Capitolo 47

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Arriva bene presto la sera e sto dando l'ultimo latte della giornata a Elis. <<Amore, hai fatto?>> Samuel fa capolino in cucina. <<Non ancora.>> Sospiro stanca. <<Appena finisci, chiamami. La porto a dormire e poi cominciamo 'sto cavolo di gioco per bambini.>> Annuisco ridendo. Finisco di dare da mangiare a Elis, le faccio fare il ruttino e poi vado spedita da Samuel. <<Ecco, falla dormire. Quando la metti nella culla stai attento, che io di quella cosa ancora non mi fido tanto. Dopo che l'hai messa nella culla alza bene il coso là, non vorrei mai cadesse. Quando esci fuori dalla camera chiudi piano la porta, che sai che le serve una mezz'oretta prima che si addormenti del tutto. Capito?>> Dico, con tono da mamma preoccupata. <<Ho capito, mamma.>> Alza gli occhi al cielo ma sorride comunque. <<NON CHIAMARMI MAMMA!>> Mi altero, arrabbiandomi come non mai.

"Mi da fastidio quando mi chiama così, mi fa sentire...vecchia." Tutti in torno a noi scoppiano a ridere, mentre io, ancora più arrabbiata, me ne vado. <<Dai amore! Lo sai che scherzo!>> Non lo sto a sentire e continuo a camminare accompagnata dalle risate degli altri. <<Ragazzi smettetela di ridere, che altrimenti se la prende con me dopo! Amore!>> Mi chiudo in bagno e aspetto che io mi calmi.

"Lo sa che mi da fastidio! Ho pure il ciclo e come da tradizione le mie emozioni sono il doppio! Non mi va di arrabbiarmi, ma se mi provocano nel mio periodo del mese...sono morti!" Esco dopo qualche minuto...tanti minuti, infatti l'orario sul mio cellulare segna le 22:45. Sbuffo e mi dirigo verso il salotto, dove si terrà lo stupido gioco. Sono ormai tutti riuniti a terra a cerchio che scherzano e ridono. Mi siedo anche io, non dando retta a nessuno. <<Allora? 'Sto cazzo di gioco? Quando si incomincia?>> Dico ancora stizzita. <<Ora, sorellina.>> Dice Elia affianco a me, facendo una faccia d'angelo che riesce sempre a mettermi di buon umore. Elia fa girare la bottiglia in mezzo a noi che punta, in fine, verso Sammy. <<Amore! Obbligo o verità?>> Sammy ci pensa un po', anche se la risposta era ovvia. <<Verità.>> Esordisce, aspettando la sua domanda. <<Quante storie serie hai avuto nella tua vita?>> Chiede subito Elia, mostrando la sua curiosità in un nano secondo. <<Serie serie...tre. La prima seria è durata un anno, la seconda due anni e la terza due anni. Escludendo sempre la nostra che sta durando da più di tre anni.>> Sorride lei al suo ragazzo che ricambia subito con un bacio a fior di labbra. Questa volta è Sammy che fa girare la bottiglia che punta dritto verso Veronica. Senza fare troppe storie, Veronica risponde con "obbligo". <<Fai un ballo sexy al tuo raga-...anzi...a Ella.>> Tutti scoppiano a ridere, soprattutto io. <<Forza cara, vieni da me.>> La incito a venire ridendo e lei, mentre ride ancora fragorosamente, viene da me con passo da tigre. Inizia a girarmi in torno e ad accarezzarmi una guancia. Alla fine invece di un ballo sexy si è mostrato il ballo della tigre goffa. Muove i capelli in modo frenetico, non cammina più, ma mi corre in torno e mi scuote violentemente, accompagnata dalle nostre risate che non hanno intenzione di finire. Veronica si mette a posto e il gioco ricomincia partendo da Veronica. La bottiglia gira e si ferma su Samuel. <<Obbligo.>> Dice velocemente. <<Mmmh...non saprei. Se fossi veramente cattiva direi che dovresti dare un bacio a Elia, ma ti concedo una sfida. Ti obbligo a baciare Ella in un modo così passionale che devi riuscire a farle mancare il fiato!>> Si esalta lei, mentre io mi impietrisco. <<Veronica...non sarà difficile per lui, perchè proprio quest'obbligo?! Non potevi scegliere qualcosa di più semplice, tipo: fai una verticale, buttati conto un muro tanto da spaccati la testa, tagliati il ca-. No, questo no, ma altro?!>> Ancora una volta tutti scoppiano a ridere, mentre Samuel si alza e mi raggiunge. Mi prende le mani e mi fa alzare. <<Pronta a perdere il fiato?>> Mi sorride con sguardo di sfida. <<Già so che perdo, inutile sfidarmi, ma proverò a non cadere tra le tue braccia, umile cavaliere.>> Dico in modo teatrale. Samuel mi prende per i fianchi che subito mi scatenano mille brividi. Si avvicina a me e il suo profumo mi inebria completamente. Il suo magnifico odore mi dà alla testa tanto da prendermi il cervello. Sembra droga. Lui è droga. Le nostre labbra si sfiorano, si toccano e si uniscono in un bacio focoso e voglioso. Il bacio diventa passionale e urla di approvazione si alzano intorno a noi, specialmente quelle due pazze di Veronica e Rosaly. Il fiato quasi mi manca quando le sue mani dai miei fianchi passano più in basso. Velocemente metto le mani sulle sue per fermarlo. Cerco in tutto i modi di non mollare, ma lui riesce con un solo bacio a farmi sciogliere. <<Ho vinto!>> Si stacca da me con il sorriso della vittoria stampato in faccia. <<Dillo ancora e tu do un pugno in faccia!>> Lo minaccio. Lui alza le mani in segno di difesa e si va a sedere al suo posto. A girare la bottiglia è Samuel. Sfortunatamente finisce su di me, ma per scamparmela scelgo verità. <<Ella, cos'hai pensato la prima volta che mi hai visto?>> I suoi occhi si chiudono in due fessure, aspettando curioso una mia risposta. <<Veramente lo vuoi sapere?>> Faccio un ghigno. Lui annuisce sicuro. Sospiro. <<Ho pensato che effettivamente sei un bel ragazzo, ma ero sicura che eri il capo di tutto e quindi ti odiavo così tanto che non hai idea. Mi dispiace Samuel Torres, ma sfata il tuo desiderio di sentirmi dire che la prima volta che ti ho visto volevo andare a letto con te.>> Fa un ghigno di sfida passandomi la bottiglia di birra. La giro. Gira, gira e gira, dove va a finire? Ma su Samuel ovvio. Questa volta sceglie verità. <<Sembrerà un po' la domanda a ragazza gelosa, ma invece è pura curiosità. Con quante ragazze ti sei fidanzato?>> Tutti incuriositi si girano verso Samuel. <<Ma nessuna, semplicemente ci andavo a letto e il giorno dopo non sapevo neanche come si chiamavano, quindi vedi un po' tu.>> Alcuno si mettono a ridere, tra cui anche io. <<Che ridi a fare?>> Mi chiede lui stranito. <<No è che...anche io facevo così. Nel senso, andavo in discoteca, ne trovavo uno che mi piaceva, ci andavo a letto e il giorno dopo, Bye bye, a mai più, Adios, chi sè visto sè visto.>> Un luccichio gli attraversa gli occhi. <<Sorellina, fammi capire, andavi a letto con molti uomini?>> Mi chiede Elia. <<Si, e allora? Mi volevo divertire. Bevevo, mi ubriacavo, ballavo e a letto col primo che capita, ma insomma...è successo solo nei tempi dell'università perché con tutti gli esami che davo ero stressata.>> Alzo le spalle strafottente. <<Guardate Samuel.>> Dice Rosaly, indicando il fratello. <<Samu, non sarai mica arrabbiato per qualcosa di mesi e mesi fa? Anche tu sei andato a letto con innumerevoli ragazze e come vedi io non ho detto niente, perché anche io ho fatto la stessa cosa.>> Lui in tutta risposta si alza e si siede vicino a me. <<Ho sonno, ce ne andiamo?>> Sbuffo ma non rispondo. Si alza di nuovo e se ne va. <<Samuel! Tocca a te!>> Gli grida Cameron. Samuel si gira e gli regala un bellissimo vaffanculo. <<Il mio ragazzo è un poeta, lascialo stare.>> Dico a Cameron che subito ride. <<Nathan, vai tu.>> Gli passo la bottiglia. La gira e punta a Cameron. <<Verità.>> Risponde lui. Nathan ci pensa un po' finché un sorrisetto non gli si forma sulle labbra. <<Quando hai saputo di essere effettivamente innamorato di Veronica?>> Sospira alzando le spalle. <<Ma da subito!>> Guarda Veronica di fianco a lui e le da un bacio. Sorrido felice a quella scena così tanto carina che mi scappa un "Awww" che viene se seguito anche da quello di Rosaly. Ci guardiamo entrambe e sorridiamo divertite. Cameron gira la bottiglia che va a finire verso Rosaly. <<Obbligo!>> Dice subito. <<Ok, facciamola facile. Jason non prendertela e...non ditelo a Samuel. Rosaly, bacia Nathan.>> Nathan è completamente indifferente aspettando che Rosaly faccia il suo obbligo. Rosaly scrolla le spalle e si avvicina a Nathan. <<Rosaly...>> La richiama Cameron. <<Come se vi foste baciati già tantissime volte, forse troppe volte.>> Puntualizza Camaron. Rosaly annuisce con un sorrisetto. La ragazza si mette a cavalcioni si di lui e incomincia a baciarlo come se veramente lo avesse fatto già tante volte. Nathan non ci pensa due volte che subito ricambia. Quando si staccano si guardano negli occhi per davvero tanto tempo, come se volessero capire cosa sia appena successo.

Venti minuti dopo...

La serata si conclude, così, stanca morta, vado in camera. Samuel è steso sul letto che dorme nella sua solita posizione a riccio, come per proteggersi da qualcosa, ma non si sa cosa. Vado a mettermi il pigiama e poi ritorno in camera per distendermi sul grande letto. <<Amore, vieni più qua?>> Lo scuoto ma non mi risponde.

"Strano, di solito quando faccio così subito si mette vicino a me." Continuo a scuoterlo leggermente, ma non funziona niente. <<Amoreee.>> Grido a bassa voce, ma ancora niente. Alla fine lo tiro a me, ma in confronto a lui ho la forza di una formica e quindi non lo sposto di un millimetro. Pur di stare vicina a lui, altrimenti non dormo, mi alzo e mi metto al suo lato. Per non cadere mi avvimghio a lui. Lo sento sbuffare e così capisco che non stava neanche dormendo. <<Dai, vieni.>> Sbuffa ancora, mettendosi dall'altro lato e facendomi mettere sul suo petto. E ancora una volta sbuffa. <<Se non hai voglia che io stia vicino a te basta che me lo dici e me ne vado.>> Mi guarda e poi sbuffa rimettendosi in posizione. <<Va bene, ciao.>> Faccio per andarmene, ma lui mi tira a se. <<Sbuffo perchè mi da fastidio il fatto che tanti altri uomini ti abbiano toccata.>> Esordisce lui infastidito. <<E allora io cosa dovrei dire che ci sono state più donne nel tuo letto che in tutta Italia?!>> Mi giro dall'altra parte infastidita. Samuel non mi da più corda e capisco che anche lui si è voltato dall'altra parte. <<Scusa.>> Lo sento sussurrare, proprio quando stavo per chiudere gli occhi. <<Che hai detto?>> Mi giro verso di lui. <<Ho detto scusa, ora dormi.>> Svia il discorso. So quanto difficile sia per lui chiedere scusa, infatti rimango lì a guardare il soffitto spensierata e con un sorriso che finisce da un orecchio all'altro. Mi avvicino a lui e gli circondo la vita con le mie piccole braccia, finendo per dormire beatamente in un mare di profumo che potrei odorare a vita.

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