Dopo che io e Veronica ci siamo sfogate tra di noi, portiamo in bagno Sammy e Rosaly per dare ad entrambe la notizia che sarebbero diventate zie, ma questa volta non perché abbiamo adottato uno dei nostri fratelli scoperti da poco. <<Allora ragazze, incomincio col dirvi di non urlare, ve lo chiedo per favore.>> Sentenzio e loro annuiscono senza obiettare. <<Rosaly, Sammy...tra nove mesi dovrete badare a non una ma a ben due neonati.>> Come se non fosse niente sgancio la bomba. Rosaly cerca di trattenere un urlo isterico, mentre Sammy è praticamente abbindolata con un sorriso che non finisce mai. <<Solo che tra noi due il problema più grande ce l'ha lei.>> Subito interrompo la loro gioia. <<Quale sarebbe?>> Chiede subito Sammy. <<Cameron aveva già litigato con lei in fatto di non volere figli in questo momento ma molto più in là. Quindi...ora dobbiamo capire come glielo deve dire senza che lui dica "No no, non se ne parla, addio." Cosa davvero molto improbabile da Cameron, visto che lui non abbandona i problemi. Passiamo a me, che anche io ho un problema.>> Sto per raccontare il mio problema, ma Rosaly mi ferma. <<Momento, momento, momento momento, momento, momento, momento, momento, MO-MEN-TO, che problema hai con Samuel? Lo sai che lui vuole avere figli, ha accettato di adottare Elis.>> Dice confusa. <<Ed è questo il punto.>> Riprendo il discorso. <<Avendo già Elis molto piccola, ci torna difficile doverci occupare di questa creatura, anche se tra nove mesi Elis avrà più o meno un anno circa. È piccola ancora. Certo, ci siete anche voi, ma non potete guardarla SEMPRE. Sì, quando mi trasferirò io si trasferiranno anche i miei nonni, ma non possono neanche loro guardare una bambina piccola che vuole sperimentare e vuole curiosare, si stanno facendo vecchi anche loro. E poi Samuel me lo ha detto. "Per il momento i figli no, perché Elis è ancora piccola, aspetta che faccio pratica, anche perché mi è difficile già occuparmi di lei." Non proprio le parole esatte, ma il concetto è quello.>> Spiego velocemente e gesticolando con le mani come se fossi indemoniata. <<Avevi già qualche idea per dirglielo?>> Mi chiede ancora Rosaly. <<In realtà sì. Avevo pensato tipo ad una specie di sorpresa fatta a caccia a tesoro. Lui trova il bigliettino che da inizio a tutto, che lo porteranno nei posti dove si ritroverà abitualmente con il suo futuro figlio, con qualche indizio nella frase, fino a portarlo di nuovo in camera con una scatola sul letto che lui poi apre vedendo il test positivo. Che ne pensate?>> Chiedo titubante, non sapendo se è un'idea che possa essere approvata o meno. <<Ma è grandiosa!>> Mi incita Sammy. <<Io credo che glielo dirò nel modo tradizionale. La ragazza emozionata dalla notizia, aspettandosi con tutto il cuore che anche il suo ragazzo lo sia. Apparte che poi tra meno di un mese ci dobbiamo sposare, sempre se lui voglia ancora dopo questo.>> Veronica è davvero giù di corda, non sa proprio che fare. <<Io andrei adesso da lui.>> Le dico, ma la sua risposta è una faccia spaventata. <<Io direi di no. Fai prima metabolizzare la notizia a lei e poi, quando sarà pronta, lo dirà a lui.>> Mi contraddice Sammy. <<Si, hai ragione.>> La appoggio poi io, avendoci pensato due secondi su. <<Io non vi dico che sono super felice, ve l'ho detto il perché, visto che mi trovo anche in difficoltà IO ad occuparmi di Elis, però vabbè, essere madre a ventitré anni è un'esperienza da provare.>> Faccio una risatina io, seguita dalle altre. <<E se mi sposo con il pancino che si vede?>> Chiede Veronica, toccandosi la pancia e mettendosi di lato per mettere in mostra la pancia da donna incinta che non ha. <<Ella, sai che però tu, se ti giri di lato hai la pancia un po' gonfia?>> Mi dice Rosaly, mettendosi nella giusta angolazione per controllare se è vero. <<Intanto ci siamo chiuse in questo bagno, ma ci stiamo da più di un'ora, ce ne possiamo andare? Tanto avete detto quello che dovevate dire.>> Dice Sammy scocciata. <<Sì, andiamo.>> Dico, uscendo per prima dal bagno. <<Ah, ragazze, Samuel si è svegliato, mi sono dimenticata di dirvelo. Sta bene, solo che deve rimanere a letto per un lungo periodo il problema è che io domani devo ritornare a lavorare, quindi me lo controllate voi?>> Chiedo e loro annuiscono. <<Posso andare a vederlo?>> Mi chiede Rosaly. <<Ceto che puoi. Io intanto vado a prendere Elis e torno.>> Saluto tutte e poi vado verso la porta d'ingresso. Prendo la borsa ed esco di casa. Prendo di nuovo la Ferrari e poi con il navigatore arrivo fino alla casa di Ines e Alvaro. Suono al campanello e ad aprirmi è la stessa cameriera dell'altra volta. Questa volta la saluto e poi entro, chiedendo dei padroni di casa. <<Ella, ciao! Sei venuta a prendere Elis?>> Mi chiede Ines, avvicinandosi a me. <<Sì, la nostra vacanza è finita.>> Le sorrido io, sperando di essere il più credibile possibile. <<Siete stati solo pochi giorni, non volevate fare una vacanza più lunga?>> Mi chiede lei, dispiaciuta dal fatto di dover lasciare Elis. <<No, è che Samuel ha il suo lavoro ed io devo lavorare.>> Le sorrido cortesemente. <<Elis è di sopra con Alvaro, se vuoi puoi salire è nella prima stanza a destra che trovi nel corridoio.>> Mi sorride, facendomi passare per le scale. La ringrazio e poi mi dirigo verso le scale. Busso alla porta indicatami prima ed entro dopo aver sentito un "avanti" da parte di Alvaro. Entro nella stanza trovando Alvaro che fa fare il cavalluccio sulle gambe a Elis, mentre lei ride immensamente, ma appena mi vede incomincia a scatenarsi con le sue gambe e a continuare a guardarmi con la speranza che io la prenda un braccio. <<Ciao Alvaro, sono venuta per prendere Elis.>> Lo saluto, avvicinandomi a lui. <<Sì, certo.>> Dice, per poi darmi Elis che appena è tra le mie braccia mi sorride raggiante e mi guarda con gli occhi di una bambina innamorata di sua madre. <<Ciao amore! Come sei stata in questi giorni senza di me? Sei stata nelle grazie di Dio o ti sono mancata? O ti sono mancata? Eh?>> Continuo a fare la voce da idiota, notando che la fa ridere, osservata da Alvaro che mi sorride felice. <<Ella, siamo solo io e te, mi puoi dire la verità? Cos'è successo in questi giorni?>> Il suo sguardo si irrigidisce, ma la paura si disegna sul volto. <<Alvaro, te lo abbiamo detto: volevamo staccare la spina un po' da tutto e così ci siamo allontanati. Ci siamo divertiti ed è questo che conta.>> Gli sorrido, cercando di essere il più reale possibile. <<Queste balle me le raccontava anche lui, quando invece andava a vendere la droga per le strade.>> Il suo sguardo è da tipo "vuoi prendermi per il culo?" e la cosa non mi piace, perché la persona che sto effettivamente prendendo per il culo sarà una delle persone più importanti della mia vita e sto cominciando con il piede sbagliato. <<Okay, Alvaro, se Samuel è d'accordo ti diremo tutto, ma solo a te, Ines non deve sapere niente.>> Dico sconfitta, annuisce alzandosi dal letto. <<Sei una brava ragazza, so che Samuel è al sicuro con te.>> Mi abbraccia, stando attendo ad Elis, ed io ricambio.
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Sei semplicemente mia
RandomElla Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
