I giorni passano in fretta e ormai sono qui da due settimane.
"Ogni giorno di più mi scoccia stare qui. Ogni giorno di più ho il desiderio di andarmene via, magari fuggire anche. Non voglio starci in questo posto, soprattutto ora che nell'ultima settimana tutti si sono allontanati da me. Quando siamo a tavola nessuno mi guarda, sembrano quasi...intimoriti e anche la biondina ha paura di guardarmi o solo di parlare. Mio fratello per me non ha mai tempo e la nostra intenzione di andare a fare quella piccola "gita" per tutta Madrid è saltata. Veronica è impegnata a fare i suoi stupidi conti per Samuel, ma a volte ci chiudiamo in camera e parliamo...a volte. Cameron ancora peggio degli altri, sembra quasi che lo facciano apposta. Samuel l'unica volta che lo vedo è quando vado a dormire, che se non fosse per il fatto che dormiamo insieme probabilmente non lo vedrei neanche a quell'ora, non che la cosa mi interessi, ma almeno una faccia conosciuta vorrei vederla. Ormai sono tutti i giorni in Spa: è diventato il mio luogo di pace." Sono stesa sul letto ormai da ore.
"La mattina mi sveglio, faccio colazione e poi mi stendo sul letto. Dopo qualche ora me ne vado in Spa, se tutto va bene dopo vado a parlare un po' con Veronica, altrimenti mi chiudo direttamente in camera. Ceno, mi lavo e poi vado a dormire. Questa è la mia giornata. A questo punto preferisco la mia vecchia monotonia. Almeno non c'era tutto sto casino. Samuel dopo l'ultima sparatoria a cui mi presentai, diede l'ordine a tutti di non dirmi niente, né dove si tiene la sparatoria né se lui ci è andato, ma soprattutto...non devono dirmi che effettivamente c'è una sparatoria in corso." Sbuffo per la millesima volta in dieci secondi, ormai scocciata. Mi alzo dal letto e vado fuori la camera. Mi metto seduta sul divano del salotto mettendomi a guardare un po' le notizie, ma sono tutte in spagnolo. Cerco in tutti i modi di capirci qualcosa, in fondo lo spagnolo è simile all'italiano no?
"Okay, da quanto ho capito ci sono le solite cose. Ragazze che vengono stuprate fino alla morte, rapine in negozi, suicidio e omicidio: le solite cose che rovinano il mondo." Quando sto per spegnere la televisione per smettere di guardare le solite notizie che avranno ripetuto un miliardo di volte, c'è una notizia che mi attira particolarmente.
<<Circa due settimane fa c'è stata una sparatoria in una periferia di Madrid. Si presume che in questa sparatoria centrino la mafia Svizzera e la mafia Spagnola. Come tutti sappiamo, in circolazione c'è ancora Samuel Torres: il mafioso che sta conquistando il mondo con la sua organizzazione. Speriamo tutti che questo delinquente venga preso...>> La conduttrice parla senza sosta, dandomi alla testa. Per quel poco che ho studiato alle medie di Spagnolo riesco a capire più o meno qualcosa. Appena sento la frase "Speriamo tutti che questo delinquente venga preso." Mi sistemo meglio sul divano e guardo la TV. Metto una mano avanti e poi do vita ai miei pensieri. <<Delinquente a chi? Sta troia.>> Inizio ad insultarla mentalmente con tutti gli insulti che conosco. Inizio a parlare nella mia mente anche in inglese, confondendo per un attimo anche me stessa. <<Torres, il pericoloso mafioso, sta conquistando campo e tutti ci stiamo preoccupando ma sappiamo che la polizia prima o poi, più poi che prima, lo riusciranno a prendere.>> Finisce la trasmissione del telegiornale. Sbuffo ancora ridendo. A un certo punto quasi mi manca l'aria dalla paura. <<A quanto pare se ne sono accorti.>> Dice Samuel dietro di me. Sussulto ancora una volta alla sua presenza improvvisa. Mi volto per guardarlo. Ha le mani appoggiate allo schienale del divano con il il torace che sporge in avanti. <<Comunque hai ragione.>> Mi dice divertito. Il mio sguardo diventa un gigante punto interrogativo. Lo fisso confusa non sapendo di cosa stia parlando. <<Hai ragione, è una troia.>> Ride lui ancora di più per il mio improvviso imbarazzo.
"Mi ha sentita mentre insultavo la conduttrice per averlo chiamato delinquente! Che figura di merda." Faccio un profondo respiro con gli occhi chiusi. Quando li riapro sto per parlare, ma Samuel è scomparso. <<Ma che ca-...ma dov'è fini-...ma che diami-...>> Mi guardo in torno per cercarlo, ma non lo trovo. <<Ma perchè le persone scompaiono di fronte a me?!>> Mi lamento come una bambina, calciando e prendendo a pugni l'aria. Sbuffo ancora una volta. A quanto pare è il mio nuovo sport. Mi alzo dal divano e spengo la TV. Sto per andare in camera, quando vedo Cameron ed Elia che entrano dalla porta d'ingresso. Mi precipito da loro accollandomi ad Elia come se fossi un Koala. <<Elia, è vero che resti un po' con me?>> Quasi lo supplico in ginocchio, guardandolo dal basso. <<No sorellina, non posso.>> Mi da un bacio sulla testa con dolcezza e poi mi scolla da lui. Chiedo la stessa cosa a Cameron, ma anche lui mi liquida come Elia.
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Sei semplicemente mia
RandomElla Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
