Ella Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
Passano le ore e la situazione è leggermente migliorata: Samuel è sempre incazzato con tutto il mondo, però almeno non spacca più le cose e probabilmente perché sono finite le cose da spaccare, ma l'importante è che non se la prenda con gli altri e che non li risponda male. Siamo tutti seduti intorno alla tavola per cenare, quando vedo Veronica con la bambina, che non smette di piangere. Samuel si alza dal suo posto e le va incontro, con il suo solito sguardo da uomo possente che è. Fa segno a Veronica di passargliela, ma lei è un po' titubante, visto l'umore del mio uomo. Mi guarda ed io sorridendole le faccio cenno di si.
"Sono sicura che nonostante il suo umore sarà cauto con Elis. Può essere arrabbiato con il mondo, ma non con una creatura così piccola e indifesa." Samuel prende la bambina e poi si avvicina al suo posto da capotavola. Elis sta di colpo zitta, guardando incantata me e Samuel, facendo sobbalzare lo sguardo da me a lui. Il ragazzone appoggia un braccio sul tavolo ed io istintivamente ci appoggio la mano sopra. Si volta verso di me e vedo un piccolissimo sorriso farsi spazio su quelle magnifiche labbra. Arriva la cena e tutti mangiamo in silenzio. Elis ha già mangiato, quindi decido di farle solo il bagnetto e poi metterla a nanna. Finisco, come al solito, prima di tutti, così mi alzo, prendo Elis e poi vado di sopra.
"E ora come faccio? Non posso ritornare a lavoro con un peso così grande. Non posso neanche portare via Samuel con me, perché sicuramente ci sarà un funerale e voglio che lui possa dare l'ultimo saluto a suo nonno e vorrei darglielo anche io, ringraziandolo di avermi fatta ragionare sulla mia vita senza quella specie di marmo umano." Sospiro ancora mentre lavo Elis nella vasca. Appena finisco, prendo l'asciugamano appoggiato sul marmo della vasca e lo avvolgo intorno alla piccola creatura tra le mie braccia. <<Posso?>> Sento una voce dietro di me, così dallo spavento faccio un salto ma apena mi rendo conto che è Samuel mi tranquillizzo. <<Certo, aspetta che ti do il pannolino, le creme, il borotalco e il pigiama.>> Annuisce, prendendo tra le sue braccia Elis e uscire dalla stanza. Prendo la borsetta della piccola, apro e tiro fuori tutto quello che serve. Vado in camera e dalla sua borsa prendo il pannolino e il pigiama. Decido di metterle un pigiama molto leggero a body, visto che sta sera fa molto caldo.
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Samuel appoggia la piccola sul letto,con sotto ancora l'asciugamano. Gli metto sul comodino di fianco tutto quello che serve e poi mi metto stesa sul letto a guardare quanto sia dolce quella scena. Samuel è molto concentrato nel mettere il pannolino, così tanto che mi scappa una risatina, ma non se ne accorge. Le mette la crema, il borotalco e con un po' di cotone le passa l'olio per idratare la sua pelle. <<Non so metterle questo coso.>> Mi dice, mentre mi fa vedere il body. <<Ma è facilissimo: devi solo staccare il bottoni e poi glielo metti, aggiusti il body per bene e poi richiudi.>> Mi guarda con il muso, mentre tiene ancora il body in mano. <<Ho paura di farle male, sai quanto sono grandi le mie mani.>> Mi metto a ridere, facendo spuntare un sorrisetto sulle sue labbra. <<Amore, le hai messo il pannolino, le hai messo anche la crema il punti delicati, e hai passato magnificamente il cotone sulla sua faccia con una cautela da far paura e ora hai paura di farle male solo per mettere la sua testa il quel body e chiuderlo?>> Mi alzo e poi mi avvicino a lui. <<Tieni.>> Mi dice, arrendendosi senza neanche aver provato. <<No, lo fai tu. Forza!>> Gli ordino e lui sbuffa. Apre i bottoncini e poi da sotto prende la veste per poi metterla alla bambina, lentamente fa passare le braccia dai buchi nei lati e poi la alza leggermente per prendere quel po' di body incastrato sotto di lei; chiude i bottoni e poi si allontana leggermente facendo un sospiro. Io aggrotto le sopracciglia facendo un espressione arrabbiata e metto le mani ai fianchi. Lui si gira verso di me, ma io gli do un piccolo schiaffo dietro la nuca. <<Bugiardo! Lo sai fare anche meglio di me!>> Samuel si mette a ridere, mentre prende la mia faccia con le sue grandi mani. Si avvicina e poi cerca di baciarmi, ma lo fermo. <<Te lo devi meritare.>> Mi stacco da lui e poi prendo la bambina. <<Ah e...posa tutto.>> Chiudo la porta alle mie spalle mentre rido.