Samuel sussurra parole che formano una storia per bambini, ma che mi piace davvero tanto. <<Il mostro stava per attaccare la contadidella, ma appena la vide per bene, ci pensò due volte prima di compiere una caga-...ehm, stupidaggine. La guardava negli occhi e notava che la ragazza non aveva alcuna paura di lui, anzi gli sorrideva divertita.>> Lo fermo nel bel mezzo della storia. <<Aspetta, quindi la contadinella non aveva paura del mostro? Perchè?>> Faccio la solita domanda che i bambini fanno ad ogni storia che gli si racconta. <<Ora ci arrivo. Il mostro era sempre stato definito cattivo solo perchè lo vedevano...mostro, ma la contadinella vedeva qualcosa in più in lui. Sapeva che nel suo animo c'era del bene e che lui non era cattivo perchè lo era veramente, ma solo perchè ormai era così che l'avevano definito. Da quel giorno i due fecero amicizia, così tanta amicizia che non riuscirono più a staccarsi per paura di non incontrarsi più. Si volevano un mondo di bene, anche se, un giorno, la contadinella dovette partire-...>> Lo interrompo per commentare. <<Sta puttana.>> Sussurro. <<Non ti conviene chiamarla così, aspetta prima di giudicare. La contadinella dovette partire per un viaggio importante. Doveva riuscire a stare lontano dal mostro, perchè sentiva che qualcosa stava cambiando, ma lei un cambiamento non lo voleva, incosciente del fatto che anche il mostro stava notando un cambiamento nella loro relazione, ma a lui questo cambiamento sta più che bene. Nonostante tutto, la contadinella tornò indietro, dovendo accettare quel cambiamento, che si dimostrò essere uno dei più belli in assoluto. Il mostro aveva capito da tempo che la loro non era più amicizia, ma un grande amore incompreso. Amava quella semplice contadinella in un modo del tutto innaturale, talmente tanto che avrebbe fatto di tutto pur di starle accanto o salvarla dalla morte. Quando ella tornò, il mostro era super contento, l'abbraccio forte e le dichiarò il suo amore. Lui sperava che anche lei provasse i suoi stessi sentimenti, ma purtroppo rifiutò a malincuore, visto che credeva che erano troppo diversi per stare insieme.>> Ancora una volta lo interrompo. <<Ma allora è veramente un idiota? Ma è fuori di testa? Si può sapere dove hai sentito questa storia? Perchè sta qui è proprio fessa.>> Mi agito arrabbiata. <<Amore...calmati. apparte che sta dormendo Elis e poi al finale ancora non ci sono arrivato. Continuo, quindi stai zitta.>> Mi ammonisce e io annuisco con un sorriso di scuse. <<Lei lo amava come lui amava lei, o forse anche di più. Il mostro non si è mica arreso al primo rifiuto eh, no no, ha continuato imperterrito a cercare di conquistarla, quando un giorno, ormai stanco della situazione, l'ha presa e l'ha baciata. Ormai era fatta, lei pendeva dalle sue labbra, ma non demordeva dalla sua scelta. Alla fine, una sera, dopo che la contadinella aveva fatto un paragone scherzoso che non andava molto a genio al mostro, lui se ne andò, seguito da lei. Il finale è: la contadinella accetto di essere la sua ragazza, adottarono una meravigliosa bambina, combatterono contro persone malefiche, si sposarono, ebbero un figlio e continuarono la loro vita felice.>> Si gira verso di me sorridendo. <<Aspetta un attimo. In questa storia TU saresti il mostro?>> Chiedo confusa, vista la vasta somiglianza con la nostra vera vita. Annuisce. <<E io sarei la contadinella?>> Chiedo imbarazzata per le cose dette prima. Annuisce ancora una volta. <<Ecco perchè ti ho detto di non correre a conclusioni affrettate. Ti sei insultata da sola praticamente.>> Ride di me, ma io ricambio con un dito medio. <<Però è vero che sono stata veramente un idiota a pensare che fossimo troppo diversi per stare insieme. Chi è troppo diverso per stare insieme alla persona che ama e che soprattutto quella persona ricambia?>> Dico scioccata da me stessa. <<Dillo alla te del passato.>> Mi deride ancora. <<Dai, basta.>> Gli prendo le guance e le stringo tra le dita, facendogli formare la bocca a pesciolino. Mi alzo e gli do un bacio a stampo. <<Dormi, che domani è un altro giorno.>> Gli sussurro, ristendendomi al mio posto, stringendo il suo braccio a me, per sentirlo vicino. Dopo poco mi addormento, con in testa il finale di quella storia. Chiudo gli occhi e sogno una vita felice insieme a Samuel, con Elis che ha ormai cinque anni e con un piccolo bambino di quattro anni che gira per casa giocando con la piccola zia. Io e Samuel siamo seduti sul divano, mentre guardiamo entrambi, quando ci corrono in contro e ci chiamano mamma e papà. Ci abbracciano e noi abbracciamo loro. Lentamente il sogno sbiadisce, riportandomi alla realtà. Il sole passa dalle tende, formando sulle lenzuola delle ombre a righe. Mi guardo in torno e Elis e Samuel dormono come due angeli nel momento del riposo. Mi giro verso il cellulare, accendo lo schermo e vedo che è presto.
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Sei semplicemente mia
RandomElla Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
