Il sospetto [3]

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Il pomeriggio passò tranquillo, ma l'Alpha non osò andare a far visita a Joy, che la sera stessa fu dimessa dalla tenda del mago. La ragazza si sentiva parecchio in colpa. Per la prima volta, aveva disubbidito a Dream e ciò non fece che confermare i suoi dubbi. Ormai, secondo la leader, lei non era altro che una traditrice. Per fortuna non aveva le prove adatte a confermare la sua colpevolezza.

Poco prima che calasse completamente la notte, mentre le tenebre si impossessavano lentamente di un paesaggio ormai silenzioso, quieto come poche volte, la ragazza decise di aver bisogno di una passeggiata solitaria per ammirare le stelle del firmamento e riflettere su ciò che era accaduto. La sua mente era affollata da mille domande e dubbi, prima fra i quali era la scelta di come avvisare Dream di ciò che aveva visto. Ora che non godeva più della sua fiducia, rendere la sua versione più credibile sarebbe stato molto più difficile. Passeggiava pacatamente, calciando qualche sassolino senza nemmeno rivolgergli uno sguardo. Aveva occhi solo per le stelle. Le vedeva così lontane e le ricordavano la sua vecchia casa, che sembrava distante anni luce da lei. Poi, un suono ovattato alle sue spalle attirò la sua attenzione. Era un misto tra una voce e il rumore di passi frettolosi che battevano la terra, cuscinetti e artigli contro la polvere e l'erba. Jocelyn, preoccupata, si voltò tenendo a terra un solo piede per velocizzare il movimento e chinò di poco la schiena, così in caso di trasformazione avrebbe assunto la forma ferale più facilmente. Con grande sorpresa non trovò nessun nemico alle sue spalle, nonostante l'orario fosse perfetto per un attacco furtivo. No, dinnanzi a lei notò la corta pettinatura color mogano di Frida, la lycan Beta. Vergognandosi del suo atteggiamento, la ragazzina si ricompose subito.

«Buonasera, Beta. Mi stavi cercando?», domandò con gentilezza riconquistando la tanta bramata tranquillità. Purtroppo, quella stessa calma scomparve non appena la vice schiuse le labbra.

«Jocelyn, non c'è tempo da perdere. È successo qualcosa di molto grave e dobbiamo raggiungere subito Dream. Sei l'Anima di Lupo e il tuo aiuto potrà esserci cruciale», soffiò a denti stretti la donna, pronunciando la frase tutta d'un fiato. Sembrava davvero inquieta.

La giovane di fronte a lei spalancò gli occhi. Aveva un terribile presentimento. «Fammi strada», chiese ansiosa, preparandosi a correre.

Prima di aver ricevuto una risposta si tramutò in lupo, e lo stesso fece Frida, assumendo la forma ferale di una lycan dal pelo rossiccio e gli occhi celesti. Era molto alta e le zanne appuntite erano ben visibili rispetto al resto della dentatura. Il tempo di oziare era terminato: l'aria carica di tensione si faceva percepire con pesantezza ed insistenza e ben presto Joy iniziò a sudare freddo. Provò a indovinare mentalmente cosa potesse essere successo, ma quando la vice notò il suo sguardo perso nel vuoto intervenne, cogliendo al volo le sue preoccupazioni.

"Non credo sia accaduto nulla di quello a cui tu stai pensando adesso", annunciò continuando a correre. Joy strinse gli occhi, fino a ridurli ad un sottile spiraglio. Le luci nella residenza della leader erano accese, così come quelle della zona lavoratori. Insolito. "Da ciò che mi ha raccontato Dream...", continuò Frida, stavolta girando lievemente la testa verso la recluta, "...la situazione è addirittura peggiore".

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