Capitolo 66

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<<Non vorrei metterti fretta Ella, ma ti devi muovere, o arriveremo in ritardo.>> Continua a martellarmi Veronica. <<Veronica, smettila, altrimenti sai dove te le infilo le valigie?!>> Dico stremata. Rimane sconvolta, ma non dice niente. <<Scusami, è solo che...sono in ansia! Quando torneremo dovrò dire a Samuel a mo di sorpresa che sono incinta. Lui mi ha chiesto di sposarci, non di avere un figlio.>> Dico, con le mani nei capelli. <<Ma si sa che dopo il matrimonio c'è il figlio.>> Dice, appoggiandomi una mano sulla spalla. <<Sì, ma DOPO il matrimonio, non PRIMA.>> Puntualizzo. <<Beh, abortire non se ne parla, anche perchè tu questo figlio lo vuoi, scappare non mi sembra proprio il caso visto che ti devi sposare con lui e poi ti troverebbe in poche ore. L'unica opzione è dirglielo. Forza, ti aiuto a fare le valigie.>> Mi dice, accarezzandomi la schiena.

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Finito di preparare le valige le mettiamo fuori camera mia e andiamo in salotto. <<Pronte?>> Domanda Cameron e noi annuiamo. Samuel prende le valigie insieme a Cameron, mentre io e Veronica prendiamo le cose di Elis, ma solo per pochi secondi. <<Veronica, amore, cosa pensi di fare con quel passeggino? Stai ferma, ci penso io.>> Dice Cameron, prendendo il passeggino chiuso dalle mani di Veronica. <<Amore ce la faccio e poi sono solo a due settimane di gravidanza, non tredici!>> Lo rimprovera lei, ma non c'è niente da fare. <<Ella, le porto io queste.>> Samuel si avvicina a me, prendendo le borse di Elis. <<Ce la faccio.>> Alzo gli occhi al cielo, tirando le borse a me. <<Non sfidarmi, dammi quelle borse.>> Dice con sguardo duro. Mollo la presa sbuffando. <<Non insisto solo perchè ho Elis in braccio.>> Chiarisco, ma lui come un deficiente si mette a ridere e ritorna vicino all'ascensore. Scendiamo con l'ascensore, per poi caricare tutto in macchina. Io e Samuel andiamo con una macchina, e Veronica, Cameron ed Elis vanno con un'altra.

"Incredibile! Hanno insistito così tanto nel volere Elis che ho dovuto per forza cedere e darla a loro." Io e Samuel chiacchieramo del più e del meno, parliamo del matrimonio, di Laura, di Elis, ma poi si sfocia in un altro argomento che in questo momento non ci voleva proprio. <<Sai piccoletta, stavo pensando in questi giorni ad un figlio tutto nostro. Immagino sempre un piccolo bambino biondo che corre per casa e viene ad abbracciarmi dopo essere tornato da casa. Immagino una bambina mora che la mattina non vede l'ora di vederti e di abbracciarti. Non so, da quando abbiamo Elis mi sembra tutto così rosa e fiori. Ho una voglia incredibile di avere un figlio tutto mio, non so perchè. Non prenderla a male però, non ti sto dicendo di darmi un figlio adesso, assolutamente, condivido solo un pensiero.>> Dice lui, concentrato sulla strada.

"Io sono incinta e lui dice che non devo prenderla a male se già pensa a volere un figlio. È incredibile quanto il destino sia così contento di una nuova vita che ti fa andare tutto per il verso giusto." Mi giro a guardare i suoi tratti: il suo naso dritto, le sue labbra serrate, il suo sguardo concentrato sulla strada e non posso fare a meno di vedere un piccolo lui che bighellona per casa e che continua a dire "papà", nel tentativo di trovarlo in una partita di nascondino. <<Tu lo vorresti un figlio adesso?>> Gli chiedo e lui fa un sorrisetto. <<Ella, ti ho detto prima che non devi farti condizionare dalle mie parole. Non vuol dire che ora mi fermo in un vicolo e ti metto incinta.>> Dice tranquillamente, mentre le mie guancia si tingono di rosso. <<Non era questo il mio intento, ti ho solo fatto una domanda per curiosità. Tu lo vorresti un figlio adesso?>> Gli chiedo ancora una volta. <<Certo, perchè no? Sarei l'uomo più felice al mondo. Ti ricordi quando ti dissi che ora che Elis è troppo piccola non sarei pronto per un nuovo bambino? Beh, la mia idea è completamente cambiata. Se potessi ti metterei incinta anche adesso, ma so che sarebbe inutile, visto che il bambino lo vedrei tra nove mesi e non subito, come vorrei io.>> Si gira per un secondo verso di me, appoggiando poi una mano sulla mia gamba. Il mio sorriso si allarga in una maniera inimmaginabile, dandomi così tanta sicurezza da essere sicura di non potermi tirare più indietro.

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Arriviamo all'aeroporto, imbarchiamo le nostre cose sul Jet e poi dopo circa dieci minuti partiamo. Ci sediamo sui divanetti a chiacchierare un po' quando faccio segno a Veronica di andare di là. <<Ragazzi, io e Ella andiamo a fare un attimo cose da donne, sapete, ritoccare il trucco, consultarci e tutto il resto.>> Dice ridendo, facendo poi annuire i ragazzi. Do Elis a Samuel, che incomincia a farla giocare. Io e Veronica andiamo in una camera a caso, chiudendo poi la porta. <<Veronica...mi ha ESPLICITAMENTE detto che vorrebbe un figlio anche adesso!>> Dico entusiasta e insieme incominciamo a gridare come delle pazze isteriche. <<Ora però mi devi aiutare! Devo fare quella specie di caccia al tesoro dove lo condurrò in alcune parti della casa. Mi serve carta e penna.>> Dico, girandomi da tutte le parti, non troviamo niente, quando mi ricordo che nella mia borsa ho sempre un blocknotes e una penna per casomai devo appuntarmi qualche appuntamento.<<Veronica, nella mia borsa ci sono un blocknotes e una penna, prendili.>> Dico velocemente. Veronica corre subito fuori e torna poco dopo. Ci sediamo per terra e mano mano strappiamo i fogli e scriviamo gli indizi. <<Mi sembra perfetto.>> Dico io, pensando già a cosa accadrà. <<Ora ci servono solo i dettagli, ma a questo ci penseremo poi.>> Sorrido rileggendo i bigliettini. Quando stiamo per atterrare prendo tutti i bigliettini li metto nel blocknotes e andiamo di nuovo fuori. Metto di corsa il blocknotes nella borsa, poco prima che atterrassimo.

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Arriviamo a casa e nel frattempo che i ragazzi parcheggiano le auto nel garage e prendono le valigie e borse io e Veronica corriamo in casa e andiamo subito alla ricerca di tutto quello che ci serve. <<Un nastro rosa e azzurro!>> Sussurro io. <<Mmh...non lo so, dove cazzo li troviamo un nastro rosa e azzu...aspetta, in sala da pranzo, sul centro tavola ci sono delle decorazioni addobbate con questi nastri! Andiamo! Corri!>> Corriamo velocemente in sala da pranzo, prendendo i due nastri e cercando di fare due fiocchi. <<Una scatolina, una scatolina dove dentro ci possa entrare il test di gravidanza.>> Dico, girandomi da tutte le parti. <<In salotto c'è una scatolina abbastanza grande da contenere il test, solo che dentro ci sono alcune cose del cucito, li usa la cuoca nei momenti di svago.>> Mi dice Veronica. Corriamo in salotto e sul tavolino prendiamo questa scatola bianca. Togliamo tutte le cose che c'erano dentro e le appoggiamo sul tavolino. Corriamo in camera mia, prendo i fiocchi e li metto alla base della scatola, mentre il test lo mettiamo sopra. Nella scatola aggiungiamo anche il bigliettino che ci deve essere alla fine. <<Mi serve un calzino di Elis.>> Dico, andando vicino al cassetto dove ci sono le cose di Elis. Prendo un calzino bianco e nello stesso cassetto un ciucciotto mai aperto che comprai per emergenza. Corriamo subito a mettere le cose a posto mettendo poi la scatola nella spa. <<Perchè proprio qui poi?>> Mi chiede Veronica con sguardo confuso. <<Perchè è qui che è iniziato tutto: dal nostro avvicinamento fino ad aver procreato.>> Dico e lei fa una faccia disgustata, facendomi ridere. <<Forza andiamo.>> Dico, scendendo le scale, beccando proprio Samuel che sta entrando le ultime valigie. <<Amore, fermati un attimo, ho una piccola sorpresa per te.>> Dico sorridendo.

Grazie mille a tutte le ragazze che mi hanno risposto alla domanda nel capitolo precedente! Credevo che, anche con questa idea, avrei fatto cilecca e invece...!

La prossima domanda è...

Qual è la parte che più preferite della storia? Sono curiosa!

La mia risposta:
La scena in cui i due protagonisti si mettono insieme sulle scale di casa dopo una lite che era partita da un semplice scherzo.

Non so se avete capito, ma comunque in poche parole quando si mettono ufficialmente insieme.

Aspetto con ansia le vostre risposte!

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