Ella Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
Mi sveglio di mattino presto: verso le sei e qualcosa. Mi giro e trovo Samuel accoccolato alla mia pancia che mi stringe forte a se. Ancora un po' intonita, sorriso e poi mi alzo. Velocemente prendo qualcosa da indossare: un top nero e una gonna di jeans e sotto abbinate delle Vans nere e bianche, basse.
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Mi vesto velocemente, senza perdere tempo. Esco dalla camera e scendo velocemente le scale. Vado in cucina, prendo una fetta di pane e della marmellata: al momento ancora non c'è la colazione sul tavolo. Vado di nuovo in camera e mi lavo i denti, non mi trucco e mi faccio solo uno chignon malandato. Guardo il mio abbigliamento e mi rendo conto che la gonna non è affetto adatta, quindi la cambio con un semplice pantaloncino di tuta grugia. Esco ancora una volta dalla camera, mi dirigo al piano di sopra, verso la palestra. Apro la porta in vetro entrando in una delle palestre più belle che abbia mai visto.
"Ci sono andata in palestra, ma una come questa non l'ho mai vista. Nel periodo dell'università ho cercato di andarci abitualmente, così da tenermi sempre in forma. Non sembra, ma anche se mangio come un non so cosa, ci tengo alla linea. Prima che accadesse tutto quel casino con Samuel, almeno due volte alla settimana, andavo a correre." Incomincio ad allenarmi per quando arriverà il momento dell'attacco e essere abbastanza forte da proteggere tutti nel momento più pericoloso.
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Finisco di fare gli squat, ormai stremata da tutti gli allenamenti. Quindi, tra pesi, corse e piegamenti, vado in camera a farmi una doccia. Guardo l'orario sul cellulare e vedo che sono le 08:37.
"Beh, niente male. Per essere stata ferma per molte settimane, circa due ore di allenamento è anche tanto." Ancora con il fiatone, affietolitosi nel mentre arrivavo in camera, apro la porta e trovo Samuel che si sta vestendo. Richiudo la porta attirando la sua attenzione. <<Ella, perchè sei sudata? E poi...dove sei andata?>> Mi chiede confuso. <<Oh...ehm...sono andata in palestra per allenarmi un po', ora vado a fare la doccia, che sono stremata.>> Vado in bagno, mi spoglio e mi butto sotto il getto d'acqua della doccia. Mi rilasso per i primi cinque minuti, ma poi mi ricordo quelli che devo fare. Esco dalla doccia, mi avvolgo un asciugamano in torno al corpo e poi vado ad asciugarmi i capelli in modo frettoloso. Esco dal bagno, prendo l'intimo e i vestiti, una maglietta azzurra a mezze maniche, con la scritta "New York" al lato e un pantaloncino con uno strappo alla fine da entrambi i lati. Come scarpe metto sempre le Vans di prima.
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