Capitolo 31

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<<Samuel, vai nella stanza affianco e apri l'armadietto rosso, dentro c'è una valigetta, prendila. Poi prendi un vacillino e qualcosa di morbido e metticelo dentro. Cosa asepetti?! Muoviti!>> Ancora scioccato corre a prendere ciò che ho chiesto, mentre io rimango con May che in questo momento si trova in grosse difficoltà. <<Okay May, guardami! Guardami okay!? Adesso parlami di tutto quello che vuoi, ma rimani lucida e concentrati sulla vita che stai dando alla luce.>> Annuisce e poi cerca di parlare. <<Io...io vorrei tanto che...il mio ragazzo fosse qui!>> Caccia un urlo dal dolore. <<Okay, come si chiama?>> Abbottono il camice e poi metto i guanti di lattice. <<S-si chiama...JACOB!>> Ancora un altro urlo. Samuel arriva con le cose richieste. Prendo la valigetta e la apro.

"Comprai questo set per prevenzione, ma non credevo che lo avrei usato davvero." Sospiro e poi prendo la tazza che solitamente ho sulla scrivania, ci metto dentro il disinfettante e poi gli utensili da dentro la valigetta. Samuel rimane dietro al separè, mentre parla con May. <<May, ma dov'era finito Jacob per quelle 2 settimane?>> Domanda Samuel che mi osserva nel muovermi ad ogni mia azione. <<Lui è...è morto!>> Vedo alcune lacrime che le rigano il viso, ma non so se per il dolore del parto o della morte del suo ragazzo. <<Cosa?! Impossibile! Lui è qui con me.>> Alla sua affermazione ci fermiamo entrambe. Io fisso Samuel e May fissa me. <<Samuel, CHIAMALO ORA!>> Gli grido e lui fa come richiesto. <<May, fai un piccolo sforzo, alzati leggermente ed io ti alzo il vestito, va bene?>> Annuisce ancora con il respiro irregolare. Si alza di poco ed io con un gesto fulmineo gli alzo il vestito. Con un altro po' di sforzo riesce a togliersi le mutande. Rientra Samuel, rimanendo dietro al separè <<Sta arrivando.>> Annuisco debolmente, concentrata sul mio lavoro. Vedo May sorridere per la notizia, ansiosa di rivedere il suo ragazzo. Prendo il carrellino e ci appoggio sopra gli oggetti appena sterilizzati. Sentiamo dopo poco il campanello e Samuel corre ad aprire. <<Dov'è?!>> Sento la voce di un ragazzo che cammina velocemente verso la stanza in cui ci troviamo io e May. Guardo di sfuggita quest'ultima, accorgendomi che nei suoi occhi sta brillando una luce. Una luce che non le avevo mai visto dal poco tempo che la conosco. <<May!>> Vedo il ragazzo correrle affianco, ma si paralizza. <<Jacob...>> Un sussurro, che viene sostituto più da un urlo provocato dal momento del parto. Jacob le prende la mano e incomincia a sussurrare cose dolci a May per convincerla che ce la può fare. <<Okay May, è arrivato il momento.>> Sistemo per bene l'asciugamano che avevo appoggiato prima quasi sotto di lei. <<Sipingi!>> Le dico e lei lo fa, mentre stritola la mano del povero ragazzo dagli occhi verdi e i capelli castani. <<Brava amore, così.>> Le sussurra ancora, dandole un bacio sulla fronte. <<Riprendi fiato.>> Le ordino e lei fa come dico ancora una volta.

Continuiamo così per un po' di tempo, finché non incomincio ad intravedere la testa della creatura. Samuel mi guarda con occhi sgranati, sorprendendosi che io sia così calma in una situazione come questa, ma non è assolutamente così. Sono davvero in ansia di non riuscire nel mio intento, ma cerco comunque di fare riferimento al mio self control e rimanere calma. <<Vedo la testa! Forza May, spingi!>> La incito ancora a continuare, finché non mi ritrovo il piccolo esserino tra le mie braccia che comincia a piangere. Taglio il cordone con le forbici appena sterilizzare, bloccando prima una parte e poi l'altra. <<Samuel, passami l'asciugamano.>> Samuel subito procede, dandomi l'asciugamano che io avvolgo intorno alla piccola creatura. <<May, tu non volevi sapere il sesso del bambino, beh...è quello che desideravi: è un maschio.>> Le sorrido felice e lei scoppia a piangere, ancora coccolata dal fidanzato che piange insieme a lei. <<Samu, passami il vacillino per mettere dentro il bimbo.>> Fa come dico, ma prima mi chiede se può prenderlo in braccio. Glielo passo. Appena lo prende in braccio una luce gli illumina gli occhi. Sorride come se il bambino fosse suo figlio. Una scia di tenerezza lo avvolge e il suo sguardo da uomo duro viene sostituito bruscamente da uno sguardo dolce. <<Ciao Mi-...piccolo.>> Il bambino continua a piangere, ma dopo le sue parole è come se si calmasse in un magico modo. Samuel poi lo da in braccio a Jacob che con ancora le lacrime agli occhi lo guarda sognante. May piange ancora di più a quella scena, ma poi appena prende in braccio il figlio si calma subito. Lo tiene per almeno cinque minuti, ma poi glielo tolgo dalle mani e lo metto in quella culla provvisoria, sostituita da quel vacillino azzurro con dentro una coperta. <<May, devi cacciare anche la placenta, dopo esserti sciacquata ti farò stare con tuo figlio tutto il tempo che vuoi, nel frattempo chiameremo l'ambulanza e ti faremo ricoverare insieme al piccolo, così che possa avere i giusti controlli e che tu possa essere visionata per vedere se stai bene e come hai affrontato il parto.>> Annuisce e poi ci mettiamo a lavoro. Nel frattempo Samuel e Jacob vanno dietro al separè con il piccolo.

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