"Mi sorprende molto che questo ti interessi" Mi disse.
"Mi hai incuriosito con le tue chiacchiere, essere uno scienziato vuol dire anche essere bravi a convincere qualcuno a credere nelle proprie teorie." Dissi guardandolo.
"Sembra strano dirlo, ma mi piace il tuo ragionamento." Rispose lui.
"Bene, allora mi spieghi di cosa si tratta?" Gli chiesi ancora una volta.
Lui finalmente mi rispose.
"Questo sangue, non è semplice sangue umano come il tuo, l'ho analizzato e alcuni valori sono alterati." Mi spiegò."Ciò cosa significherebbe?" Gli chiesi alzando un copracciglio.
"L'ho confrontato con un campione di sangue di un animale, un lupo ed i valori sono perfettamente identici, tranne per qualche leggera variazione." Mi spiegò.
Io lo guardai senza dire una parola, stavo cercando di elaborare il tutto e di trarre una spiegazione, ma non riuscivo a trovarne una; quel sangue era un misto di sangue umano ed sangue animale, ma era praticamente impossibile che qualcuno possedesse un DNA del genere.
"Com'è possibile?" Gli chiesi."Sei ancora convinta che non esistano esseri sovrannaturali?" Mi chiese.
Lo guardai.
"Beh, io... non lo so." Gli risposi. "Cosa vorresti farne di questo sangue?""Voglio iniettarlo in un essere umano per poi verificare come il corpo umano reagirebbe alla presenza di cellule totalmente diverse dallo standard." Mi rispose.
"In pratica vorresti verificare se iniettando quella roba in una persona diventi un essere sovrannaturale?" Gli chiesi.
"Esatto, ma non é detto che funzioni, ma spero di si, così le mie ricerche saranno servite a qualcosa. Farei una scoperta straordinaria, il genere umano sarebbe decisamente migliore." Disse lui.
"Nessuno accetterebbe mai di farti da cavia, mi dispiace per te papà."
Dissi girandomi alzandomi dalla sedia."Tranquilla, ho già qualcuno in mente che possa essere perfetto per farmi da cavia." Disse guardandomi.
"Beh, in bocca al lupo allora. Spero che i risultati che cerchi siano soddisfacenti." Dissi prima di girarmi e uscire dal suo inquietante laboratorio. Nessuno sarebbe così stupido da accettare una proposta del genere.
Forse mio padre non aveva tutti i torti sul fatto che non volesse presenze estranee in casa, lo avrebbero di sicuro definito un pazzo squilibrato.
Salii in camera mia ed entrai, chiusi la porta alle mie spalle e mi ci poggiai su. Feci un profondo sospiro dopodiché mi avvicinai al letto e mi sedetti sul morbido materasso. Sentii il cellulare vibrare più volte nella tasca dei pantaloni, così decisi di verificare chi fosse. "Andy." Pronunciai il suo nome tenendo un dolce sorriso stampato sulle labbra, voleva vedermi al parco. Risposi velocemente al suo messaggio, poi mi alzai dal letto, indossai qualcosa di decente e scesi di sotto. "Papà, esco!"
Dissi quasi urlando per farmi sentire, ma lui non mi sentì affatto. Sospirai ancora una volta per non aver ricevuto nessuna risposta da mio padre ed uscii chiudendo la porta alle mie spalle. Sentii il forte impatto del freddo sulla mia persona, fui pervasa da continui brividi di freddo nonostante fossi ben coperta. Quella era una delle serate più gelide in assoluto. Mi incamminai verso il parco, cercavo di resistere al freddo tenendo le mani in tasca e stringendole in due pugni ben stretti, ma come metodo non funzionava affatto. Ero assolta dai miei pensieri quando qualcos'altro attirò particolarmente la mia attenzione. C'era una sagoma oscura in lontananza che mi osservava, mi fermai per qualche minuto ad osservarla, ma questa sparì in un batter d'occhio. Mi fermai e guardai intorno cercando nuovamente quella sagoma, ma non fui più in grado di trovarla. Così prima che si facesse più buio ripresi a camminare diretta al parco. Ad un certo punto iniziai a sentirmi osservata ancora una volta, pensai che magari fosse quella misteriosa sagoma nera, ma in quella gelida giornata le strade erano completamente deserte. Mi guardai ancora intorno, per accertarmi che fossi sola davvero e ne ebbi conferma, non c'era nessuno.
Arrivata al parco da lontano intravidi il mio migliore amico che non appena mi vide mi venne in contro. Tirai un sospiro di sollievo e mi tranquillizzai, anche se il mio cuore batteva all'impazzata. Lui mi abbracciò ed io ricambiai il suo abbraccio. Adoravo il suo profumo. Andy era il tipico ragazzo figo della scuola, ma era totalmente diverso da tutti gli altri, nonostante fosse ammirato e corteggiato da molte ragazze lui non se la tirava, era buono e disponibile con tutti, soprattutto con me.
Era abbastanza alto, aveva due bellissimi occhi color nocciola, leggermente coperti dai suoi folti capelli neri che gli cadevano sulla fronte. Il suo fisico sembrava scolpito da un dio greco e il suo sorriso era maledettamente disarmante."Sono così felice di vederti!" Gli dissi staccandomi dall'abbraccio.
"Oh anch'io! Non immagini quanto. Sono poche le volte in cui tuo padre ti lascia libera dopo la scuola." Mi disse.
"Hai ragione purtroppo. Beh dimmi, perché mi hai fatta venire qui?" Gli chiesi.
"Prima però sediamoci." Disse lui. Io annuii così insieme c'incamminammo verso una panchina più vicina.

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Change Of Life.
Werewolf"È sbagliato, tu, noi, non dovremmo essere qui, così vicini a scambiarci sguardi che parlano da soli senza nemmeno aprir bocca."