La squadra [3]

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Due ore dopo la breve chiacchierata tra Silas, Jocelyn e Jason, i tre raggiunsero le pendici del picco ovest. Era una montagna poco alta, che sfiorava delicatamente il laghetto dove si riversava il fiume della cascata, per poi scorrere fino al mare più vicino. I boschi ricoprivano interamente la superficie della zona, perciò si poteva rivelare un ottimo nascondiglio per il Branco dei Mezzanotte e un luogo perfetto per tendere imboscate.

"Se, come dite voi, l'insediamento di draculiani è qui", parlò Joy, osservando attentamente con i suoi occhi da lupo tutto il territorio, "allora dobbiamo fare tantissima attenzione. È come stare in equilibrio tra un lago di lava e delle sabbie mobili... i pericoli si posso annidare ovunque, purtroppo", spiegò concentrata. Silas si portò davanti agli altri due compagni e salì sulla montagna, ignorando gli avvertimenti di Jocelyn. Jason scosse la testa, ringhiando sommessamente.

"Quel piccolo cacciatore insolente!", imprecò, desiderando di strappargli un po' di pelliccia dal mantello lucido che si ritrovava.

"Stai calmo, J. È un nostro alleato, dev'essere l'ultimo delle nostre preoccupazioni", lo rassicurò l'amica, che gli si avvicinò subito dopo per leccargli dolcemente la guancia, in segno d'affetto. Poi corse via, inseguendo Silas assestando zampate determinate al terreno.

"Sembra facile restare calmo in certe occasioni!", sbuffò il maghetto, per poi aggregarsi ai compagni.

Dopo circa quindici minuti di camminata, la piccola squadra incontrò un groviglio di rocce, ammassate l'una sopra l'altra. Era, evidentemente, l'unico modo di raggiungere il pendio più in alto. Non avendo altra scelta, Silas si avvicinò alle pietre. Jocelyn fiutò l'aria e drizzò le orecchie, spalancando gli occhi per la paura.

"Aspetta, Sil!", lo chiamò trattenendosi quanto più poteva.

"Non abbiamo tempo, ti ricordo che tra poco più di un'ora dovremo già essere di ritorno", rispose infastidito lui, saltando sulla prima roccia.

"No, non capisci! Ci sono-", ma Joy non terminò la frase che dalla cima di un albero saltò giù un grosso lupo nero dalle iridi dorate, che finì addosso alla ragazza con poca grazia, mentre tentava di morderla a sangue.

"JOCELYN!!!", urlarono impauriti Jason e Silas, ma un secondo lycan, stavolta dal manto grigio scuro molto lungo e gli occhi di un color mandorla, si scagliò contro quest'ultimo, facendolo rotolare verso un piccolo spazio vuoto tra due massi.

Il cacciatore ci finì dentro, gemendo. Era incastrato e il lycan nemico si avvicinava sempre di più a lui. Jason non sapeva che fare. Aiutare Jocelyn, che se la stava cavando piuttosto bene rispondendo ai morsi con foga, o Silas, finito in una situazione a lui sfavorevole? Per un momento, il ragazzo pensò bene di lasciarlo al suo destino, per vendicarsi del suo comportamento insopportabile, ma poi scosse il cranio, pentendosene. Si tramutò in umano e fissò con coraggio l'amico Silas.

«Sil, devi tornare umano, adesso!», lo avvertì. Il compagno non comprese il suo ragionamento.

"Ma che diamine dici?", ribatté dunque.

«Sbrigati, idiota!», lo richiamò Jason, tirando le mani dietro la schiena.

Quando comprese il suo piano, Sil annuì e tornò umano. Adesso era più piccolo e sarebbe facilmente riuscito a sgusciare via dalle rocce. Fece appena in tempo a vedere le fauci del nemico quasi chiudersi su di lui, quando un lampo rosso e giallo gli passò davanti al naso, colpendo il lupo grigio e mettendolo fuori gioco. Silas si voltò verso Jason: aveva scagliato una potente palla di fuoco sull'avversario e anche appena in tempo. Nemmeno Ezra riusciva a concentrarsi così velocemente. Il finto biondo rimase a bocca aperta mentre balbettava.

«Vuoi restare tutto il giorno a guardarmi, per caso? Dobbiamo aiutare Joy!», avvertì il maghetto, voltandosi verso l'amica sotto attacco.

I due lupi si dimenavano e rotolavano, occupati a lanciarsi graffi e morsi profondi l'un l'altro. Silas tornò alla forma ferale e saltò su Joy, spingendo via il licantropo nero, che ruzzolò fino ai piedi di J, pronto alla sua prossima mossa. Portò le mani di fronte al petto, con i palmi aperti e uno strano alone verde acqua che le ricopriva. Quando porse le mani al cielo, anche il lycan si alzò in aria, scuotendosi spaventato. Jason strinse leggermente i palmi, e le zampe del lupo scricchiolarono sinistramente, mentre egli gemeva addolorato.

«Chi sei?!?», gli chiese furioso Jason, senza mollare la presa.

"Lasciami andare!", replicò il lycan nero, ma la sua risposta non fece che provocare Jason, che subito strinse ancora di più le mani. "Ti prego, mettimi giù e ti dirò tutto ciò che vuoi sapere!" , mugolò quindi. Jason fece come richiesto e subito Jocelyn e Silas affiancarono l'avversario, immobilizzandolo. "Sono un membro novello dei Mezzanotte, il mio compito è di proteggere la montagna dagli sconosciuti, è per questo che io e il mio compagno vi abbiamo attaccati", confessò, voltandosi verso l'amico, ormai svenuto sopra una roccia.

«Lui starà bene, è di te stesso che dei preoccuparti ora», lo rassicurò Jason, «Se vuoi tornare a casa devi rispondere ad una mia domanda, chiaro il concetto?», ordinò con voce autoritaria. Quando il lycan nero provò ad abbassarsi per retrarsi indietro, Jocelyn gli morse la collottola e ringhiò così seriamente che spaventò persino i ragazzi suoi alleati.

"Okay, okay!", si arrese il Mezzanotte. "Cosa volete sapere?", deglutì poi.

J si avvicinò senza temere nulla. «Il tuo Alpha o uno qualsiasi dei tuoi superiori è a conoscenza della presenza di qualche accampamento di draculiani nei paraggi?», chiese tranquillamente.

L'avversario quasi rise. "Non si vedono draculiani da almeno mezzo secolo, da queste parti. L'unico vero insediamento che conosciamo si trova ad est, tra le due Valli del Freddo", spiegò. J si voltò furioso verso Silas, che gli aveva riferito un'informazione sbagliata solo per far colpo su Jocelyn. Anche lei sembrava arrabbiata, ma era determinata a lasciar perdere gli avvenimenti passati. "Ora, per favore, liberatemi. Io e il mio amico non riferiremo della presenza dei Lunapiena nei nostri territori, a meno che non vogliate attaccarci!", ringhiò il corvino, preoccupato.

«Siete stati voi ad attaccare noi per primi, tuttavia faresti bene a tenere comunque la bocca chiusa. Torna al tuo Branco e cerca di non dire cose che ti metterebbero nei guai», disse per poi lasciarlo correre via, ma non prima di aver raccolto il compagno privo di sensi da terra. Jason tornò al suo aspetto da licantropo.

"Silas, non posso credere che tu ci abbia indicato le montagne dell'ovest quando l'odore proveniva da est!", si infuriò Jocelyn, mentre scendevano dalla montagna, diretti all'accampamento.

"Perché date la colpa a me? Capita a tutti di sbagliare, qualche volta", sbuffò il lycan accanto a lei, nervoso.

"Questo è vero, ma qui c'è in ballo la vita di tutto il clan Lunapiena, che a quanto pare è stato dimezzato!", spiegò la ragazza.

Jason continuava a correre e finalmente si decise a prendere parola. "Abbiamo sprecato un sacco di tempo prezioso. Adesso saranno gli altri a dover affrontare il pericolo. Complimenti"

Silas non ne poteva più. "Cerca di non fare troppo il saputello! Avrò anche sbagliato ma almeno, grazie al mio errore, abbiamo scoperto dove si nascondono i vampiri. Non perdere troppo tempo a ringraziarmi, adesso", si lamentò. Jason si bloccò furioso, emettendo un rantolo grottesco che non presagiva nulla di buono. Sil lo imitò, scoprendo le zanne.

Jocelyn sbuffò e si intromise. "Non è il momento adatto ad una rissa, finitela di fare i bambini!" ,urlò esasperata, precedendoli e correndo verso casa.

Quando si fu allontanata, Silas fissò molto male Jason. "Devi ringraziare che ci sia lei con te. A questo punto ti avrei già sgozzato per benino", lo provocò, furioso.

Jason era, invece, divertito. "Perché non ci provi, così assaggi qualche mia magia dritta sul tuo bel musetto?"

Sil ringhiò ancora. "Sei solo geloso! Bene, sappi che non hai alcuna speranza di diventare il suo amato! Nel caso tu non l'abbia ancora notato, passare del tempo con te è l'ultimo dei suoi pensieri, attualmente", lo avvertì, correndo via.

"Io non ho mai detto di essere innamorato di lei!", rispose aggressivamente Jason. "Cerco solo di proteggerla", finì per poi seguirlo.

Silas rise. "E chi ci crede? Muoviti, testone".

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