La tempesta [1]

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A passo lento e zoppicante, Joy e Jason tornarono alla valle dopo aver fatto il giro intorno alla grossa macchia di cespugli. Il sole era splendente e caldo e con i suoi raggi sembrava curare le ferite aperte, donando inoltre conforto, come se stesse segnalando l'inizio di una nuova Era. Non si udiva nulla a parte il fruscio delle foglie e gli uccellini che avevano ripreso a canticchiare soavemente come se non fosse mai accaduto nulla.

Quando J, respirando con affanno, riuscì a portare Jocelyn nel villaggio reggendola con il braccio sano, si guardò intorno e tutto ciò che vide fu vittime. Che si trattasse di lycan o di draculiani, i loro corpi vuoti ricoprivano l'erba macchiata di rosso, ma nulla si muoveva. I superstiti, solo ed esclusivamente licantropi, stavano immobili e taciturni, forse troppo stanchi per parlare. Avevano il viso sporco di terra, di fango e di sangue. Erano ricoperti di lacerazioni di ogni tipo eppure non sembrava importargliene troppo.

Silas era il più vicino. Stava fermo davanti ad un lupo tarchiato e dal pelo rossiccio chiazzato di bianco qui e là. La luce del sole si rifletteva sui ciuffi ramati facendo sembrare lattee le punte. Aveva gli occhi chiusi e non si muoveva, né il torace si alzava o si abbassava regolarmente. Il giovane cacciatore era seduto per terra e stringeva l'enorme testa del lupo al suo collo, abbracciandola con le lacrime agli occhi. Prese a dondolarsi freneticamente, come quando si culla un bambino, e non accennava a voler lasciare andare il lycan deceduto.

Jocelyn lo guardò alzando tristemente le sopracciglia e aprì leggermente la bocca mentre si avvicinava con un po' di fatica.

«Maxium?», domandò con la voce spezzata.

Silas tremò e la guardò da sotto il ciuffo dorato con le labbra strette e gli occhi socchiusi. Non annuì, ma quello sguardo parlava da sé. Il fratello maggiore di Silas giaceva incapace di tornare alla sua forma umana. Joy, incurante dello scricchiolare delle sue ossa, si sedette accanto a Silas e gli strinse un braccio intorno alle spalle, per consolarlo. Questo però servì solo a procurare ulteriori lacrime. Silas lanciò un urlo straziante e premette la testa contro la fronte del lycan esanime. Le gocce d'acqua amara toccarono il pelo del licantropo e scesero lungo le sue guance.

Alois arrivò camminando pacatamente e dal suo viso si capì che stava trattenendo a stento le lacrime. I capelli rossi erano arruffati e non sembravano belli come sempre. La ragazza era ridotta male ma si sarebbe ripresa presto.

«Anche Gania», mormorò stanca. Guardò la sua migliore amica, che qualche metro più in là era stata uccisa da un vampiro. Evidentemente aveva combattuto senza diventare licantropo, probabilmente a causa dell'iniezione, e sarebbe stata ricordata per il suo infinito coraggio.

Jason non riusciva a guardare tutti quei visi pallidi e sofferenti. Fece un passo avanti ed accennò un sorriso. «Arcan è morto», rassicurò ad alta voce, in modo che tutti potessero sentire. Anche i lycan più lontani lo udirono ed alcuni iniziarono a far festa e ad abbracciarsi.

Anche Jocelyn sorrise e Silas la imitò. Poggiò la testa di Maxium a terra con cautela, come se avesse paura di ferirlo. Poi lo baciò sul retro dell'orecchio mentre con una mano gli accarezzava la folta peluria sul collo. «Sei stato bravissimo, fratellone», mormorava. «È anche grazie a te che abbiamo vinto»

Poi una voce lo interruppe. Da lontano, Aireen urlò il nome di Joy con molta, molta preoccupazione. E quando la mora alzò gli occhi vide il corpo di Dream, in forma umana, appoggiato contro un albero che tentava di riprendere fiato. La donna era sfregiata praticamente su ogni parte del corpo. Gambe e braccia erano irriconoscibili e la divisa era squarciata sui fianchi e sul petto. Il naso presentava una lunga ferita nera. I capelli sempre legati dietro la testa con una coda di cavallo adesso erano sporchi e disordinati. Gli occhi invece erano chiusi per la fatica. Aireen teneva fermo il collo della leader, premendo con forza. Quando Jocelyn la raggiunse correndo e mettendo da parte il dolore anche altri si radunarono attorno a loro, curiosi e preoccupati.

«Un lurido draculiano ha cercato di tagliarle la gola con gli artigli», singhiozzò Aireen, ormai nel panico. Dream si contorceva con dei piccoli spasmi, con la bocca spalancata cercando di respirare. «L'ho raggiunta appena in tempo e ho ucciso quel maledetto, ma è riuscito a conciarla così. Dobbiamo portarla subito al villaggio», avvertì sempre più allarmata.

Dream riuscì per un attimo ad aprire gli occhi di ghiaccio e li puntò subito sull'Anima di Lupo. Per un attimo le sue labbra si incurvarono in un debole sorriso.

«J...Jo-», mormorava, ma si bloccò per tossire. Probabilmente anche solo parlare le costava uno sforzo enorme.

Aireen si sbrigò a premere di più sulla ferita. «Shhh!», la zittì per non farle sprecare ulteriori forze. Jason comparve subito accanto a Jocelyn. Spalancò gli occhi una volta vista Dream. Sembrava appena uscita da un macello. Fece un rapido calcolo e richiamò l'attenzione di Aireen.

«Se provassi a curare la ferita anche solo lievemente, ce la farebbe ad arrivare viva al campo?», chiese con tono educato.

Aireen sbatté le palpebre confusa. «Cre... credo di sì. Insomma, lei è Dream, a parte questo taglio alla gola ne ha sopportate di peggio in passato», balbettò confusa. Probabilmente era terrorizzata, ma un barlume di speranza si riaccese quando sentì le parole di Jason.

Il biondino annuì. «Okay», disse sottovoce. «Posso farcela»

Sforzando il braccio rotto, allungò le mani verso il collo dell'Alpha e, quando Aireen si spostò per lasciar posto al ragazzo, lui andò a tamponare la ferita e chiuse gli occhi per concentrarsi. I suoi capelli presero ad ondeggiare come se si trovasse sott'acqua e si illuminarono flebilmente di verde. Subito dopo, una scia dello stesso colore attraversò le braccia del ragazzo fino alle dita e poi si espanse sul collo di Dream. Lei sobbalzò per un attimo ma comprese quel che stava accadendo e cercò di non dimenarsi troppo. Si sentii uno strano rumore, impossibile definire a cosa assomigliasse. Poi alcuni dei tagli presenti sul viso di Dream scomparvero velocemente, come se qualcuno li stesse cancellando con una gomma morbida e sfumante. L'Alpha stava tornando alla sua bellezza pura e semplice e aveva di nuovo il viso degno di una celebrità, che pareva essere stato scolpito dagli angeli più bravi esistenti in Cielo.

Quando Jason allontanò la mano dalla pelle della leader, tutti rimasero sbalorditi osservando che del taglio profondo che v'era sulla gola della donna ora era rimasta solo una piccola linea rosea, neanche troppo evidente. Ma donare vitalità agli altri comprendeva dei rischi e dei sacrifici, per questo Jason ricadde all'indietro, come se stesse svenendo. Jocelyn ed altri lo sostennero fieri di lui. Ovviamente era normale: aveva donato la propria forza vitale ad un corpo più grande del suo e che dunque ne richiedeva molto. Nonostante ciò, grazie al suo gesto coraggioso, entrambi sarebbero riusciti a sopravvivere.

Dream aprì gli occhi sentendo solo il silenzio e si guardò intorno convinta di essere morta. Intorno a lei erano però radunati i suoi seguaci, che sorridevano allegri e si lanciavano occhiate che intendevano mille parole. Ognuno aveva la sua storia da raccontare e un giorno quella battaglia sarebbe stata descritta come un lontano ricordo che segnò profondamente il Branco Lunapiena, forse il più debole esistente in zona, ma di sicuro il più resistente ed il più intrepido. Formato da guerrieri degni di tale titolo e reclute desiderose di imparare, che ammiravano i loro maestri. I bardi avrebbero cantato le loro imprese. E tutti, in quel momento, ammiravano anche Jason.

L'Alpha lo guardò, osservando i suoi occhi stanchi ed il sorriso forzato presente sulle sue labbra, mentre il petto gli si gonfiava lentamente e con affanno. Lo fissò e gli sorrise come una madre guarda orgogliosa il proprio figlio prediletto. E lì, tra la gioia e l'eterna gratitudine, la capobranco sospirò rilassandosi.

«Grazie Jason», sussurrò stanca. «Non lo dimenticherò». Ed immediatamente, tutti corsero ad abbracciare quelli a loro vicini, mentre Dream veniva caricata sulla schiena di Aireen, già trasformata in lycan.

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