Arriva ben presto il giorno dopo. Il giorno più brutto della mia vita, o almeno per ora. Mi alzo dal letto, sorprendentemente prima di Samuel. Guardo fuori dalla finestra, scostando un po' le tende.
"COSA?! Il sole ancora non è sorto?" Vado a controllare che ore effettivamente siano dall'orologio sulla alla parete, ma solo dopo qualche secondo noto che è un orologio con le lancette fisse sulle 11:30. Prendo il cellulare e, dopo essere stata accecata dalla luce, noto che sono le cinque in punto del mattino. Sospiro affranta, visto che il mio sonno è pari a zero, anche se desidero distendermi ancora tra le braccia del mio affranto ragazzo, che oggi dovrò appoggiare più che mai in questa triste e brutta giornata. Non dimenticherò mai questa data: il 15 Luglio 2019. Mi avvicino al mio armadio e prendo le cose che più mi sembrano appropriate ad un funerale. Una semplice maglia nera a maniche corte e un jeans nero. Dalla scarpiera prendo le mie care e vecchie Vans nere con le linee bianche. Vado in bagno, mi lavo, mi vesto e poi mi trucco con un ombretto nero davvero leggero e rossetto rosa nude.
"Non metto mascara, correttore, fondotinta o altro perchè sono sicura che scoppierò in lacrime e il risultato sarà solo una faccia nera e mal ridotta, almeno così la mia faccia sarà solo mal ridotta." Sospiro ed esco fuori. Scendo velocemente le scale andando verso la cucina. Apro un anta del mobile in alto e ci trovo le cocciole. Senza indugiare le prendo e mi siedo su uno sgabello in torno alla penisola in cucina. Mi metto a mangiare beatamente i miei biscotti, quando, dall'orologio in cucina, vedo che sono le 07:55. Mi alzo e vado da Samuel. Alle nove dobbiamo essere in chiesa. Arrivo in camera, ma quando guardo quella sagoma racchiusa in se stessa, non ho il coraggio di svegliarlo e di spiaccicargli in faccia il dolore che gli porterà questa dura giornata. A malincuore mi avvicino a lui. <<Amore, svegliati. Sono le otto, alle nove dobbiamo essere in chiesa.>> Da lui ottengo solo un mugolio di disapprovazione, ma ora non è proprio il momento di fare il bambino. <<Samuel, so che è difficile, ma devi alzarti.>> Mi allontano da lui. <<Non chiamarmi in quel modo, per favore.>> Sotterra subito la sua faccia sotto il mio cuscino, appena apro le tende. Solo dopo mi rendo conto di come io lo abbia chiamato. <<Scusa, non me ne sono accorta. Amore, guardami.>> Alza la testa verso di me, dandomi immagine della creatura più bella di prima mattina. <<So che è difficile e che per te questo è il giorno più brutto della tua vita, ma hey, ci sarò io. Certo, non sarò migliore di tuo nonno, ma almeno hai una spalla su cui piangere e una persona a cui puoi sfogare tutto quello che hai. Urlami contro se vuoi, non importa, basta che tu stia bene, amore mio.>> Mi distendo vicino a lui abbracciandolo. <<Promettimi che non mi lascerai mai. Promettimi che qualunque cosa io faccia, tu mi stia almeno accanto. Promettimi che se un giorno impazzirò, tu sarai lì a calmarmi. Promettimi che mi sopporterai sempre, anche se sei alla completa esasperazione. Promettimi che se un giorno avremmo dei figli mi insegnerai a fare loro il latte, perché non ne sono capace. Promettimi che...mi amerai, per sempre.>> All'ultima promessa mi guarda negli occhi, quasi supplichevole, forse speranzoso in un si, specialmente a questo. <<Ovvio che sì. Ti amerò per sempre.>> Mi avvicino a lui e lo bacio dolcemente, cullando i suoi pensieri in quel semplice e magico tocco. <<Ti amo.>> Mi sussurra, facendomi sorridere immensamente. <<Ti amo.>> Continua a ssussurrarmi. <<Ti amo.>> Ancora. <<Basta, basta. Lo hai detto già tre volte.>> Rido piano, mentre gli accarezzo una guancia velata dalla barba. <<E te lo ripeterò per sempre, per tutta la vita e anche dopo la morte. Tiamo, Ti amo, Ti amo e sono pazzo, completamente pazzo di te.>> Nel mentre mi bacia lentamente tutta la faccia, facendo crescere in me una dolce risatina, che non sapevo neanche di possedere. <<Quanto diamine amo la tua risata. Adoro quando ridi e adoro ancora di più quando ridi perchè sono io l'origine di quel bellissimo sorriso e di quel suono angelico. Sei capace di farmi sentire il canto degli angeli con una risata. È praticamente...magico.>> Affonda la sua faccia nell'incavo del mio collo, ispirando il profumo dei miei capelli. Io, ancora ammaliata e assuefatta dalle sue parole, non ho la forza di muovermi. <<È bellissimo ciò che hai detto, ma ora ti devi alzare, devo vestire anche Elis. Amore, fallo per me, per favore.>> Si stacca da me, mi lancia un ultimo sguardo e poi va in bagno.
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Sei semplicemente mia
De TodoElla Sanchez, una ragazza Italo-americana che ha da poco finito l'università per diventare una ginecologa e che ora lavora in uno studio tutto suo. Di colpo si troverà in mezzo al pericolo totale. Dalla sua solita monotonia, si ritroverà in una casa...
