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Buona lettura!
Arriva ben presto la sera, tra le risate e gli scherzi a tavola con i miei nonni, sentiamo bussare alla porta. Mi alzo ancora ridendo e poi apro la porta.
"Voglio morire..." Sbianco. Cerco di chiudere subito la porta, ma lui la riapre.
<<VAI VIA!>> Gli grido contro. Uno schiaffo mi arriva dritto sulla guancia. Sento che brucia e che fa male. Metto una mano sulla guancia, cercando di non piangere dal dolore. Lui subito entra ed insieme a lui anche lei. Le due persone che più odio al mondo. <<Dove sono?!>> Grida. La sua voce mi ritorna in mente. Tanti ricordi si rifanno vivi. Tutti gli schiaffi, pugni e calci che ho ricevuto da parte loro.
"Un solo schiaffo mi ha fatto ricordare tutto questo. È incredibile per quanto tempo io abbia nascosto questo dolore immenso. Non lo ricordavo quasi più e forse era meglio." Sento i miei nonni correre verso l'ingresso e raggiungermi. Mia nonna Dina subito mi abbraccia, fulminando con lo sguardo la donna che guarda la scena senza emozioni. <<Non ti preoccupare tesoro, ti proteggiamo noi.>> Mi sussurra piano all'orecchio. La sia voce mi rimbomba nella testa e le sue mani sul mio corpo che mi provocavano solo lividi. <<Non la toccare!>> Gli grida contro mio nonno Jo e insieme a lui si allea mio nonno Luciano. <<Non ti permetto di toccare nostra figlia! Perché si! È nostra figlia!>> Grida questa volta nonna Dina. <<Tu non ti mettere in mezzo mamma!>> Grida la donna dietro a quel mostro che è suo marito. <<Stai zitta tu! Sei mia figlia e fai tutto quello che NON dovrebbe fare una VERA figlia. Quella che mi ha dato soddisfazioni è stata la terza figlia che non ho mai avuto. TUA figlia, da te, da voi, non ha mai ricevuto un bacio o una carezza. NEANCHE QUANDO LA PORTAVATE AL PARCO CON SUO FRATELLO NON LA VEDEVO RIDERE! È SEMPRE STATA INFELICE! ED È TUTTA PER COLPA VOSTRA! Credevate a tutto quello che dicevano i vicini di casa. "Vostra figlia è maleducata." "Vostro figlio fa i dispetti anche agli altri vicini." "I vostri figli insultano chiunque." MA COME FATE A CREDERE A QUESTE COSE SAPENDO CHE SONO LE CREATURE PIÙ DOCILI E AFFETTUOSE DI QUESTO MONDO?! SIETE DIVENTATI DEI MOSTRI DA QUANDO È NATO ELIA!>> Conclude mia nonna Dina con le lacrime agli occhi. La abbraccio a me più che posso. <<Voi non siete degni di entrare in questa casa. La casa che Ella si è procurata con il sudore della sua fronte, lavorando a più non posso, pagando anche gli studi. Le facevate pagare le pene dell'inferno. La comandavate a fare le cose più impensabili da quando se ne andò Elia, ma lei lo faceva lo stesso, solo per ricevere un misero complimento da voi! Siete spregevoli e stiamo parlando dei NOSTRI figli, figli che non so se ne è rimasto qualcosa di loro. Come potete comandare una ragazzina di 15 anni a prendere un'anguria in inverno?! Come si può comandare una ragazzina a pulire DA SOLA una casa da cima a fondo di due piani?! Cose impensabili, ma che lei faceva lo stesso. Quell'anguria ve la portò lo stesso. La casa ve la pulì come avevate detto, solo per ricevere quel complimento.>> Mio nonno Luciano parla con disprezzo nei loro confronti, elogiandomi manco fossi Dio sceso in terra. <<Abbiamo fatto quello che è stato giusto per farla diventare più autonoma!>> Grida ancora la donna. Mi libero dalla presa di mia nonna e mi avvicino a lei. <<Più autonoma? PIÙ AUTONOMA?! MA TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE STAI DICENDO?! TI RENDI CONTO DI COSA DICI?! HO PASSATO UN INFERNO! HO FATTO TUTTO QUELLO CHE VOLEVATE SOLO PER COMPIACERVI E PER RICEVERE UN COMPLIMENTO. MI FATE SCHIFO COME PERSONE, MA IN PRIMIS COME GENITORI! AUTONOMIA NON SIGNIFICA ABBANDONARE LA PROPRIA FIGLIA AL SUO DESTINO ALL'ETÀ DI 17 ANNI! MA SIGNIFICA ESSERE AIUTATI AD IMPARARE A FARE LE COSE DA SOLI, MA A ME SERVIVA IL TUO AIUTO! COSA CHE NON HAI MAI FATTO! ED ORA USCITE DA CASA MIA!>> Indico la porta, ma loro non si muovono. L'uomo alza una mano per darmi un secondo schiaffo, ma lo fermo. <<Tu permettiti e ti posso GIURARE che ti capiterà la cosa più brutta al mondo. Ho mio fratello, il mio migliore amico, la mia migliore amica ed il mafioso più forte al mondo con me. Non ti conviene darmi un secondo schiaffo. Il primo l'ho tollerato, ma il secondo te lo puoi scordare, papà. Sempre se così ti posso chiamare insieme a MAMMA. Che bella parola vero? Spero di poterla sentire un giorno e fare tutto quello che voi non avete fatto con me: darmi affetto come dei veri genitori.>> Mio padre allibisce e stessa cosa mia madre. <<Tu...hai rivisto tuo fratello? Tuo fratello lavora per Samuel Torres?>> Sembra quasi incazzato, ma non mi interessa. <<Si e si. Samu è un mio...diciamo amico. Non esiterebbe un secondo a farvi saltare la testa.>> Un ghigno si fa spazio sul mio volto, ma al contempo stesso anche sulla sua faccia compare un sorrisetto. <<Ti sei dimenticata che lavoro per le forze dell'ordine?>> Lui si aspetta che io vada in panico, ma invece non mi scomodo proprio. Si stupisce, ma rimane sempre serio. <<Non mi interessa, lui è troppo forte per degli insulsi come voi. Diciamo che...è troppo...è troppo, troppo. Non so spiegarlo, perché è un livello troppo superiore per voi. È MOLTO meglio di voi.>> Mi volto verso i miei nonni, vedendoli sorridere. <<Uscite IMMEDIATAMENTE da casa MIA!>> Fanno come dico. <<Io me ne vado, ma sappi...che ritornerò e con me ci sarà la polizia.>> Sorrido malefica, rispondendo a dovere alle sue insulse parole. <<Fai venire anche l'esercito. Sarà sempre la mia parola contro la tua. Non ci sono prove.>> Sorrido compiaciuta, vedendo la sua smorfia di rassegnazione. Alzo la testa e vedo una piccola cosa nera attaccata al soffitto.
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Sei semplicemente mia
DiversosElla Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
