I giorni passano tranquillamente e due mesi sono passati con un soffio di vento.
"Elis è sempre più grande. Lei è tranquilla e le risate non le mancano mai. È tanto felice quando mi vede: sorride sempre. Quando gioca con Samuel una tenerezza si fa spazio in me. Ridono insieme, giocano insieme e più andiamo avanti e più capisco che io per lei non sarò solo una sorella e Samuel non sarà solo suo cognato. Quando la guardo negli occhi, riesco a vederci un futuro felice. Io e Samuel abbiamo fatto due mesi di relazione ieri e ancora non posso crederci. Alcune volte deve partire per andare in Spagna a risolvere alcuni problemi o per fare affari con con persone a me sconosciute. È sempre un tormento quando se ne va: mi trovo disorganizzata con Elis e quando vado in bagno piange perché rimane sola. Fortunatamente per il nostro mesiversario Samuel c'era." Mi guardo in torno, prima di alzarmi dal letto. <<Buongiorno piccoletta.>> Mi volto nella direzione di Samuel, trovandolo con gli occhi socchiusi mentre cerca di guardarmi senza farsi accecare dal sole. <<Buongiorno.>> Mi avvicino a lui e lo abbraccio. <<Hai visto se Elis si è svegliata?>> Mi chiede ed io faccio di no con la testa. Mi alzo leggermente per controllare nella culla che abbiamo attaccata al letto. <<Sta ancora dormendo.>> Gli sorrido, mentre gli bacio una guancia. <<Quando si sveglia avvisami.>> Gli ordino e lui fa il segno dei militari, acconsentendo. Mi alzo nuovamente dal letto per andare in bagno. Faccio i miei bisogni e poi vado a farmi una tazza di latte. Velocemente mangio, prima di preparare il latte anche a Samuel e poi a Elis. <<Ella! Si è svegliata!>> Mi avvisa Samuel dalla camera. Con il biberon mi dirigo nella camera per andare a far mangiare Elis. <<Samu, ti ho preparato la colazione, vai a mangiare, lavati e vestiti che ho due giorni di ferie e voglio andare nella casa in Spagna. Ancora non hanno visto Elis e io voglio presentarla a tutti.>> Prendo Elis e poi mi siedo sul letto, iniziando a farla mangiare. <<Hai preso un po' troppo sul serio questa cosa della mamma, insomma...so cosa devo fare, non c'è bisogno e mi dici che mi devo lavare e poi vestire...lo so già!>> Rido per il broncio che mette dopo. <<Bambinone...muoviti.>> Sbuffa e poi si dirige verso il bagno. <<E chiama non so chi per il get!>> Gli grido. Lo sento sbuffare e poi riaprire la porta del bagno. <<Certo mamma!>> Rido ancora una volta e appena finito di dare da mangiare a Elis, le faccio fare il ruttino. Quando Samuel finisce di farsi la doccia, vado a fare il bagnetto ad Elis. Faccio gli stessi procedimenti di sempre: l'asciugo, le passo le creme, l'olio idratante ecc. Le metto un vestitino davvero carino a mezze maniche con la parte di sopra grigio a con stampato sopra il due numeri "06", sotto rosa e con un fiocco blu che divide le due parti.
Come al solito le metto solo un paio di calzine rosa chiaro. Lascio Elis a Samuel e poi vado a prepararmi anche io. Indosso qualcosa di semplice, ma che mi aiuti ad affrontare questo caldo infernale. Siamo nel mese di Luglio e si muore di caldo.
"Elis è nata a Maggio, ho controllato e ho visto che è nata il primo Maggio. Lei inizia un nuovo mese quando ha già compiuto gli anni ed è davvero bella come cosa." Finisco di prepararmi, indossando una canotta grigia, un pantaloncino con uno strappo da entrambe le parti e come scarpe le Converse nere alte.

Appena pronta mi dirigo verso il salotto e prendo la borsa appena comprata di Elis per mettere le sue cose, in cui metto un pacco di pannolini, un pacco di salviettine, quattro bodi, sei cambi, 4 paia di scarpine, tre fasce due asciugamani, i suoi prodotti, il latte in polvere, la sua acqua, il ciucciotto, il biberon, 5 paia di calzini, un giocattolo, la sua spazzolina morbida, la forbice per le unghia e i coton fioc.

Sospiro dopo aver finito, ma sul mio volto da uno sguardo esasperato, passa ad uno sguardo di qualcuno che prova gioia incondizionatamente. Baci pieni di passione scivolano sul mio collo, facendomi sciogliere così tanto da farmi mordere il labbro inferiore. Una scarica elettrica mi attraversa, fino ad arrivare al cuore. Le sue mani continuano a vagare sui miei fianchi, facendomi ridacchiare per il solletico. Appoggio le mie mani sulle sue, per cercare di farlo stare fermo. Avvicina la sua bocca al mio orecchio, facendomi sospirare. <<Non violare alle mie mani la possibilità di viaggiare su questo fantastico paesaggio.>> Sorrido, ma non gli do retta , così mi giro verso di lui e uncomincio a baciarlo, tenendo ancora le sue mani ferme sui miei fianchi. Essendo più forte di me, toglie la mia presa dai miei polsi e incomincia a scendere fino ad arrivare al fondoschiena stringendolo non poco. Un gemito di dolore esce dalle mie labbra, ma non sembra curarsene. <<Mi fai male così!>> Lo risveglio dai suoi pensieri, facendogli accorgere che sta stringendo troppo la presa. <<Oh...hem...scusa.>> Si stacca da me, prendendo la borsa e dirigendosi verso la porta. Confusa, spingo il passeggino verso la porta.
STAI LEGGENDO
Sei semplicemente mia
CasualeElla Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
