Mi siedo ai posti di dietro, ma il mafioso apre di nuovo la portiera, facendomi uscire. Fa scendere anche Elia e ci fa cambiare di posto.
<<Perché cazzo mi hai fatta sedere davanti IDIOTA!?>> Mi volto arrabbiata verso di lui, che non mi degna di uno sguardo. Serra la mascella e tiene costantemente uno sguardo duro.
<<Ella, calma i toni.>> Mio fratello cerca di ammonirmi, ma io come risposta lo fulmino con lo sguardo.
2 ore dopo...
Arriviamo all'aeroporto, quando mi ricordo di una cosa importante. <<FERMATI!>> Samuel si ferma di colpo. Scendo dall'auto immediatamente, ma mio fratello non ci mette nulla a prendermi di nuovo e cercare di farmi sedere di nuovo in auto. Lo spingo via, mettendomi le mani nei capelli e incominciando a piangere. Mi volto da tutte le parti, ma non posso fare nulla. In questo momento sono COSÌ impotente.
<<CAZZO!>> Grido, cercando di fermare le lacrime, ma non ci riesco.
<<La mia carriera non può finire così! E quelle due donne che sono impazienti di partorire! Come posso lasciarle senza aiuto!? È tutta colpa tua!>> Mi volto verso il mafioso, che mi guarda appoggiato alla macchina. Mio fratello mi abbraccia, mentre io lo stringo a me.
<<Okay...torneremo qui quando sarà arrivato il momento di farle partorite, ma ora verrai con me. Elia, portale un bicchiere d'acqua.>> Mio fratello esegue l'ordine, staccandosi lentamente da me e andando in un bar lì vicino.
Samuel si avvicina a me, con le mani nelle tasche dei jeans. Mi guarda senza espressione. È totalmente indifferente.
Appoggia le mani sulle mie guancia e mi asciuga le lacrime. Io sono totalmente immobilizzata. Non riesco a muovermi.
"Perché lo ha fatto? Dopo tutto quello che gli ho detto e dopo che gli ho dato la conferma che non gli renderò le cose facili, finché non mi ucciderà."
<<Entra in macchina ora.>> Mi circonda le spalle con un braccio, guidandomi verso la macchina. Poco dopo arriva Elia, che mi porta un bicchiere d'acqua.
Samuel riavvia la macchina e ci dirigiamo verso una pista di atterraggio, dove c'è un get privato.
Molte macchine ci circondano, aspettando che Samuel esca.
<<Scendi.>> Mi ordina, ma io non mi muovo. <<Ella dobbiamo scendere.>> Mi dice anche mio fratello.
<<Scendi.>> Samuel mi guarda con uno sguardo da duro. Io mi volto verso di lui con un piccolo ghigno. <<Lo sapevo.> Scendo dall'auto, richiudendo la portiera, per poi rimanere alzata con le braccia incrociate.
Samuel mi raggiunge tre secondi dopo, con mio fratello dall'altro lato.
"Ne ero certa. Ero certa che si era comportato così solo per quel tratto di secondo perché gli facevo pena. Ma lui invece...è uno stupido menefreghista del cazzo."
Alcuni uomini scendono dalle auto e delle ragazze che li affiancano, facendo eccezione per alcuni che sono da soli o con più uomini.
<<Bene ragazzi. Un'altra organizzazione è stata fatta fuori. Ora si ritorna in Spagna.>> Samuel parla come se tutto quello che stesse dicendo non fosse nulla, invece per me è tutto diverso.
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Sei semplicemente mia
RandomElla Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
