Capitolo 2

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Mi alzo dal letto un po' scossa dalla sera scorsa per quell'insolito discorso, andandomi, poi, a preparare per la giornata che mi spetta. Metto un jeans e una semplice maglia e poi le converse, mi lavo i denti, la faccia e mi trucco con mascara e rossetto rosa carne Matt.

Prendo un qualcosa da mangiare dal mobile e lo mangio mentre cammino per strada.

Arrivo poco dopo nello studio, posando il cappotto e mettendo il camice, entrando nel mio studio.

Poco dopo arriva anche Sandra, la seconda paziente, insieme a suo marito Mario. Entrano nel mio studio, li saluto e poi faccio stendere Sandra sul lettino. La visita continua tranquillamente, come sempre, quando ad un certo punto il bimbo da un calcio fortissimo, facendo gridare Sandra.

<<Tesoro tutto bene?>> Mario le accarezza la testa per cercare di tranquillizzarla, ma a Sandra il calcio ha fatto così male, che una lacrima le solca il viso.

<<Hey hey...è tutto normale, manca poco al parto e il bambino giustamente si sente un po' stretto.>> Si calma alle mie parole, per poi pulirsi con la carta e alzarsi.

Come ho fatto con Melany, prefissiamo una visita prima del ricovero all'ospedale. Finite le formalità, ci salutiamo e loro escono dallo studio.

Sbuffo rumorosamente, andando a sistemare il lettino e disinfettarlo come sempre.

Ore 15:00

Esco dallo studio, dirigendomi come sempre verso il bar, passando, come al solito, per il cantiere, anche se questa volta c'è una piccola differenza, c'è una specie di muro per proteggersi dall'entrata secondaria del cantiere.

"Strano...stamattina non c'era." Faccio finta di niente, attraversando la strada e dirigendomi al bar.

Saluto Cameron, ordino qualcosa, mangio e dopo aver pagato, alzo e me ne vado.

Mi giro, sentendo di essere seguita, trovando ANCORA la Mercedes nera di sempre.

Mi giro per andarle in contro, urlando verso il finestrino dell'auto.

<<Mi hai rotto! Se continuerai a seguirmi, ti denuncio!>> Faccio per andarmene, arrivando velocemente a casa. Chiudo la porta, inizio a sistemare un po' le cose che ho rimasto in giro, per poi andare a farmi una doccia.

Prendo quello che mi serve, per poi chiudermi in bagno. Inizio a lavarmi, aggiungendo creme su creme da usare sotto la doccia. Faccio anche lo shampoo. Risciacquo e poi esco dalla doccia.

Inizio prima ad asciugarmi i capelli, per poi vestirmi. Esco dal bagno, prendendo i vestiti sporchi e li metto nella cesta. Quando mi accorgo che la cesta è quasi piena, decido di fare una lavatrice. Divido i vestiti, per poi prendere quelli che sono di più. Metto tutto all'interno della lavatrice, metto il detersivo, imposto il programma e poi avvio.

"Se mia madre non mi avesse insegnato...ora starei su Internet a cercare come fare la lavatrice, ma per la mia pigrizia in queste cose, sicuramente avrei mollato già tutto."

Nel frattempo decido di prendere una bacinella per mettere dopo tutti i vestiti al suo interno. Prendo la bacinella dallo sgabuzzino per poi posizionarla davanti alla lavatrice. Mentre aspetto che finisca, inizio a spazzare un po' per tutta la casa, togliendo anche la polvere su tutti i mobili e oggetti che si trovano su di essi.

Ore 19:00

"Ok: alcune faccende le ho fatte, la lavatrice è stata fatta e i vestiti sono stati spasi, ho stirato quelli che stavano sulla sedia da almeno 3 giorni, la mia camera è completamente sistemata, mi manca solo cucinare." Dopo aver elencato nella mia mette tutto quello che ho fatto, prendo dal congelatore dei sofficini: ne prendo 2. Li metto in un piattino e poi in microonde.

Prendo l'insalata dal cassetto in frigo, tolgo le foglie che non vanno bene, per poi spezzare la parte buona in una ciotola, metto sale, limone e olio e poi giro. Quando è tutto pronto, mi siedo ed inizio a mangiare, come al solito, come una porca.

Dopo aver lavato le stoviglie, metto il pigiama e mi butto come una balena spiaggiata sul letto. Smanetto un po' con il cellulare e poi diritto sotto le coperte. Inizio a pensare a tutto quello che ho fatto durante la giornata, finendo come al solito con la stessa frase.

"Mi sono alzata, mi sono preparata, ho attraversato il solito cantiere, ho lavorato, sono andata al bar, poi sono andata a casa (tralasciando il fatto di essere stata seguita per la millesima volta), mi sono lavata, ho pulito casa, ho cucinato, mi sono messa il pigiama e ora vado a dormire." Sbuffo rumorosamente, fissando il soffitto buio.

<<Che monotonia!>> Grido, per poi sistemarmi nella giusta posizione e dormire beatamente.

~●~●~●~●~

Mi alzo dal letto al solito orario. Sbadigliando e strisciando i piedi a terra come uno zombie, mi dirigo verso la cucina. Mangio qualcosa per non svenire, prendo una tazza di caffè per rimanere sveglia e poi vado a prepararmi. Poco dopo esco di casa, prendendo prima la borsa e il cappotto. Come sempre attraverso il cantiere, notando che il muro si è allungato verso la parte destra della seconda entrata.

Arrivo in studio, metto il camice e poi vado nel mio ufficio. Come al solito mi metto a sistemare fogli, documenti e tanto altro.

Mi alzo dalla sedia finendo prima il lavoro.

"Tanto non c'è nulla da fare..." Poso il camice, metto il cappotto, prendo la borsa e poi esco.

Attraverso il cantiere senza problemi, senza notare alcun cambiamento al suo interno, TRANNE che al suo esterno. Infatti dietro all'altra entrata c'è un grosso furgone bianco.

"Probabilmente ci saranno le cose per continuare i lavori."

Esco dal cantiere e vado diritto al bar. Mi siedo e saluto Cameron.

<<Come mai...hem...sei uscita prima?>> Il suo tono di nervosismo mi fa sinceramente diventare dubbiosa.

<<Perché?>> Il mio sguardo da cacciatrice di indizi lo fa ricomporre, facendolo mettere sull'attenti.

<<No, niente. È che mi sembra strano che tu abbia finito di lavorare così presto.>> Finisce la conversazione, andando a servire un cliente.

<<Mi nasconde qualcosa.>> Sussurro, prima di sorseggiare la mia tazza di caffè macchiato.

Dopo aver pagato, mi alzo e senza salutare Cameron che era abbastanza impegnato, esco per dirigermi a casa.

"Che la monotonia...abbia inizio!"

AUTRICE

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