La squadra [2]

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«Va bene, va bene, adesso ricomponiamoci», alzò la voce Jason, avvicinandosi ai due marmocchi che correvano in giro spensierati. Con gentilezza strinse le loro mani e li riportò in riga con gli altri. «Eviterò di comportarmi da leader, dato che non lo sono, ma gradirei che ascoltaste il mio piano», riprese poi, tornando anche lui al suo posto. Nessuno si stava perdendo una sola parola del suo discorso. Si sapeva perfettamente che la loro unica speranza era seguire un piano vincente, per poter liberare i propri compagni dalle grinfie dei draculiani. Jason non perse altro tempo in chiacchiere inutili. «Abbiamo pochi giorni di tempo. Dovremo allenarci, perlustrare la zona, liberare i nostri alleati fatti prigionieri e soprattutto uccidere qualsiasi draculiano ci capiti a tiro», proclamò con serietà, fissando ognuno dei presenti, Joy compresa. Ricette come risposta qualche "sì" e teste che annuivano. «Sono felice che abbiate capito. Ed ecco il ruolo più importante: dovremo occuparci di Martin e Lucian, che non combatteranno». Indicò i gemellini che sbuffarono per manifestare la loro disapprovazione.

«Non è giusto!», protestò il piccolo Lucian.

«Noi sappiamo combattere e diventeremo guerrieri fortissimi!», gli fece eco suo fratello.

«La mamma ce lo dice sempre», sorrise Lucian.

Jocelyn fece un passo avanti e accarezzò gentilmente il capo dei gemelli. «Posso pensarci io a loro», annunciò triste.

Katara la fissò con i suoi occhi ghiacciati. «Io posso aiutarti», propose quindi, con voce atona e glaciale.

Jocelyn annuì, alzandosi in piedi. «Ti ringrazio, credo che avrò bisogno di un aiuto, ho badato per molto tempo alla mia sorellina ma non sono esattamente pratica di bambini», le sorrise, andando a stringerle la mano.

J le guardò compiaciuto. «Ottimo. Adesso però dobbiamo pensare ai turni. Inizieremo così: Moses, Thorley e Katara si alleneranno qui, tenendo con loro i piccoli. Io, Jocelyn e Silas andremo in spedizione nella foresta per vedere cosa riusciamo a trovare. I turni cambieranno ogni quattro ore, terminate le quali ci ritroveremo qui per darci il cambio». Nessuno volle ribattere e immediatamente i primi tre nominati si allontanarono verso il retro della casa, mentre Silas si avvicinava a Joy con sguardo interessato. Prese la sua mano e la baciò gentilmente, chinandosi in ginocchio. Jason lo guardò spazientito. Se non altro, ci sapeva fare con le donne, quel finto biondo.

«Sarà un piacere passare tempo in tua dolce compagnia, Anima di Lupo», sorrise lui con voce provocante.

Joy si retrasse un po' infastidita, tirando indietro anche la mano e forzando una risatina. «Ti ringrazio, S-Sil. Però dovremmo andare», arrossì imbarazzata, per poi provare a tramutarsi in lycan.

Jason la fermò. «Sei sicura di farcela? Puoi aspettarci qui, se vuoi», mormorò a bassa voce, senza insistere troppo.

Jocelyn scosse la testa. «Sto benissimo e di sicuro i draculiani non aspetteranno che io mi sia ripresa», rispose tranquillamente, passando lentamente alla forma ferale. A quanto pare andava tutto liscio come l'olio e non si riscontrò alcun problema. Joy, con un forte mal di testa, si dovette solo sedere un paio di secondi, per riabituarsi, e poi si rialzò. "Okay, possiamo andare", annunciò decisa.

Silas si gettò di lato e si tramutò in un lycan moro, scomparendo nel fitto della boscaglia, per poi ululare segnalando la sua impazienza. Jason vibrò, furioso. Senza dire nulla si trasformò in un enorme lupo grigio chiaro e rincorse quello moro. Jocelyn lo seguì.

"Sei pazzo, per caso?", ringhiò J contro il lycan più grande, quando lo ebbe raggiunto.

"Calmo, amico, qual è il problema?", rispose a zanne strette l'altro.

"Il problema è che se fai tutto questo baccano i draculiani ci scopriranno e i nostri tentativi diventeranno cenere", lo rimproverò il primo, irato.

Joy si intromise, balzando tra i due e trattenendo i suoi istinti. "Finitela, stiamo perdendo fin troppo tempo", disse per poi voltarsi e correre via.

Silas e Jason si scambiarono un'occhiata carica di odio e si allontanarono, seguendo la ragazza. Spostandosi velocemente, riuscirono a procacciarsi della carne fresca. Alcuna la consumarono, altra la seppellirono, consapevoli che l'avrebbero ripresa al ritorno. Si ritrovarono ben presto nei pressi di un ruscello. Silas fiutò l'aria.

"Cosa senti?", gli chiese la lycan davanti a lui.

"Riuscirei a riconoscere quell'odore tra mille. Puzza di draculiano", ringhiò il superstite, sommessamente. Joy si voltò verso di loro.

"Siamo in pericolo di essere vicino al loro insediamento?", domandò.

"No, l'odore non è neanche recente, ma credo che un gruppo sia passato da qui, ieri", Jason intervenne, fiutando a sua volta l'aria e il terreno. "Erano in quattro e portavano dei prigionieri con loro. Ma non riesco a riconoscere chi siano, l'odore di noi lycan non è molto diverso l'uno dall'altro se accostato al fetore dei vampiri".

Silas rise divertito. "Eppure, cara Jocelyn, tu hai uno splendido profumo", si complimentò. Jason si trattenne dal mordergli una zampa, mentre Joy scosse il capo, non potendone più.

"Lasciamo perdere queste sdolcinatezze e sbrighiamoci", comandò, gettandosi nel ruscello ed iniziando a guadarlo. La corrente non era forte e non fu difficile per i tre raggiungere l'altra riva. Tutti dondolarono per asciugarsi il pelo bagnato.

"Come facciamo a capire dove sono?", chiese stupidamente Silas, avvicinandosi di nuovo a Joy, che lo fissò annoiata.

"Non lo so. Il mio fiuto non è ancora tornato come prima. Riesco solo a sentire l'odore di coniglio e di cervo, qui", spiegò lei, per poi voltarsi verso J, che aveva iniziato a parlare.

"Sil, invece di cercare inutili pretesti per parlare con Jocelyn, metti in moto il tuo, di fiuto", lo rimproverò ringhiando. Era più serio che mai.

Silas rispose con una specie di latrato attenuato, poi iniziò a fiutare e percepì qualcosa. "Sono andati ad ovest", annunciarono in coro i due.

"Oltre la cascata?", borbottò Joy, incredula. "Forse hanno un insediamento in una grotta nei pressi della cascata", ipotizzò Jason, scambiandosi una dolce occhiata con la ragazza.

A Silas non parve piacere la loro affinità. "Impossibile. Primo: i draculiani non abitano dentro le grotte. Secondo: l'odore è lontano, credo che la scia raggiunga addirittura la montagna dell'ovest", tuonò quindi, mimando una voce intellettuale.

Jason scosse il capo. "Allora dovremo fare molta attenzione. Su quel picco vivono i Mezzanotte. Tipi poco socievoli...", chiarì sedendosi sul terriccio.

Jocelyn non capiva. "Chi sono i Mezzanotte?", domandò curiosa.

"Il Mezzanotte è un Branco di lycan che risiede sul picco ovest", spiegò per primo Silas, anche se evidentemente J aveva già la risposta pronta.

Jocelyn parve avere un'idea. "Possiamo chiedergli aiuto! Sono sicura che sapranno come aiutarci, dopotutto siamo della loro stessa specie", propose, sicura di sé.

Jason scosse la testa. "Sarebbe bello, se i Mezzanotte non avessero cattivi rapporti con i Lunapiena. Il padre di Dream ne faceva parte. Dovette uccidere l'Alpha per motivi amorosi: sua moglie era una Lunapiena e il regolamento non consente di procreare con membri appartenenti ad un altro Branco. Nascerebbero degli impuri", raccontò.

Che storia tragica, pensò Joy. "Quindi... Dream è un'impura? Credevo fosse una Lunapiena al cento per cento"

Silas rise. "Credevi male, dolcezza". Sicuro come la morte, se non si fosse trovato in forma ferale, avrebbe sguainato uno dei suoi occhiolini provocanti per tentare di attrarre Jocelyn, anche se dopotutto non era minimamente interessata.

"Ad ogni modo", continuò la mora, sospirando, "Vorrei sapere dove si trova in questo momento. Se sta bene o... semplicemente se è viva", detto ciò si alzò e prese a seguire la riva del ruscello verso la cascata, dirigendosi ad ovest.

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