Jocelyn era certa di non aver capito bene.«Sei impazzito? Arcan è un lycan, come può bere il sangue di qualcuno... anzi, di una vampira? Il sonno deve averti accecato», spiegò a bassa voce, grattandosi la parte posteriore del cranio e stringendo gli occhietti ambrati.
Il biondo sbuffò. «Io mi sono fidato di te, che sei stata la prima ad accusare Arcan. Lo dico e lo confermo, sono sicuro di ciò che ho visto. È stato abbastanza traumatico», la rimbeccò severo. Sembrava piuttosto serio.
«Dream vuole che vada a parlare con la prigioniera questa stessa mattina, domanderò direttamente a lei», sbadigliò, poi fu come se qualcosa le fosse andato di traverso. «NO!», urlò quasi perdendo l'equilibrio.
«Che succede?!?», si allarmò Jason.
«La prigioniera!», ripeté Joy. «Si chiama Serena. È... la mia migliore amica. O almeno lo era. Sono cresciuta con lei, frequentavamo la stessa scuola. È stata lei a ritrovarmi morente appena fuori dalla foresta, quando Arcan mi ha portata tra gli umani», si disperò la ragazza. «Quel maledetto l'ha ferita? O l'ha uccisa?», domandò divenendo furiosa.
Jason la bloccò. «Non preoccuparti per lei», le sorrise Jason abbracciandola. «Quando Arcan le si è allontanato, sembrava star benone, come se fosse arresa all'idea di essere la sua preda. Il fatto che mi inquieta è che ha senza dubbio bevuto il sangue di una draculiana».
"No", avrebbe voluto gridare Joy. "Lei non è un vampiro. Non è un mostro", ma non poteva dire nulla a riguardo. Aveva visto i suoi occhi, la sua furia, i suoi canini. Era diventata una draculiana, senza ombra di dubbio. Rimaneva da domandarsi dove, quando e perché. Quando si fu tranquillizzata, Jocelyn si allontanò dall'amico e balbettò. «Ma... ma i vampiri non hanno un vero e proprio sangue caldo e che scorre. È solo un liquido marcio e verdastro. Non può essere bevuto».
«Esatto. Però, c'è un'eccezione alla regola che non hai ancora considerato...», rispose il ragazzo. Estrasse dalla cintura un foglietto di carta stropicciato, aprendolo con cura e tendendo la mano alla giovane guerriera. Lei prese il biglietto e, quando notò la calligrafia e il tipo di carta ingiallita dal tempo, capì che era stato strappato dal libro che Dream le aveva consegnato tempo prima. Lesse una sola, sconvolgente, parte evidenziata con un inchiostro rosso.
"L'Anima di Sangue, ovvero l'eccezione tra i vampiri, ha il dono del sangue umano. Ossia: dentro di sé, quest'Anima possiede un sangue prelibato e interminabile, perciò è una fonte di cura e nutrimento per i vampiri".
Joy strinse il foglio tra le mani. «Non può essere...», mormorò incredula. «Ho letto questo testo. Il cuore dell'Anima di Sangue è perfettamente funzionante, come quello di un umano», riferì, poi guardò nuovamente Jason. «Credi davvero che Serena sia l'Anima di Sangue?», chiese mentre le sue idee si facevano man mano più chiare.
Il biondo annuì. «Anima o no qua sta accadendo qualcosa. Arcan si trova fra ben due Anime, con cui ha avuto a che fare da molto vicino. Prima trasforma "accidentalmente" te, poi morde la gola della prigioniera... a questo punto mi rifiuto di credere che si tratti di semplici coincidenze. Dobbiamo parlarle. Forse questa Serena ne sa qualcosa», concluse il biondo e fece per muoversi altrove.
Joy lo bloccò. «Cosa? Non puoi rischiare! Se ti vedono entrare nella prigione per parlare con Serena, Dream ci ammazzerà entrambi!», spiegò frettolosamente. Non sembrava neanche troppo ironica.
Jason la guardò negli occhi e le fece cambiare idea. «Credimi, Joy. Una volta che avremo risolto questo mistero, Dream non troverà nemmeno le parole adatte per ringraziarci», sussurrò fra i denti. Quando iniziò a correre verso la prigione, Jocelyn decise di seguirlo.
Pochi minuti dopo riuscirono davanti alla prigione, nominata da Dream come "sala delle torture". J aveva un'aria seria e camminava furtivo, come un gatto che corre su una superficie molto stretta nel cuore della notte, facendo affidamento sulle zampette felpate. Jocelyn, che invece aveva corso come una matta, arrivò stremata sul luogo e dopo essersi rannicchiata sull'erba per riprendere fiato, provò a parlare.
«Ottimo, genio. E adesso come entriam-»
Il biondo le bloccò il viso con le mani, tappandole la bocca. «Vuoi farci scoprire? Questo posto pullula di guardie!», spiegò indicando tutti i soldati con un gesto veloce della nuca. La zona era rigorosamente sorvegliata. Vi erano almeno tre guardie a ogni lato del grande edificio di pietra, più massiccio e scuro rispetto agli altri presenti al Branco Lunapiena.
Joy annuì e scostò la mano dell'amico dalle sue labbra. «Va bene, cercherò di fidarmi di te anche stavolta», sbottò a bassa voce. «Ma almeno spiegami che intenzioni hai. Non possiamo entrare senza che ci scoprano», borbottò infine. Trovava l'idea di realizzare un piano un vero e proprio rompicapo. Nel migliore dei casi, anche loro sarebbero stati scoperti e gettati a marcire in una delle celle.
Jason corrugò la fronte, sentendosi offeso. «Studio la magia, Joy, Credi davvero che non mi sia attrezzato a dovere?», si vantò mostrandole l'amuleto che portava al collo.
Jocelyn sussultò. «Ho già visto quell'affare... ma... ma è...»
«Di Ezra. Lo so bene. Era troppo occupato a spiegare le origini delle radici curative di Herit per accorgersi di uno dei tanti studenti raccolti nella sua abitazione, mentre prendeva in prestito un piccolo gioiello...», rispose Jason ridacchiando.
«Tu l'hai rubato!», si lamentò Joy. «Se Ezra viene a saperlo sono sicura che ti affogherà in un calderone e preparerà una pozione al gusto di Jason», commentò con una smorfia.
«Sono curioso di sapere quanto buona sia quella pozione, allora», rise ancora il temerario mago apprendista, per poi farle un occhiolino e ritornare al suo amuleto. Se lo rigirò tra le mani, alternando quella destra con quella sinistra, poi lo avvicinò al suo volto e si concentrò profondamente. L'amuleto brillò lampeggiando e assumendo un colorito rossastro e Jason venne avvolto da una strana nebbia che si dissolse in fretta. Quando si fu totalmente persa nell'aria, al posto di Jason comparve l'Alpha. Il suo sguardo era quello tipico di ogni giorno: severo, intimidatorio, regale. La sua postura era dritta e adatta all'azione, come sempre, e lasciava trasparire il suo potere di capobranco.
«DREAM?», sussultò Jocelyn, quasi attirando l'attenzione delle guardie all'ingresso. Si tirò indietro strisciando sui gomiti, pronta a scappare.
«Sciocca lycan», rispose la leader. In un attimo esplose in una risata a stento contenuta. Molto insolito, considerata la persona alla quale quel risolino divertito apparteneva. «Sono sempre io, Jason. Ho solo assunto voce e corpo di Dream. Un piccolo trucchetto di magia», spiegò guardandosi da capo a piedi con le mani sollevate. «A proposito di corpo, devo dire che questo non è niente male», aggiunse con una voce scherzosa, ma si beccò un sonoro schiaffo in piena guancia dall'allieva, che quasi si sentì in colpa notando l'espressione infastidita della falsa Dream.
«Ora basta scherzare... si entra in azione», concluse la giovane guerriera, cambiando frettolosamente argomento. Finalmente entrambi svoltarono l'angolo, pronti a parlare con le guardie.
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Wolf Souls- Vampires
Lobisomem•[ Capitolo 1 della serie di Wolf Souls ]• Jocelyn ha quindici anni ed è una normale adolescente, gentile ed intelligente. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa le sarebbe accaduto durante una normale gita scolastica. La sua vita viene sconvolt...
