Mi sveglio, ritrovandomi in un letto diverso da quello del get. È un letto a baldacchino, con i pilastri di legno di abete per mantenere le leggere tendine bianche. Il letto è davvero comodo, con le lenzuola anch'esse bianche. Mi guardo ed ho ancora il vestito di ieri, mi alzo e girovago per la stanza. Il pavimento è di legno, lo stesso di quello del letto. Un comò di legno bianco vicino al muro a destra, con affianco uno specchio lungo e più o meno largo. Di fronte al letto, accostato al muro, c'è un armadio anch'esso di legno bianco, molto ampio, per due persone, con sotto anche dei cassetti. Quando il mio udito di prima mattina si ripristina, sento un certo sottofondo rilassante: le onde del mare che si infrangono contro gli scogli, mentre alcune si adagiano sulla sabbia, portandone anche un po' via. Mi giro e c'è una veranda che affaccia sul mare. Apro la bocca sorpresa e poi sorrido per la gioia. <<Samu! Samu! SAMUUU!>> Finalmente lo vedo. In riva al mare con un costume classico blu. Decido di cambiarmi anche io, così corro in camera e scavo nella borsa. Prendo il primo costume che mi capita. Un costume classico nero, ma con la differenza che ha delle ananas sopra. Vado verso una porta e trovo il bagno. Il bagno classico: una doccia, due lavandini uniti dal marmo, sospesi vicino al muro, con uno specchio sopra, il bagno e il bidet, nulla di che insomma, solo che è praticamente GIGANTE. Mi cambio, e il vestito che avevo prima lo poso nella cesta che ho trovato vicino ai lavandini. Esco di fretta, apro la veranda e poi corro sulla passerella che porta fino in fondo alla spiaggia. Appena finisce la passerella incomincio a correre felice sulla sabbia.
"Era da una vita che non andavo al mare! Da quando ero piccola. Per l'amor del cielo, so nuotare, ma ho imparato solo perché andavo nella piscina che ho vicino casa, anche se ho un mare magnifico a qualche kilometro da me." Ancora correndo, supero Samuel e poi mi butto letteralmente in mare. Quando riemergo, mi ritrovo Samuel di fronte a me che sorride felice. <<Era da tantissimo che non venivo al mare! Ma, dove siamo?>> Chiedo curiosa, avvicinandomi al suo petto e guardando alla mia destra. <<Nella mia isola.>> Di scatto mi volto verso di lui. <<V-vuoi dirmi c-che tu...hai un isola di tua proprietà?!>> Ancora esterrefatta lo fisso, aspettando una sua risposta. <<Si. Siamo su un'isola ed è mia.>> Si sposta leggermente da me, prima di tuffarsi. Non lo vedo più, ma appena mi giro lo noto molto più lontano da me. <<Samu! Non mi lasciare sola!>> Piagniucolo io, ma non si gira, anzi rimane lì tutto solo che galleggia nell'acqua profonda. Schiaffeggio l'acqua che mi va a finire anche negli occhi. Mi strofino gli occhi e poi cammino finché posso, verso Samuel. Quando non tocco più mi impanico leggermente. Non sono una grandissima nuotatrice come Samuel, a quanto pare, quindi sono più lenta quando nuoto. Finalmente lo raggiungo e senza fiato, mi appoggio alle sue spalle. Subito si volta verso di me sorridendomi. Mi prende per la vita e mi fa allacciare le gambe in torno alla sua vita. Lentamente nuota fino a dove ci tocco e poi mi fa scendere. Mi stacco da lui e poi mi immergo per bagnarmi i capelli. Quando riemergo, Samuel sta salendo sulla spiaggia. Salgo anche io, un po' dispiaciuta, ma non voglio di certo restare sola in acqua. <<Mi aiuti a stendere il telo da mare?>> Mi chiede ed io annuisco. Prendiamo il telo, che è enorme e poi lo stendiamo a terra. Prendo un asciugamano, che trovo nella borsa che ha preso Samuel e mi ci avvolgo come un involtino di primavera. Samuel si copre solo la parte di sotto e poi si stende sul telo. Poco dopo mi stendo anche io. Mi tolgo l'asciugamano, esponendomi di più al sole, per cercare di abbronzarmi. Senza preavviso vengo avvolta da un braccio forte e possente. Samuel mi tira di più a se, facendomi stare sotto alla sua stessa ombra. Si avvicina a me per baciarmi, ma lo fermo. <<Samuel, dimentica tutto. Non siamo fatti per stare insieme. Siamo TROPPO diversi. Il detto "gli opposti si attraggono" con noi non funziona.>> Sto per spostarmi, ma lui mi ferma. <<Ma stai zitta.>> Sussurra. Senza preavviso mi bacia, ma io non ricambio. Le sue dita percorrono il mio fianco nudo, porvocandomi ogni tipo di scarica elettrica che mi percorre tutto il corpo, formando tanti puntini sulla mia pelle e sono certa che non è per il freddo. Schiudo leggermente le labbra e lui trova via libera per approfondire il bacio. A questo punto, il mio corpo troppo estasiato dai suoi baci, decide di ricambiare al posto mio. Il bacio è dolce e quasi mi trasporta nel mondo delle meraviglie. Ci stacchiamo e ci guardiamo con ormai senza fiato. <<Samu, è tutto così sbagliato.>> Volto la faccia dall'altra parte, per non cadere in quegli occhi così belli che ti ci puoi perdere. <<Perché?>> Non riesco a vedere il suo sguardo, ma dal suo tono indifferente capisco che qualcosa
non va. <<Io non sono il tipo da...relazione fissa e...neanche tu.>> Mi libero dalla sua presa per poi risalire la passerella con l'asciugamano avvolto in torno a me. Entro dalla veranda, andando direttamente in bagno. Entro in doccia e stesso nel suo interno, tolgo il costume, che poi lancio sul lavandino. Apro l'acqua e mi faccio una doccia rinfrescante. Finita la doccia, esco e prendo l'asciugamano. Solo con l'asciugamano, vado in camera e per fortuna non ci trovo nessuno. Velocemente mi vesto, mettendo una maglia bianca, con i bordi di colore blu e bianco e un pantaloncino semplice, con l'unico dettaglio di essere strappato sulla gamba sinistra. Come scarpe metto le vans grigie, basse.
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Sei semplicemente mia
RastgeleElla Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
