Capitolo 22

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Io e Tony entriamo in un ristorante molto carino, semplice, ma carino. Un cameriere ci accompagna al tavolo che Tony aveva prenotato. Si trova vicino alla vetrata, dando la possibilità di vedere fuori e tutte le persone che passano indaffarate a parlare al cellulare. <<Allora, come mai ti eri chiusa in bagno?>> Tony è da quando che siamo usciti dall'hotel che continua a farmi la stessa domanda. Alzo gli occhi al cielo e nemmeno lo guardo. <<Fatti-i cazzi-tuoi>> Giusto in tempo arriva un cameriere che prende le nostre ordinazioni. <<Okay okay, ti vedo nervosa, quindi cerco di farti sorridere. Allora...una cotoletta, prima di essere cotoletta, è stata cotoscritta?>> Fa il gesto con le dita di farmi capire che le cose combaciano, ma io lo guardo come se fosse un alieno. <<Okay, non ti è piaciuta. Ci riprovo. Cosa fa un vulcano sporco? Si...lava>> Fa ancora lo stesso gesto di prima sorridendo, ma io continuo a guardarlo come se fosse un estraneo. <<Per favore, smettila>> Lo fermo mettendo una mano davanti per cercare di fargli capire che queste cose non mi fanno ridere. Annuisce solamente per poi stare zitto.

"Ma fa sempre quello che gli dicono di fare? Si vede che ci prova spudoratamente con me, però Dio! Provaci per bene, no che mi assecondi sempre. Certo, se ti dico di fare una cosa la devi fare, ma un po' di mascolinità..." I nostri ordini arrivano tra le mani del cameriere sorridente. Posa i piatti e poi ci lascia soli. Mangiamo in silenzio, senza il disturbo di nessuno.

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La nostra serata giunge al termine. Tony mi accompagna fino alla porta della mia camera. <<Allora...buona notte.>> Annuisco solamente guardandolo negli occhi.

"Come aveva detto nonno? Se non vuoi pensare a lui mi devo distrarre in qualche altro modo? Era così?" Senza pensarci due volte prendo Tony per il colletto della maglia e lo tiro a me dandogli un lento bacio. Cerco di scavare tra le sue labbra un'emozione, ma non la trovo. Mi stacco e poi vado in camera. Mi volto per un secondo verso di lui trovandolo sconvolto, ma felice e poi chiudo la porta dietro di me. Butto la borsa sul letto e poi mi dirigo velocemente in bagno per andarmi a struccare. Messa il pigiama e essermi rinfrescata, mi corico.

3 mesi dopo...

Sono tre mesi che viaggio con Tony al mio fianco e ci siamo fatti ormai tutta la parte nordica, ora tocca andare al centro e poi tornare a casa. Ho incontrato parecchie guardie di Samuel, ma sono riuscita a sviarmela e non farmi mai vedere. <<TONY! HAI FATTO?!>> Gli chiedo dalla camera da letto, mentre lui è ancora chiuso in bagno. Dobbiamo partire per l'ultimo viaggio verso Roma e poi devo andare a casa.

"Lui non lo sa, ma non credo sia un problema." Finalmente Tony esce con la sua borsa dove mette tutte le sue robe da bagno: spazzolino, deodorante ecc ecc. <<Eccomi.>> Si avvicina a me, mi da un bacio e poi posa la sua ultima borsa in valigia. Usciamo dalla camera d'hotel per dirigerci all'aeroporto.

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Arriviamo a Roma, precisamente all'albergo e ci sistemiamo per bene. Passiamo una giornata fuori ridendo e scherzando, o almeno rido per le poche volte che ci riesce. Mangiamo al Sushi, che è stato anche più buono rispetto ad altre parti, è poi ci ritiriamo in stanza, ma con letti separati.

"Si, lo so che ho dormito nello stesso letto con Samuel, ma con lui...con lui è stato tutto diverso." Mi stendo nel letto e chiudo gli occhi per bearmi della pace che ci circonda. A un certo punto sento qualcuno russare. Mi giro di scatto verso Tony che sta dormendo nell'altro letto, fissandolo in modo atroce. Gli tiro un cuscino che mettono sempre sui letti per abbellire, con la speranza di farlo smettere, ma non ci riesco. Mi alzo infastidita e gli vado vicino. <<Tony...hey>> Lo scuoto leggermente. <<Che c'è? Perché mi hai svegliato? Hai paura di dormire da sola?>> Fa un piccolo sorrisetto assonnato. <<No. Ti volevo dire di stare zitto e di non russare, perché mi stai facendo girare le pa-...>> Subito mi ferma prima che io possa continuare. <<Okay, okay, ho capito.>> Si mette di nuovo in posizione per dormire e stessa cosa decido di fare io nel mio letto. Finalmente riesco a chiudere occhio e dormire beatamente.

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