Capitolo 70

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All'atterraggio...

Atterriamo all'aeroporto di Napoli, prendiamo tutti i nostri bagagli e solo dopo due ore di attesa ci avviamo verso l'uscita, che appena si varca si può vedere una lunga fila di taxi. Ma noi non prendiamo il taxi poiché ci viene a prendere un uomo di Samuel, che lavora in queste zone. Ci accompagna fino ad Agropoli, un bel po' lontano, e poi ritorna nella sua zona. <<Ma non potevamo andare in un posto più vicino?>> Chiedo, guardando Samuel che cammina verso le scale che portano sulla spiaggia. <<Il mare di Agropoli è il mare di Agropoli. Se vieni non te ne pentirai, credimi.>> Dice, mentre scende l'ultimo scalino. Scendo anche io, andando fino alla riva. <<Ci mettiamo qui?>> Mi chiede, appoggiando già le borse a terra. <<Sì, va bene. Siamo anche lontani dalla gente, quindi è perfetto.>> Sorrido, iniziando a togliermi i sandali. <<L'ombrellone non lo hai portato?>> Gli chiedo ma invece di darmi una risposta si mette a ridere. <<Ho portato una tenda, altro che ombrellone.>> Mi da un bacio sulla guancia prima di prendere la borsa della tenda che si trovava in un'altra borsa dove ci sono gli asciugamani. Montiamo la tenda e ci assicuriamo che con il poco vento che c'è non voli via. Mettiamo il telo da mare dentro, così da fare un "pavimento" morbido e poi ci mettiamo dentro tutte le borse. <<Andiamo a fare il bagno?>> Mi chiede, cingendomi i fianchi. <<Non è troppo fredda?>> Chiedo, guardando il mare preoccupata. <<Ti ci abitui.>> Mi dice con un sorriso. <<Lo sai che odio il freddo.>> Gli ricordo. <<So anche che ti piace il mare e divertirti.>> Mi posa un bacio sulla guancia prima di togliersi la maglia e avviarsi verso il mare. <<Aspetta!>> Mi tolgo di fretta il copricostume e metto la maglia di Samuel e il mio vestito nella tenda per poi chiuderla. Corro verso Samuel, prima di aggrapparmi al suo braccio. Entriamo in mare e al solo contatto con l'acqua sobbalzo. <<Come cazzo è fredda!>> Esordisco facendo ridere Samuel.

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Dopo qualche minuto in mare riesco ad abituarmi alla temperatura. Sono praticamente aggrappata a Samuel poiché siamo in un punto dove lui tocca ed io no, quindi mi porta lui. <<Comunque c'è troppa gente.>> Mi dice, guardando alcune persone che sono poco più lontano da noi. <<Dai amore, noi siamo praticamente quasi vicino agli scogli e qui non si mette mai nessuno, le altre persone sono molto più distanti da noi. Non ti preoccupare e rilassati. Siamo venuti apposta, no?>> Gli sorrido, appoggiando la testa sulla sua spalla bagnata. <<Sì ma nessuno di quei esseri ti deve guardare.>> Si imposta lui. Faccio una risatina e sfrego il naso contro il suo collo. <<Ma zitto e baciami, che almeno fai qualcosa.>> Faccio una risatina prima di attaccarmi alle sue labbra. Le nostre labbra si muovono sinuose tra di loro, le nostre lingue si toccano e i nasi si sfiorano. <<Ti amo.>> Sussurro sulle sue labbra, provocandogli un sorriso che subito bacio. <<Ti amo.>> Ripete anche lui. A rovinare quel bellissimo momento, però, ci volevano dei ragazzini che giocano a palla. Una palla cade vicino a noi, schizzandoci un po'. <<Scusate ragazzi, potete passarci la palla, per favore?>> Chiede un ragazzino che può avere circa quattordici anni. <<Certo.>> Samuel prende la palla e gliela butta. <<Grazie e scusate ancora!>> Gli sorridiamo gentilmente, come lui fa a noi. <<Guaglù, a prossima vota stammc accorto!>> Dice in dialetto ai suoi amici. <<Ha detto, "ragazzi, la prossima volta stiamo attenti" giusto?>> Chiedo a Samuel, che annuisce.

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Sbuffo mentre prendo il sole sull'asciugamano. <<Mi scoccio e ho fame.>> Mi lamento. Mi giro a pancia sotto e guardo Samuel che se ne sta tranquillo nella tenda all'ombra. <<Vuoi mangiare? È l'una.>> Mi chiede ed io annuisco. Mi alzo e mi siedo nella tenda con i piedi fuori, altrimenti la sabbia entra dentro. Samuel prende una borsa e me la porge. La apro e trovo due panini. <<Con che sono fatti?>> Gli chiedo. <<Mi sono informato su cosa possano mangiare le donne in gravidanza, quindi ti ho fatto fare un panino con il petto di pollo e insalata. Le donne incinte non possono mangiare i salumi o in generale carne cruda e quindi ti ho fatto fare la carne cotta. Io invece mi sono fatto fare tonno e mozzarella. Mi sporcherò, però ho portato anche le salviette umidificate.>> Dice, spiegando tutto per filo e per segno. <<Sei l'uomo perfetto.>> Lo guardo ammaliata, non sapendo trovare alcun difetto in lui in questo momento. <<Non sono perfetto, ho solo voluto che fosse tutto ben organizzato e che tu passassi una bella giornata. Alla fine non abbiamo fatto nulla di quel che era sulla scaletta di oggi, ma è meglio trovarsi qui, nella mia infanzia felice.>> Prende il suo panino e incomincia a mangiare. <<Veramente Samu è tutto...così perfetto. Il problema qui è che sono io che non faccio mai niente per te. Tu ti sei preoccupato per cosa posso o non posso mangiare, ti sei preoccupato di darmi tutta l'ombra che mi serve, mi tratti come una regina e invece io sbaglio sempre in tutto, sono un disastro vivente. E mannaggia alla gravidanza che amplifica le mie emozioni!>> I miei occhi sembrano delle fontane, ma non è colpa mia, le emozioni sono amplificate quando si è in gravidanza. <<No amore.>> Samu mi avvicina a sè e mi abbraccia. <<Non fare così, non è affatto vero. Il solo essere qui con me invece di essere scappata alla prima crisi di rabbia, per me è già tanto. Mi hai portato la migliore colazione a letto di tutta la mia vita e non sai quanto sia importante il solo vederti sorridere insieme a me. Non importa quante sorprese e quanti regali mi farai, a me importa solo che tu rimanga al mio fianco quando tutto andrà male e quando tutto andrà bene.>> Mi accarezza la schiena e mi da un bacio sulla testa. Mi stacco da lui e lo guardo negli occhi. <<Vedi? Sei così premuroso con me. Le persone, guardandoti, direbbero che passo l'inferno con uno come te, ma invece passo i migliori momenti di tutta la mia vita. Cosa posso desiderare di più? Sei bello, forte, dolce, premuroso, geloso, sei perfetto. E non dico perfetto perché non hai alcun difetto, perché come ne ho io ne hai tu, ma tu sei perfetto per me. Tu combaci perfettamente con me. Siamo così simili, due teste calde, ci dovremmo scontrare tutti i giorni a tutte le ore e invece ci amiamo come non mai.>> Mi sorride con un luccichio negli occhi, con una luce che illumina l'azzurro del suo cielo. <<Sì e non smetteremo mai di amarci, mai.>> Mi prende per le guancia e mi bacia amorevolmente e dolcemente le labbra. <<Sei tutto per me.>> Gli sussurro. <<Pensa che tu sei una delle ragioni più grandi per alzarmi la mattina.>> Sussurra anche lui. <<Le altre quali sono?>> Gli chiedo sorridendo. <<Elis e nostro figlio. Siete tutto quello per cui combatto. Appena mi hai detto della gravidanza ho subito pensato che ci sarà un'altra gioia nella mia vita e spero che non finiranno finché non muoio, ma che ce ne sarà sempre qualcuna dientro l'angolo, proprio come sei arrivata tu. Zitta, zitta ti sei intrufolata nel mio cuore e non te ne sei nemmeno resa conto.>> Continua a baciarmi e sembra che non voglia smettere. Mi aggrappo al suo collo e mi metto a cavalcioni su di lui. <<Non credo sia il posto giusto.>> Lo riprendo. <<Oggi non faremo niente, si vedrà quando torniamo a casa.>> Gli dico con il fiatone. <<Mi vuoi far rimanere sul filo dell'esasperazione fino a stasera?>> Alza le sopracciglia scioccato. <<I patti sono questi.>> Incrocio le braccia e alzo la testa di lato, tenendo gli occhi chiusi e un sorrisetto beffardo. <<Oh no, io non ho affermato nessun accordo!>> Mi prende e mi mette sul "pavimento" della tenda, facendomi scappare un urlo e poi scoppiare a ridere. <<Dai Samu! Stasera! Oggi godiamoci la giornata.>> Lo guardo nei suoi occhi, notando quanto si stia trattenendo nel volermi sua, ma so che non andrebbe mai contro la mia volontà. Osservo la sua sagoma comtrosole, anzi ammiro. Guardo ogni suo particolare. Il suo stare controluce lo mette in ombra, tanto che posso notare i suoi occhi farsi blu, di un blu intenso. Le sue labbra sono dischiuse, tanto da portarmi a baciarle. Mi chiamano come la Luna chiama i lupi e li porta a sè. Il suo naso, cavolo il suo naso, è perfetto. Naso come quello mai visto. Le sue guancia poi, non sono molto elastiche ma tanto da poterci giocare quanto vuoi. Il suo petto muscoloso, lo stesso petto su cui poggiò la mia testa ogni sera. Le sue braccia forti, che ogni volta che mi abbraccia mi sento a casa, anche se stiamo in mezzo ad un bosco quelle braccia mi fanno sentire al sicuro. <<Sei bellissimo...>> Sussurro, mentre lo guardo ancora dopo minuti passati ad osservarci per un motivo sconosciuto. <<Tu sei l'ottava meraviglia del mondo.>> Anche lui sussurra, ancora perso nei suoi pensieri mentre mi osserva insistente. Ci sorridiamo ma non sappiamo resistere al desiderio di baciarci con foga e passione, tanto da dimostrarci quanto amore proviamo per l'altro. <<Sei tutta la mia vita.>> Mi sussurra per poi continuare ancora a baciarmi. <<Non mi stai baciando, mi stai mangiando.>> Faccio una risatina che provoca anche lui. <<Non sai quanto io abbia fame di te in questo momento.>> Si ferma, si stacca da me e mi guarda con un fantastico sorriso. <<Vogliamo andare a fare un giro a Napoli?>> Mi domanda felice. <<Dobbiamo farci altre due ore di macchina?>> Gli chiedo, alzando gli occhi al cielo. <<Ce le dovremmo fare lo stesso se dobbiamo arrivare all'aeroporto a fine giornata. Se ci sbrighiamo arriviamo là entro le 15:30 circa.>> Dice, mentre guarda l'orologio sul cellulare che aveva appoggiato nella borsa. <<Vado dove vai tu.>> Gli do un dolce bacio a stampo. <<Dai, spostati, così mi alzo e ci prepariamo.>> Fa come gli dico. Usciamo dalla tenda e ci prepariamo. Mettiamo asciugamani e tenda a posto per poi avviarci sulle scalinate che portano alla strada. Carichiamo le cose nella macchina dell'uomo di Samuel, che aveva chiamato dopo essere uscito dalla tenda. Ci mettiamo entrambi nei posti dietro e aspettiamo di raggiungere la bella Napoli.

Domanda:

Colore preferito?

Risposta:
Non ho un colore preferito, ma pche altro vado in categorie. Se si tratta di Supereroi allora il rosso, perché mi ricorda Iron Man, che amo alla follia. È il mio personaggio preferito in assoluto e l'attore che lo interpreta lo adoro in tutti i suoi difetti e pregi (Robert John Downey Jr.), se non si fosse capito è il mio preferito sopra a tutti e tutto. Se si parla in generale è il blu, anche se mi piacciono tutte le sue tonalità.


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