Jocelyn, all'improvviso, realizzò di trovarsi per la prima volta nella residenza dei leader. Si sentiva molto in soggezione in quel posto, non essendoci mai entrata, data la sua poca rilevanza come membro del Branco. Era l'Anima di Lupo, ormai non v'erano più dubbi a riguardo, ma ciò non le consentiva di essere superiore agli altri Lunapiena. Eppure adesso si trovava lì dentro proprio grazie al suo potere, che l'aveva resa allieva un tempo fidata di Dream.
Il pavimento del corridoio principale era ligneo e lucido, ricoperto da maestosi tappeti ricavati dalle pelli degli animali cacciati. Ai muri, i quadri rappresentavano ogni singolo Alpha che il Branco Lunapiena avesse mai visto sorgere... o tramontare. L'ultimo, posto vicino all'ingresso ad una grande sala bianca, rappresentava il volto di Dream, serio e determinato, nonché splendente come pochi. Il suo corpo perfetto e rigido era posto scomodamente su un trono leopardato, con le gambe incrociate e le braccia cadenti, le cui estremità si andavano ad appoggiare sulle ginocchia. Il suo viso era addolcito dall'arte della pittura ma i suoi occhi restavano penetranti e gelidi, eredi di un'antica bellezza tramandata nella famiglia Hunter secolo dopo secolo, di generazione in generazione. Joy si domandò a quel punto per quale motivo la sua leader, anche possedendo una bellezza tanto unica, non avesse ancora trovato uno sposo, o quantomeno un "promesso", ovvero un fidanzato.
Scacciò quel pensiero dalla testa e studiò confusa Aireen, posta di fronte a lei. La guerriera indicò, con un rapido gesto del capo, la sala dinnanzi al gruppetto e superò il salone, bussando alla grande porta scura, probabilmente realizzata in legno d'ebano di Ceylon, giunto sicuramente da terre lontane su richiesta della capobranco che, a detta di tutti, amava quel tipo di legname e aveva decorato con mobili simili tutta la sua magione.
Una voce si udì dall'interno. «È permesso». Joy riconobbe, appunto, il tono di Dream.
Quando Aireen aprì la porta, tutti entrarono nella sala e fecero un rapido inchino notando la leader, seduta su una comoda poltrona bordeaux leggermente più grande delle altre poste intorno al tavolo, di un marrone scuro piuttosto semplice.
«Accomodatevi», bisbigliò Dream. Indicò con una mano una sedia accanto alla sua e abbassò la testa in segno di saluto. Nonostante la situazione, sembrava alquanto pacata.
Tutti si andarono a scegliere un posto tra quelli più vicini, anche se i primi erano occupati dal padre dell'Alpha e dai suoi fratelli maggiori: Irvine, Lex e Zachariah. Erano tutti e tre degli ottimi guerrieri, ma lavoravano come cacciatori già da molti anni, dedicandosi al combattimento solo in prossimità delle guerre.
Dream alzò lo sguardo dalle sue mani ora incrociate fissando, uno per uno, tutti i partecipanti all'assemblea. «Immagino sappiate il perché vi ho convocati... ma non conoscete il motivo per il quale ho reso questa assemblea privata», iniziò a spiegare. Sembrava nervosa, ma ovviamente stava cercando di contenere la rabbia e di sfruttare quel minimo di calma rimanente. «Ci troviamo in una situazione critica», annunciò sinceramente, sfoderando un piccolo pugnale dalla cintura di cuoio e iniziando a giocarci esasperata. «La draculiana fatta prigioniera ieri notte è stata liberata. Secondo le guardie, la responsabile sono io. Il problema è che non ho assolutamente messo piede nelle prigione questa mattina, né ieri notte». In quel momento lo sguardo dell'Alpha si fissò su Jocelyn. Gli occhi celesti di Dream incutevano paura come mai prima di allora. «Qualcuno ha rubato l'amuleto di Ezra, l'ha indossato ed ha assunto le mie sembianze per rilasciare la ragazza», quasi rise pronunciando questa frase. Sembrava davvero un episodio ridicolo che invece si stava rivelando gravissimo. «Ora, Joy...», disse poi, avvicinando il pugnale al tavolo. La recluta sussultò.
«Non ti farò domande perché voglio fidarmi di te. Voglio solo farti sapere che se per caso hai collaborato a questo stupido piano per salvare quella draculiana a cui tanto tieni, ci hai condannati a morte. Tutti quanti. I miei complimenti», alzò il tono di voce, sogghignando. Jocelyn, sobbalzando, fece per parlare, ma venne bloccata. «Non aver paura. Non ti sto incolpando. Il mio è solo un avvertimento. Avevi il mio ordine di recarti alle prigioni e così hai fatto, non potevi sapere che quella non fossi realmente io. Ho tenuto conto anche di questo», sibilò senza alcuna espressione negli occhi la feroce leader.
Zachariah, uno dei suoi fratelli maggiori - un ragazzo dalla pelle abbronzata, i capelli biondi e gli occhi verde smeraldo - si schiarì la voce. Jocelyn lo guardò. Era coperto di tatuaggi raffiguranti lupi che uccidevano delle prede, quindi immaginò che ogni raffigurazione indicasse l'omicidio di un nemico importante e una grande vittoria regalata al Branco. Era dunque un buon guerriero ma soprattutto un ottimo cacciatore. «Mia cara sorella, io non me ne intendo molto di guerre e di questo ne sei già a conoscenza. Ti prego di illustrarci il tuo piano. Cosa hai intenzione di fare, adesso?», domandò.
Irvine, accanto al ragazzo, roteò gli occhi celesti, come se la domanda gli fosse parsa priva di senso, se non completamente ridicola. «Il popolo deve essere informato. Inoltre, il villaggio non presenta né mura né altri tipi di rinforzamenti. Dobbiamo provvedere il prima possibile», bofonchiò quindi, indicando entrambe le fasi mentre alzava rispettivamente il pollice e l'indice della mano destra.
Lex, l'ultimo dei fratelli, nonché il più grande e possente, batté i pugni sul tavolo, quasi facendolo tremare. «Stolti ingenui, ecco cosa siete! Sapete basarvi solo sulla difesa», sbottò furioso. «E ancora non comprendo perché tu, sorellina, hai deciso di tagliare via Arcan da questa assemblea. Gli ho parlato personalmente, poco fa. È un ragazzo in gamba. Abbiamo avuto l'idea di attaccare per primi. Solo così facendo saremo sicuri di cogliere quei maledetti draculiani di sorpresa e di ottenere la vittoria». Lex non riuscì a finire la frase poiché Dream si alzò di scatto dalla sedia, lanciando il pugnale a pochi centimetri dalla mano del fratello.
«Arcan non si sta rivelando affatto un guerriero affidabile e non ricordo di avervi dato l'ordine di pianificare un attacco. Quel lavoro spetta ai consiglieri, sempre se avrò voglia di affidargli questa responsabilità», replicò con coraggio la giovane ragazza, suscitando una leggera ansia tra i partecipanti, tranne che in Lex.
«La tua mente è piena di buchi, Dream!», urlò ancor di più l'ammasso di muscoli dai capelli ramati e la folta barba. «Devi smetterla una volta per tutte di agire semplicemente di testa tua. Arcan è un ottimo guerriero Lunapiena. Altrimenti non l'avrei certo scelto come tuo promesso!», concluse.
Tutti sobbalzarono al tavolo, data la sconcertante notizia. Jocelyn, più di tutti, ne rimase scioccata. "Arcan, il promesso di Dream?", pensò. Suonava quasi come impossibile eppure, a quanto parve, erano realmente fidanzati.
L'Alpha sollevò di poco le palpebre, stringendo quelle inferiori, per nulla a suo agio ora che la notizia era stata diffusa. Persino Lex si morse la lingua, comprendendo di aver detto troppo. Poi, staccando lo sguardo dagli occhi del fratello, si abbassò lentamente sulla sua sedia, ricomponendosi come se nulla fosse accaduto. «Di questa tua insolenza ne riparleremo un'altra volta, in privato. Adesso, se permetti, gradirei proseguire con l'assemblea», chiese. La sua voce era debole, le sue guance rosse. Mai Jocelyn aveva visto Dream così imbarazzata.
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Wolf Souls- Vampires
Werewolf•[ Capitolo 1 della serie di Wolf Souls ]• Jocelyn ha quindici anni ed è una normale adolescente, gentile ed intelligente. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa le sarebbe accaduto durante una normale gita scolastica. La sua vita viene sconvolt...
