La riunione si protrasse per circa un'ora, dopodiché si raggiunse un compromesso. Dream avrebbe triplicato le guardie, per coprire un'area più vasta lungo il perimetro del villaggio. Inoltre, Aireen aveva studiato un sistema per avvertire tutto il campo di un imminente attacco: il tutto consisteva nel accendere una fiaccola - una delle tante che avrebbero posizionato nell'area - in modo che, di notte, l'avviso del pericolo arrivasse alle altre guardie che sarebbero poi corse in aiuto. Durante il giorno, invece, una guardia avrebbe dovuto suonare un corno per lo stesso fine. Lex non riuscì a convincere Dream ad attaccare il Clan ostile, così la persuase ad inviare degli osservatori, ovvero delle spie, all'interno dei due Clan di draculiani più vicini al villaggio. Essi avrebbero riferito, tramite un messaggero, ogni piano studiato dai vampiri ai danni dei Lunapiena. La questione sembrava ormai risolta, ma restava un dubbio da confermare.
"Dream... la promessa sposa di Arcan. Chi l'avrebbe mai detto? Lei è persino più matura ed ha un rango superiore al suo", pensava Jocelyn uscendo dalla residenza dei leader e preparandosi a fronteggiare la folla. "E poi c'è poco da dire sul loro conto. Si odiano a vicenda, il loro non potrebbe mai definirsi amore. Eppure, se Lex li ha dichiarati promessi... uno dei due deve aver accettato. Anche entrambi, forse". Ripensando a questa sua ultima supposizione, Joy scosse la testa, ragionando su quali sciocchezze le passassero per la mente.
Oltrepassata la porta, la recluta si ritrovò sul pianerottolo in cima alle scale. Stranamente, non vide più la folla di prima ad aspettarla, al contrario: la zona era deserta. La giovane aspettò che i partecipanti all'assemblea si allontanassero, ma non poté fare a meno di notare Cyrer che, con un ghignò stampato in volto, scappava dalle grinfie di Aireen, che senza successo tentò di riafferrarla, per poi avvicinarsi ad Arcan.
Lui, infastidito, posò lo sguardo sulla ragazza, senza fiatare ma capendo che lei, comunque, stava per intraprendere una noiosa chiacchierata.
«Allora... carissimo Arcanuccio!», chiese lei, tirando le guance del ragazzo, che subito se la tolse di dosso assumendo un'espressione niente a fatto contenta. «Ho qualche domandina da farti. Un uccellino mi ha riferito un piccolo pettegolezzo...»
«Non darmi stupidi nomignoli e no, non puoi farmi nessuna domanda», rispose con sgarbo il corvino, guardando altrove.
«Suvvia, non essere insolente! Ecco... abbiamo scoperto che sei il promesso di Dream. Potevi avvertirci di avere una cotta per l'Alpha», ridacchiò Cyrer saltellando intorno a Arcan.
Lui arrossì e scattò in sua difesa. «Non ho una cotta proprio per nessuno! Torna a farti gli affari tuoi, adesso», rispose serrando i denti. Lo sguardo della ragazza si fece più provocatorio e lo stuzzicò di nuovo.
Joy distolse lo sguardo. Quelli non erano affari suoi e l'unica cosa che le importava veramente adesso era trovare Jason. Lentamente, iniziò a camminare verso la sala degli allenamenti. Non aveva fame, quindi non si sarebbe unita agli altri nella mensa come era solita fare. Passando di fronte agli abitanti del villaggio notò come questi le rivolgessero, nuovamente, sguardi disprezzanti e disgustati. Le voci correvano rapide. Non incontrò l'amico, nei dintorni, quindi immaginò che stesse ancora pranzando. Annoiata, nel giro di qualche minuto individuò un prato poco lontano e si sedette al sole, chiudendo gli occhi e rilassandosi. Era in uno stato di pace e tranquillità quando, all'improvviso, una voce femminile attirò la sua attenzione.
«Non è bello quando la gente ti guarda torva, giusto? Ti credono un nemico», pronunciò beffarda una ragazza appollaiata comodamente sul robusto ramo di un albero a qualche metro di distanza da lei. Aveva degli splendenti boccoli castani e gli occhi grigi e luminosi. Inoltre, sembrava piuttosto timida e misteriosa.
A Joy parve familiare. «Mi sembra di conoscerti», alzò la voce per farsi sentire, voltandosi verso di lei. «Fanny, non è vero? Io e un mio amico ti abbiamo notata in mensa qualche giorno fa», finì poi, ricordando quel giorno. Fanny non si era dimostrata molto simpatica. Eppure, adesso era arrossita.
«Oh, un amico. Credevo fosse il tuo ragazzo», bisbigliò prima di scuotere la testa. «Sì, sono io», rispose alzando la voce. «Volevo farmi perdonare per il mio comportamento», disse assumendo uno sguardo deciso. «Ho il compito di andare a caccia oggi, ma non mi piace inoltrarmi nella foresta da sola», annunciò poi. «Non sembri indaffarata», concluse ammiccando in sua direzione.
Jocelyn balbettò. «Non sono una cacciatrice, scusami. Mi hanno reclutata come guerriera», spiegò dispiaciuta.
Fanny rise leggermente, divertita. «Non infrangerai nessuna regola, tranquilla. La caccia affina anche le abilità dei guerrieri, per esempio la velocità», spiegò, alzandosi sul grosso ramo. «Ti avviso che non ho tutto il tempo del mondo. Accetti?», domandò poi, seriamente.
Joy parve pensarci un po' su e, alla fine, sospirò. «Ti avverto, non ho mai cacciato prima. Potrei rallentarti».
Fanny, impaziente, saltò giù dall'albero con una capriola ed atterrò perfettamente sulle gambe sottili. «Oh, non preoccuparti. C'è sempre una prima volta». Detto ciò si tramutò in lycan. Il suo manto era simile ad un mantello corvino, che al sole lasciava notare come in realtà fosse di un color marrone scuro, simile a quello di una barretta di cioccolato fondente.
"Cerca solo di stare al passo", esclamò. Senza aggiungere altro, si gettò contro la vegetazione e Joy, tramutandosi a sua volta non del tutto convinta, la inseguì.
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Wolf Souls- Vampires
Werewolf•[ Capitolo 1 della serie di Wolf Souls ]• Jocelyn ha quindici anni ed è una normale adolescente, gentile ed intelligente. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa le sarebbe accaduto durante una normale gita scolastica. La sua vita viene sconvolt...
