Sento la porta della camera dove c'è Samuel aprirsi, mostrando proprio quest'ultimo. Lo guardo dalla testa ai piedi, notando le sue mani. <<Oddio! Non avevo notato le tue...mani.>> Quasi un sussurro il mio, ma che gli arriva subito alle orecchie. <<Ah...non è niente. Mi sono fatto male quando ho dato un pugno in faccia a tuo padre.>> Si incammina verso la cucina, ma le mie parole lo fermano. <<E suppongo che non gliene abbia dato solo uno.>> Sussurro ancora. Era più indirizzato a me stessa che a lui, ma risponde lo stesso. <<Esatto>> Con il suo solito sorrisetto arrogante se ne va in cucina. Mi alzo subito dal divano e lo raggiungo. Lo vedo mettere le mani sotto all'acqua fredda, perso nei suoi pensieri. Prendo un panno e mi avvicino a lui. <<Vieni qui.>> Gli faccio segno di mettere le mani sul panno e così fa. Tampono lentamente, per non fargli male. <<Siediti al tavolo, torno tra un minuto.>> Dico velocemente, uscendo poi dalla cucina. Vado in bagno e dal mobiletto di prima prendo delle garze, che erano in un borsello, e l'acqua ossigenata. Vado di nuovo in cucina e lo becco a parlare al cellulare. <<Si, potete. Ora vai.>> Lo vedo sorridere felice, ma il perchè mi è oscuro. <<Con chi parlavi?>> Mi siedo a capotavola, visto che lui è affianco a me. Gli prendo le mani che sono ancora sotto al panno e poi tolgo il tappo dalla bottiglia dell'acqua ossigenata. <<Con...Cameron.>> Lo vedo ancora sorridere e da lì capisco di cosa ha parlato con Cameron. <<No. Non mi dire che...>> Non riesco a finire le frase per la troppa gioia. Samuel annuisce in un gesto robotico, sorridendo ancora di più dopo che io gli salto completamente addosso. <<Grazie grazie grazie.>> Lo stringo sempre di più a me e lui fa le stessa cosa. <<Okay...hem...>> Mi rendo, solo dopo, conto di essere andata forse troppo oltre. Mi siedo di nuovo al mio posto. Prendo una sua mano e ci metto l'acqua ossigenata. Fa una smorfia di dolore non appena il liquido diventa bianco, segno che sta facendo il suo lavoro. Dopo aver disinfettato anche l'altra mano, avvolgo con attenzione la calza e poi la fermo con un po' di scotch e stessa cosa faccio con l'altra. <<Grazie.>> Mi dice sorridendo, per poi alzarsi. Mi alzo anche io, a differenza sua non resto in cucina, ma vado dai miei nonni che si sono riuniti sul divano, che stanno parlando con Veronica. <<Quindi a te piace Cameron, ma non puoi stare con lui per colpa di questa regola.>> Riassume in poche parole nonna Dina tutto il discorso che stavano facendo prima che arrivassi io. <<Oh Veronica! Ma non ti preoccupare! Sai, prima ho parlato con Samuel e gli ho fatto il lavaggio del cervello porpio su questo e lui ha-...>> Vengo fermata dal campanello. <<Aspettate.>> Vado verso la porta sorridendo, ma questa volta controllo chi è attraverso lo spioncino. Quando vedo che sono Elia e Cameron, apro subito la porta. <<Dov'è Veronica?>> Mi domanda frettoloso Cameron. Le indico la poltrona che si intravede dall'ingresso e lui subito si dirige verso il salotto. <<Veronica...>> Fino ad adesso aveva fatto tutto il frettoloso, ed invece ora si è fermato di colpo.
"L'amore è nell'aaariaaa" Cantileno nella mia mente per tutto il tempo, finché non arriva Samuel. Lo guardo e noto che è spazientito. <<E vai a prendertela! IDIOTA!>> Samuel da una spinta a Cameron, che, dopo essersi risvegliato dal suo sogno prende Veronica per i fianchi e la bacia in modo così dolce che il diabete gli fa un baffo. Inizialmente Veronica non ricambia per la sorpresa, ma poi si lascia andare. Spontaneamente salto addosso a mio fratello, sussurrano quanto sia felice per loro. Lo guardo e vedo nei suoi occhi tanta felicità, ma anche una nota di tristezza. Lo guardo stranita, staccandomi da lui. <<Elia, che c'è?>> Lo guardo per bene, constatando che sì, è da una parte triste e non ne capisco il motivo. <<Cosa "che c'è"?>> Questa volta è lui a guardarmi curioso. <<Ti vedo...triste.>> Gli sussurro, per non farmi sentire dagli altri che stanno festeggiando per Veronica e Cameron. <<Non sono triste sorellina!>> Fa uno dei suoi sorrisi splendidi. Quel sorriso che riesce a farti sentire al sicuro e a poterti fidare. Un sorriso che molte volte riesce a nascondere molte emozioni, ma che non potrebbe mai ingannare me.
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Sei semplicemente mia
RandomElla Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
