole e la luna si rincorressero a vicenda nell'immensità del cielo, di un colore variante tra il celeste fino al blu scuro, con le sue sfumature rosee, arancioni e rosse e poi le nuvole, che come un enorme gregge seguivano il loro obbligatorio cammino scandito dal vento. A volte piangevano, lasciando che le loro lacrime rinfrescassero la terra arida, l'aria secca. A volte i lampi facevano tremare gli alberi, che nel silenzio della foresta cadevano provocando frastuoni riecheggianti.
Fu con questo scorrere quasi del tutto tranquillo che due mesi passarono dal giorno tanto doloroso dell'esilio di Jocelyn. Ormai la ragazza si era fatta numerose amicizie e persino Fanny era dispiaciuta per il suo allontanamento forzato ma, di certo, nessuno soffriva quanto Jason. Uno sventurato ragazzo, all'aspetto timido e minuto, nascondente però il cuore di un leone, capace di amare e di farsi temere.
Più di chiunque altro aveva risentito della mancanza della sua tanto cara amica Jocelyn. Il Branco sembrava più silenzioso, sempre più vuoto, in sua mancanza. A volte l'apprendista mago si risvegliava nel cuore della notte, in preda al sudore freddo e a incubi in cui Jocelyn soffriva e diventava sempre più irraggiungibile. Con molto coraggio, lui cercava di riaddormentarsi per continuare a vivere quel sogno, per sentirsi più vicino a lei ma, puntualmente, il suo viso candido circondato da fluenti ciocche rossastre, svaniva nel buio della foresta e non compariva fino alla notte seguente. Quello era l'unico modo in cui poteva rivedere la sua amica perduta. Il suo cuore era in pena, non potendo essere certo che lei stesse bene o se addirittura, nel peggiore dei casi, avesse perso la vita a causa dei draculiani che stringevano sempre di più la morsa attorno al Branco Lunapiena o di un'altra delle tante minacce di un mondo così grande.
Il peggio, però, sorgeva al mattino accompagnato dal caldo sole estivo. Jason aveva parecchi problemi a svegliarsi e così i suoi compagni di stanza, lycan sin dalla nascita, lo trascinavano fuori dal letto con poco garbo, o gli davano il buongiorno con secchiate d'acqua gelida raccolte appositamente per l'occasione. Uno di essi, una volta, aveva ricevuto in cambio un forte pugno in pieno volto, scagliato proprio da Jason, svegliato dal suo ennesimo sogno di rincorse infinite alla ricerca di Jocelyn. L'esito non era stato dei migliori. Con la scusa di considerarlo ancora un traditore, i tre coinquilini si erano riuniti per percuoterlo. Presentatosi alla scuola di magia e cura con un occhio nero e lividi violacei lungo tutto il corpo, Ezra si era sentito in dovere di curarlo e di farsi raccontare l'accaduto, sentendosi ancora in colpa per aver incastrato il giovane con i suoi stessi metodi. Poi, per qualche giorno, Jason aveva smesso di presentarsi a lezione. I suoi compagni giuravano di averlo visto uscire dal dormitorio con la borsa ricolma di libri, ma lui non si vedeva mai seduto al suo banco. Qualcuno disse di averlo notato sul retro del dormitorio femminile, seduto su una panchina al di sotto dei balconcini mai utilizzati. Probabilmente stava piangendo.
Un giorno, ormai una mattina di agosto, si alzò svogliatamente dal suo letto e si diresse alla scuola, arreso all'idea di dover presenziare all'addestramento che gli spettava. Trascinò i piedi fino alla sua postazione e aprì un grosso libro, che spiegava minuziosamente i metodi di creazione di vari incantesimi da eseguire con o senza oggetti magici e, senza alcun espressione in volto, prese a sfogliarlo fino alla pagina della lezione del giorno. Non era un giorno come gli altri. Quella volta, Ezra avrebbe dovuto osservare e valutare i suoi allievi uno per uno e decidere se fossero degni di passare alla fase successiva. Il suo turno arrivò per ultimo, quando quasi tutte le reclute se ne furono andate, poiché il giovane era arrivato in ritardo e aveva dovuto scegliere uno dei banchi più lontani dalla cattedra.
«Jason! Cominciavo a temere che fossi assente, anche oggi non hai spiccicato parola», sorrise Ezra, vedendo il ragazzo alla sua - ormai solita - postazione.
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Wolf Souls- Vampires
Werewolf•[ Capitolo 1 della serie di Wolf Souls ]• Jocelyn ha quindici anni ed è una normale adolescente, gentile ed intelligente. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa le sarebbe accaduto durante una normale gita scolastica. La sua vita viene sconvolt...
