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Jungkook lasció che i genitori delle ragazze lasciassero l'ufficio per primi.
Mentre lui si sedette sulla propria poltrona esausto, con lo sguardo rivolto verso le finestre.
Rimase li ad osservare il cielo ormai buio.
La porta si aprì, facendolo voltare.
- Hey Jungkook.. Lo vuoi un caffè? -
Chiese Hoseok con una voce bassa e accogliente, tra le mani due bicchieri fumanti e quell'aroma di caffè che invase l'ambiente e le sue narici, facendolo sospirare.
- Ti ringrazio.. -
Allungó la mano afferrando il bicchiere che gli stava porgendo, mentre si sedeva sulla sedia di fronte a lui.
- Perchè per stasera non vai a casa e ti riposi? Sembri cosi stanco.. -
- Ho molti pensieri per la testa in questo momento, anche sè andassi a casa non riuscirei comunque a dormire.. -
Jungkook portó il bicchiere alle labbra soffiando piano, per raffreddarlo leggermente, per poi berne un sorso.
- Tu, perchè non torni a casa? È tardi.. -
- Ho del lavoro arretrato e l'agente Nam mi stà tenendo al pc.. È severo.. -
Jungkook emise una risata, annuendo leggermente. Nam era un ottimo agente ed era molto esigente con i nuovi arrivati.
- È solo perchè sei nuovo.. Prima o poi Nam si scioglierá e sará più clemente con te.
Dopo tutto sei un agente che ascolta e impara in fretta.. -
- Lo spero vivamente, per ora mi mette molta paura.
Rimane li, dietro alle mie spalle mentre digito al pc, ho paura addirittura di premere la lettera sbagliata sulla tastiera.. -
Jungkook mandó giù un altro sorso di caffè, appoggiando poi il bicchiere sulla scrivania, guardando il minore di fronte a sè.
- Oh, quasi dimenticavo.. Taehyung ha chiamato, ha detto di riferirti che per ora non hanno ancora trovato nulla.
Ma, ti stanno comunque aspettando al fiume.. -
- Ti ringrazio Hoseok.. Finisco il caffè e mi precipito da loro.. -
Hoseok si alzó prendendo il proprio bicchiere di caffè e accennó un mezzo inchino con la testa.
Lasciando l'ufficio e richiudendo la porta alle proprie spalle.
Jungkook mandó giù l'ultimo sorso di caffè, buttando il bicchiere nel cestino sotto la scrivania.
Tornó a rilassarsi contro la propria poltrona, tornando a guardare il cielo.
Sul display del cellulare segnava che era mezzanotte, di li a poco avrebbe raggiunto i compagni al fiume, ma più guardava il cielo e più gli occhi diventavano pesanti, la stanchezza di quel giorno si stava facendo sentire ma non poteva permettersi adesso di addormentarsi.
Appoggió la testa alla poltrona sbadigliando lentamente, passando le dita tra gli occhi.
Qualcuno lo stava muovendo lentamente, sentiva una mano che con estrema dolcezza toccava la sua spalla.
- Jungkook? Hey.. -
Mormoró piano, cercando di muoverlo ancora.
- Jungkook-ah.. -
Jungkook aprì lentamente gli occhi, guardandosi attorno e notando che si trovava ancora nel proprio ufficio, gli occhi di Taehyung che lo fissavano preoccupato.
- TaeTae? Non avresti dovuto.. A-Aspettarmi al fiume? -
Taehyung si sedette sulla scrivania scuotendo piano la testa e guardandolo.
- Da quanto non dormivi? -
- Perchè me lo chiedi? TaeTae perchè non sei al fiume? -
- Perchè sono le 3 di mattina e quando non ti ho visto arrivare mi sono precipitato qui. Ero preoccupato che ti fosse successo qualcosa.. Invece eri qui che dormivi come un ghiro. -
Jungkook si passó la mano tra i capelli arrossendo leggermente.
- Ho dormito 3 ore? -
- Non possiamo fartene una colpa, con tutto quello che è successo. Il caso.. Jimin.. devi essere esausto. Perchè invece di venire al fiume non vai a casa e ti riposi? -
- Non voglio andare a casa.. Devo venire al fiume e poi andare da Jimin.
Ho dormito abbastanza per oggi. -
Taehyung lo guardó mentre si alzava in piedi e si stiracchiava.
- Perchè 3 ore per te sono abbastanza?
Prima o poi finirai in ospedale... Hai bisogno di dormire.
Non ci sono ancora novitá riguardo la ragazza.
Quindi andare al fiume ti causerá soltanto più stress del dovuto.
Sè ci saranno novitá io e Yoon ti chiameremo subito. -
- Taehyung! - inizió lui mentre il maggiore alzava la mano per bloccarlo.
- Jungkook ascolta, hai appena finito di parlare con i genitori di Rosè e di So-Min. Min-ho è in carcere in attesa del processo, Myung-Dae è morto.. Puoi permetterti di staccare la spina per qualche ora. Non sei una macchina Jk.. Non vuoi andare a casa? Allora ti accompagno da Jimin.
Basta che per oggi tu non venga al fiume.. Devi staccare la testa da questo caso.
Nè hai bisogno.. Andiamo, ti accompagno in ospedale.. -
- E Yoon? -
- È del mio stesso pensiero. Mi ha detto di tenerti lontano dal lavoro per almeno questa notte.
Sù, andiamo! -
Jungkook non aveva alternative che acconsentire, cosi prese la propria giacca e seguì il maggiore fuori dall'ufficio, raggiungendo poi l'auto in parcheggio.
Salì al posto del passeggero allacciando la cintura.
Taehyung a quel punto mise in moto, immettendosi subito nel traffico.
- Ammettilo Hyung.. Hoseok era complice di questa cosa? -
- Mmh.. Ci ha aiutato si.. È un bravo agente, ho sbagliato a dubitare di lui. -
Jungkook scosse piano la testa, chiudendo gli occhi e sorridendo.
- Gli avete fatto mettere del sonnifero nel caffè? -
- Qualcosa del genere si.. Ammettilo peró, sè tu fossi stato lucido come sempre te nè saresti accorto subito..
almeno sei riuscito a dormire un pó.. -
Annuì piano, rilassandosi completamente contro il sedile, portando lo sguardo fuori dal finestrino.
Un ultima svolta al semaforo e arrivarono in ospedale.
Taehyung parcheggió l'auto senza peró spegnerla.
- Non entri anche tu? -
- Yoon e i ragazzi sono al fiume, li raggiungo.
Tu rimani con Jimin.. Domani tieniti la giornata libera.
E non voglio obbiezioni. Te lo leggo negli occhi cosa stavi per dire e non ci sono sè o ma in questo.
Almeno potrai stargli vicino. Sù vai.. -
Jungkook aprì la portiera, uscendo e richiudendola. Aspettando che Taehyung abbassasse il finestrino.
- Vuoi obbiettare? -
- No, volevo ringraziarvi.. Solo, tenetemi aggiornato sè trovate qualcosa.
Sè trovate So-Min.. -
Il maggiore annuì sorridendo, per poi accellerare e sparire oltre la curva.
Jungkook sorrise scuotendo la testa, non era per niente cambiato, era sempre stato cosi e per un pó Taehyung era stato il suo posto sicuro.
Si voltó verso l'ospedale guardandolo e sollevando la testa verso le finestre.
Ora aveva trovato la persona che gli aveva davvero rubato il cuore.
E quella persona in quel momento lottava per la propria vita.
Entró dentro l'ospedale avvicinandosi all'infermiera alla Hall.
- Mi dispiace ma.. Le visite sono terminate.. -
Inizió lei, Jungkook prese il proprio tesserino dalla tasca mostrandoglielo.
- Oh Agente.. Cosa devo questa visita a quest'ora della notte? -
- Ho parlato con una sua collega poco prima.. avvisandola che, Staró nella stanza 207 e controlleró che nessuno entri in quella stanza.
Non l'ha informata? -
La donna picchiettó nel pc arrossendo leggermente prima di proferire parola.
- Si, la mia collega ha segnato che sarebbe arrivato.
L'aspettavamo giá da prima.. -
- Ho avuto un contrattempo.. Non potevo essere qui per quell'ora.
Posso andare? -
La donna annuì, guardandolo ancora una volta, portando i capelli dietro l'orecchio.
- Prenda l'ascensore, al 4 piano troverá rianimazione.. I miei colleghi la porteranno alla stanza 207.. -
- Grazie.. -
Jungkook percorse il corridoio raggiungendo l'ascensore.
Entró all'interno schiacciando il 4 piano.
Quando le porte si chiusero si addossó alla parete, controllando i numeri che salivano, dal 1 al 4 piano.
Aperte le porte uscì, camminando lungo un altro corridoio.
Trovó un infermiera.
- Salve sono l'agente Jeon, sà dirmi dove posso trovare la stanza 207? -
- Certamente, percorra questo corridoio, sulla destra troverà la stanza che stà cercando.
È stato mandato qui dal distretto per tenere al sicuro il ragazzo in quella stanza? -
- Al sicuro? -
La donna annuì, guardandolo.
- Anche poco prima hanno cercato di entrare in quella stanza. Un altro giornalista.. Temo che molti pensino che centri qualcosa con il caso che state seguendo.
Molte persone stazionano davanti all'ospedale.
Molti vogliono che venga lasciato morire, altri che venga arrestato.
I vostri agenti oggi hanno portato via diverse persone per questo. -
Jungkook strinse le mani a pugno, socchiudendo gli occhi.
- Staró qui e mi assicureró che nessuno tocchi il paziente.. -
Jungkook percorse il corridoio guardando i numeri alle porte, trovando finalmente la stanza 207.
Aprì lentamente la porta entrando e guardando Jimin, steso sù quel letto, ancora quei tubi che lo aiutavano a respirare.
La fronte imperlata di sudore.
Si avvicinó al letto, portando il dorso della mano alla sua fronte, era calda.
L'infermiera aveva detto al telefono che aveva qualche linea di febbre.
Vide una piccola ciotola accanto al letto ed un panno, cosi lo prese e andó nel bagno, riempiendola di acqua fredda, tornando dal minore.
Appoggió la ciotola ed il panno sul comodino accanto al letto e si sedette, avvicinandosi. Immerse il panno nell'acqua strizzandolo poi.
Lentamente tamponó la fronte di Jimin con il panno inumidito, tenendo lo sguardo sù di lui.
- Hey Jimin, ti prometto che nessuno ti farà ancora del male. Ma tu, devi fare qualcosa per me.. Devi svegliarti.
Ho dannatamente bisogno di guardare i tuoi occhi. Ho bisogno di.. Sentire la tua voce. Ho bisogno di sapere che andrà tutto bene.. -
Mormoró, tamponando ancora la sua fronte, scendendo verso le sue guancie, giù fino al collo.
Jungkook appoggió il panno nella ciotola portando la mano in quella di Jimin, intrecciando le dita alle sue. Con la speranza di poter sentire quelle dita stringerlo.
Guardó i monitor, ascoltando quei bip continui. Ascoltando il battito del cuore di Jimin che aveva un battito regolare.
Si allungó verso di lui, lasciando un leggero bacio sulle sue labbra.
- Devi assolutamente tornare da me.. D-Devi farlo Jimin-ah.
Tu mi hai ringraziato ma, sono io che dovrei ringraziare te.
Per una volta, mi sono davvero sentito amato.
E non sono pronto a perdere tutto questo.. Ho.. Davvero bisogno di te.. Ti ho promesso che non avrei mollato, che non avrei pensato come Jungkook, ma come l'agente che hai conosciuto e lo stó facendo.. Stó andando avanti, con la speranza che tu riapra gli occhi.
Con la speranza che questo incubo finisca..
Jimin-ah.. Mi ascolti? Ti prego.. Non mollare.. Non smettere di lottare.. -
Mormoró, appoggiando la testa alla sua mano.
Strinse la sua mano, cercando di non piangere di nuovo, chiudendo gli occhi e con il battito di Jimin che risuonava nella stanza.. si addormentó.
Quando riaprì gli occhi, sollevó piano la testa guardandosi attorno e notando che ancora teneva la mano di Jimin nella propria, nulla era cambiato da quando si era addormentato.
Jimin era ancora privo di sensi.
Sospiró piano, alzandosi e lasciando la sua mano controvoglia, prendendo la ciotola per cambiare l'acqua.
Si voltó e in quel momento quando stava per allontanarsi dal letto, sentì quelle dita afferrargli la mano e stringerlo.
Jungkook si voltó, incrociando finalmente gli occhi del minore che lo guardavano.
Scattó verso la tastiera del letto schiacciando il pulsante per richiamare l'infermiera.
Arrivarono nella stanza di corsa.
- Che succede Agente? -
- È sveglio.. Jimin è sveglio.. -
L'infermiera si avvicinó al letto, un altra spinse via Jungkook, che dovette lasciare la mano di Jimin, venne spinto fuori dalla stanza, un medico entró di corsa, richiudendo la porta.
Guardó quella porta chiusa, spostandosi e addossandosi alla parete, chiudendo gli occhi e cercando di rallentare il proprio respiro.
Il proprio cellulare inizió a squillare.
- P-Pronto? -
"Jungkook.. Come mai quella voce?"
- Jimin si è svegliato.. -
Yoon sembró sorpreso quando rispose.
"Dovresti essere felice.."
- Lo sono.. Stó solo, cercando di calmarmi.. I medici mi hanno cacciato dalla stanza. -
"Devono dare modo a Jimin di poter respirare da solo, è stato per qualche giorno intubato.. Vedrai che tra qualche minuto ti faranno entrare.. Di a quel ragazzino insolente che ci ha fatto prendere un bello spavento.."
Jungkook annuì piano, sorridendo per quelle parole del maggiore.
- Allora è mancato anche a te? -
"Dopo tutto non è un cattivo ragazzo.. Ma con questo non toglie il fatto che con me ha sempre fatto l'insolente.. Ma sono felice che sia vivo.. Ora, la giornata te la vuoi prendere, si o no?"
- Niente e nessuno mi fará uscire di qui oggi.. Penso che.. Per una volta possiate cavarvela da soli.. -
Yoon emise una risata prima di parlare.
"Stagli vicino e.. Finalmente potrai dirgli che è libero.. Devo chiudere.."
Jungkook salutó il maggiore, chiudendo la chiamata, un infermiera uscì dalla stanza.
- Posso entrare, adesso? -
La donna lo guardó, accennando un piccolo sorriso.
- Ancora per qualche minuto e la faremo entrare agente.
Solo che, Il paziente non potrá parlare per qualche giorno..
Non è facile parlare quando per diversi giorni hai dovuto tenere dei tubi nella propria gola, quindi qualsiasi domanda avrà per lui, dovrà attendere.. -
Jungkook annuì, inchinandosi leggermente per ringraziarla mentre la donna si allontanava lungo il corridoio.
Dopo diversi minuti finalmente potè entrare nella stanza.
Il medico e l'infermiera uscirono lasciandolo solo.
Entró nella stanza, guardando Jimin, che steso sul letto spostó lo sguardo dalla finestra a lui.
- Ju-Ju.. -
- Ssh.. Non parlare.. Non sforzarti troppo Jimin-ah.. -

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