Capitolo 74

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Tutti ci sediamo vicino al grande tavolo rotondo, che riesce ad ospitare più di quaranta persone. Io e Samuel ci sediamo vicini. Seduta dalla mia parte destra c'è Veronica, invece dalla parte sinistra di Samuel c'è Elia. Elis si trova ancora nella stessa posizione tra le braccia di Samuel. Il viso di Veronica appena vede Elis è indescrivibile. Quest'ultima mi sorride ed io ricambio. Tutti gli uomini guardano Samuel con un cipiglio, poiché non si vede tutti i giorni Samuel Torres con il viso dolce per una bambina. <<Allora, incominciamo?>> Chiede Cameron, che è seduto vicino a Veronica. <<Certo.>> Afferma Samuel. Scorgo i volti di tutti quando uno in particolare mi attira. Un uomo che digita velocemente sulla tastiera del computer, concentrato così tanto da non darci retta. Alza il capo e mi guarda: è Nathan. Annuisce con la testa, come per darmi un segnale. Di primo impatto non capisco, ma poi mi rendo conto che ha fatto quello che avevo richiesto. Faccio cenno con la testa per ringraziarlo. Prendo il cellulare tra le mani e appena passo la schermata di blocco mi rendo conto che sulla schermata principale è uscito una specie di radar delle persone. Apro l'applicazione e noto che è effettivamente un radar con sopra un pallino. Vado nelle notifiche e ne esce una fuori con scritto "Melissa Rinaldi dista 247 metri da te." Alzo nuovamente lo sguardo verso Nathan, intento a sentire la riunione. Gli mando un messaggio su WhatsApp, così da non attirare l'attenzione.

Inizio chat...

Grazie Nathan, è davvero molto efficace!

Di niente, capo.

Fine chat...

Apro di nuovo l'applicazione notando che mi è sfuggito qualcosa. Clicco sull'opzione "Ascolta conversazione" e appena si carica mi da una specie di elenco dove per il momento c'è solo Melissa. Faccio un sorrisetto soddisfatto, ma subito lo nascondo. Poso il cellulare e mi metto ad ascoltare la conversazione. <<Quindi...>> Dice uno dei tanti uomini. <<Questa organizzazione deve essere eliminata. Come già detto: ci sta dando problemi finanziari; problemi di territorio; problemi di sicurezza. In pratica è una minaccia per tutti noi e le nostre organizzazioni. Samuel, la tua è la più forte e la più grande, ecco perché puntano a te, per questo direi di attaccare immediatamente tutte le loro basi, ma soprattutto eliminare il capo.>> Conclude lo stesso uomo di prima. Mi metto una mano nei capelli sfinita dalle stupide parole di quell'essere. <<Oh mamma, si vede che state messi mele.>> Dico a bassa voce, ma a sentirmi sono Samuel e Veronica che si girano a guardarmi. Mi alzo dalla sedia. <<Allora, statemi a sentire.>> Mi incammino verso quella che è una lavagna trasparente. Prendo il pennarello bianco in mano e incomincio a scrivere in caratteri cubitali "Vi serve la logica che non avete." Mi giro nuovamente verso di loro e poso il pennarello nel suo apposito contenitore. <<Qui non andiamo bene.>> Sentenzio. <<Dovete capire che la forza non è l'unica cosa che dobbiamo utilizzare. Quando create un piano dovete utilizzare la logica, strategie e dovete esaminare alcuni effetti collaterali che comporteranno certe azioni.>> Spiego gesticolando per il nervoso. <<Partiamo dal fatto che: come cazzo avete fatto a permettere ad un'organizzazione avversaria di crescere così tanto da potervi intimorire?! "Noi siamo i più forti" e poi lo prendete a quel posto.>> Sospiro esasperata. Mi volto verso Samuel che ha uno sguardo serio. <<Amore, ma pure tu. Stai sempre al telefono, dici che devi lavorare e non ti sei accorto di tutto ciò?>> Gli chiedo. <<Non era compito mio, ma dei miei informatori, che a quanto pare hanno fatto tardi a recepire queste cose.>> Trucida con lo sguardo quattro uomini che cercano di evitare i suoi messaggi di omicidio. <<Ma è sempre la tua cazzo di organizzazione, Samuel.>> Lo fulminò con lo sguardo. <<Hey, non mi guardare così! Sono stato impegnato a risolvere altre questioni!>> Cerca una scusa lui. Sospiro ancora una volta, cercando di calmarmi. <<Okay, allora. Seguitemi nel mio discorso e NON...>> Mi avvicino ad un uomo che parlava al telefono, glielo strappo di mano notando che era la madre. <<distraetevi>> Concludo la frase, staccando il cellulare. <<Partiamo da fatto che dobbiamo far credere loro che noi non ce ne siamo accorti, ma intanto ci equipaggeremo e cercheremo le meglio armi, esplosivi e tutto quello che può fa fare BOOM alle persone.>> Di colpo tutti mi guardano curiosi e si concentrano sulle mie parole. <<Vi allenerete come non mai e intendo...TUTTI, anche perché TUTTI dovete essere pronti ad ogni evenienza. Non voglio venire a sapere che ogni trasporto di droga o tutte le altre vostre cazzate non abbiano avuto almeno una quindicina di persone ben attrezzate per proteggere il carico e quelli che lo trasportano. Aumentate la sicurezza in ogni vostra base e nelle vostre abitazioni. Non solo sicurezza che venga da altri uomini, ma anche sicurezza tecnologica. Mettete telecamere anche a due viali lontani da casa vostra e nei posti più impensabili; quei bastardi si possono nascondere dappertutto. Vediamo fin dove arrivano, se provano solo a sfiorare il nostro territorio noi ci prendiamo tutto  quello che è di loro proprietà. E con tutto intendo TUTTO.>> Cancello quello che avevo scritto sulla lavagna e riprendo il pennarello, ma prima di scrivere mi blocco. <<C'è anche Domenico qui?>> Chiedo e lui alza la mano. <<Prova a dire a qualcuno quello che diciamo qua dentro e la proposta dell'M16 è ancora valida.>> Lo guardo seria e con gli occhi di fuoco. <<Non mi permetterei mai, mi amor.>> Fa un sorriso sghembo. <<Domenico, riprovarci e il proiettile in fronte te lo do io.>> Lo minaccia Samuel e lui alza le mani in segno di difesa. Trattengo una risatina per la bellissima gelosia del mio ragazzo. Ripredo la spiegazione. Illustro sulla lavagna diversi disegni, determinando noi con dei cerchi e i nemici con delle croci.

Sei semplicemente miaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora