Capitolo 54

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Mi sveglio nel letto di soprassalto, mi giro e controllo sul cellulare che ora sia, perdendo quasi gli occhi per la luce violenta. Sono le 4:00. Mi giro al lato di Samuel e non lo trovo. Immediatamente mi preoccupo e la mia preoccupazione mi da la forza di alzarmi dal letto in un fulmine. Mi metto a cercare per tutta la casa fin quando non raggiungo il suo studio. Apro bruscamente la porta trovandomelo seduto sulla sedia, con i piedi sulla scrivania, sommerso nei suoi pensieri, infatti non si è nemmeno accorto di me. <<Samu, mi hai spaventata, credevo ti fosse successo qualcosa.>> Dico, avvicinandomi cautamente a lui. La stanza è buia, così accendo la luce prima di andargli vicino. <<Ho paura, Ella.>> Il batticuore comincia a scatenarsi in me dopo quelle parole. <<Di cosa?>> Gli chiedo, stando praticamente di fronte a lui. <<Di perderti.>> Velocemente lo raggiungo dall'altra parte della scrivania e gli faccio segno di abbassare le gambe. Mi siedo sulle sue gambe e lo guardo dritto negli occhi. <<Ripetimi quello che hai detto.>> Gli chiedo con sguardo serio. <<Ho paura di perderti.>> Mi ripete, guardandomi dritto negli occhi. In un secondo gli arriva uno scappellotto dietro alla testa, che lo fa sussurrare cose poco da fascia protetta. <<Perchè lo hai fatto?!>> Mi grida contro, ma io lo guardo ancora più seria. <<Non ti permettere nemmeno di dire che hai paura di perdermi! Tu non mi perderai mai, se non il contrario! Sei tu che esci per andare a fare chissà cosa e rischi la vita ogni secondo! Io ho sempre l'ansia che di punto in bianco qualcuno della nostra organizzazione mi chiami e mi dica "Condoglianze, quello che speravi diventasse tuo marito è deceduto proprio un secondo fa, ah no...scusa il calcolo sbagliato, sono due secondi"!>> La mia faccia rossa dalla rabbia lo fa stranamente sorridere invece che contrastarmi con la medesima faccia tosta. <<Ella, io non intendo perderti in quel senso. Io intendo perderti nel senso...lasciarci. se un giorno capitasse qualcosa che ci farà lasciare? Io come sopravvivo? Ho provato a vivere senza te quando te ne andasti da me, ma non ci sono riuscito, figurati se mi lasci e rimango come un coglione che spererà ogni giorno che tu torna.>> Dice velocemente e agitato, cosa davvero strana per lui. Ma poi la vedo. Quella cosa che non credevo potessi rivedere sulla sua faccia: una lacrima gli solca il viso. A quella visione un qualcosa dentro di me si smuove. <<Te l'ho promesso, Samu. Potesse capitare qualsiasi cosa, io non ti lascio solo.>> Gli accarezzo una guancia per cercare di tranquillizzarlo, ma non ci riesco. <<Tu ora dici così, ma metti caso che ci sarà qualcuno che riuscirà in un modo o in un altro a farmi odiare da te, tanto da disprezzarmi, come la mettiamo nome?>> Mi chiede ancora agitato e con un'altra lacrima che bagna il suo fantastico viso. <<No no, amore, guardami.>> Gli alzo la testa per farmi guardare negli occhi. <<Prima di tutto, non ho idea di chi possa avere la testa malata di farci lasciare, perchè gliela spaccherei. Poi...se io ti amo più della mia stessa vita, ce ne vuole per farti disprezzare proprio da me. Io TI AMO. Comprendi che io TI AMO?>> Gli chiedo, scandendo per bene le parole "Ti amo". Annuisce senza dire niente. <<Bene, allora ora noi ce ne andiamo a letto a riposare, tra due giorni risolviamo la questione con l'altra organizzazione e finiamo quest'incubo.>> Annuisce ancora. <<Mi ami?>> Gli chiedo sorridendo. <<Più di qualsiasi altra cosa.>> Mi sussurra. <<E allora non piangere.>> Gli ordino e lui annuisce ancora. Mi alzo dalle sue gambe e lo invito a fare lo stesso. Si alza anche lui, cingendomi i fianchi e baciandomi dolcemente, trasportandomi su un altro pianeta, che non è la Terra, ma un posto magico. Altro che unicorni e fiorellini parlanti; altro che nuvole rosa e draghi per amici. Il mio è un posto buio, dove ci siamo solo noi due. Noi siamo la luce e il buio in torno a noi non ci tocca. Perché magico? Perché nonostante tutto il buio noi continuiamo a brillare come una stella nella notte. Noi siamo la nostra Luna. Noi siamo il nostro obbiettivo da migliorare. Noi siamo il nostro futuro, ma soprattutto noi siamo la dimostrazione dell'amore. Ma non un amore normale, un amore complice di due cuori che sono stati capovolti per provocare casino. Ci stacchiamo e ci sorridiamo a vicenda. Gli prendo la mano e lo guido fino in camera. <<Domani non azzardarti ad andare a lavoro.>> Gli ordino, ma lui in cambio alza gli occhi al cielo. <<Dai, Samu!>> Gli continuo a dire ma lui nega con la testa. <<Facciamo così.>> Inizio io. <<Che cosa?>> Sbuffa, mentre ci mettiamo a letto. <<Facciamo uno scambio di ruoli. Tu ti comporti da me e io da te. Tanto io non faccio un cazzo, così che tu ti possa riposare.>> Gli sorrido, ma lui nega ancora una volta. <<Devo usare le parole magiche?>> Gli dico e lui sbuffa ancora una volta, accoccolandosi alla mia pancia, come fa sempre. <<E quali sarebbero queste parole magiche?>> Mi dice con la voce ovattata dal tessuto della mia maglia. <<Vado a dormire con un altro uomo in questa casa.>> Dico subito e lui alza la testa di scatto. <<Non lo faresti mai.>> Assottiglia lo sguardo e mi incenerisce in un solo secondo. Senza dire niente mi alzo e mi dirigo alla porta, ma prima che me ne possa andare lui mi prende e mi fa risiedere sul letto. <<Certo che sei orribile!>> Mi guarda serio. <<Con queste parole non so quanto tu sia credibile.>> Gli rido in faccia, ma lui continua a guardarmi serio. <<Va bene, va bene, la smetto.>> Dico, fermando le risate, ma a quanto pare non era per le risate che è serio. <<Tu stavi veramente per andare nella camera di un altro?>> Anche se il suo tono è calmo, nelle parole è aggressivo. <<Mi prometti di accettare in nostro accordo?>> Gli chiedo, ma lui mi fa un'occhiataccia da far paura. <<Si o No?>> Gli chiedo ancora. <<Va bene.>> Sospira. <<Lo hai promesso eh!>> Ribadisco la sua risposta e lui annuisce. <<Comunque no, non ci sarei mai andata. Sarei sicuramente andata da Veronica o da Rosaly.>> Alzo le spalle indifferente. <<Io ti amo così tanto, che non riesco a rimanere arrabbiato con te per più di due minuti.>> Sbuffa, sistemandosi ancora una volta sulla mia pancia e addormentandosi poco dopo mentre gli accarezzo i morbidi capelli. Dopo un po' crollo anche io dal sonno, beandomi della presenza del mafioso che mi ha fatto perdere la testa.

Capitolo semplice, ma con informazioni importanti 🤔. Non spremete i neuroni per capire dove sono le informazioni, anche se forse le avete subito trovare.

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