17 CAPITOLO

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Non riuscii a resistete, non volevo passare una notte insonne a causa dei sensi di colpa, così decisi di parlargli. Mi avvicinai a lui e gli appoggiai una mano sulla spalla.
"Victor." Lui aprì gli occhi, ma non mi rispose e né osò voltarsi, ma decisi di parlargli comunque, feci un profondo respiro ed iniziai. "Mi dispiace, mi sono comportata da bambina, avevi ragione. Mi dispiace averti ignorato e averti risposto male." Lo guardai ancora sperando che avesse ascoltato almeno parte delle mie parole, ma probabilmente dormiva di già. "Bhe, buona notte fratellone." Mi sdraiai accanto a lui e lo abbracciai da dietro, appoggiai la fronte dietro la sua schiena e chiusi gli occhi addormentandomi quasi subito.

Il giorno seguente il sole splendeva più che mai facendo brillare come tanti piccoli cristalli il manto bianco della neve che ricopriva tutte le strade della periferia. I raggi penetrarono dalla finestra illuminando l'intera camera. Quando riaprii gli occhi la prima cosa che vidi furono i suoi meravigliosi occhi azzurri, il suo viso era a pochi centimetri dal mio e ciò mi fece arrossire.

"Hey, buongiorno." Mi disse.

"Buongiorno." Gli risposi accennando un piccolo sorriso imbarazzato, poi continuai: "Senti io volevo chiederti scusa per..." Non mi fece finire, mi appoggiò un dito sulle labbra per farmi smettere di parlare.

"Shh tranquilla, é tutt'ok." Mi sorrise.

Guardai il suo dito sulle mie labbra stortigliando gli occhi poi guardai lui.
"Davvero?" Gli chiesi.

"Davvero." Disse ancora sorridendomi, era così bello e lo diventava di più ogni giorno che passava. Mi piaceva vederlo felice, rendeva felice anche me.

Gli sorrisi anch'io, poi mi alzai dal letto.
"Dobbiamo prepararci per la scuola, su sbrighiamoci." Dissi raggiungendo il bagno, mi preparai in poco tempo, poi lasciai a Victor tutto lo spazio necessario per prepararsi. Scesi al piano inferiore e lo aspettai alla porta. Lui dopo non molto mi raggiunse ed insieme uscimmo da casa.

"Tieniti forte." Mi disse afferrandomi la mano, io annuii e in men che non si dica ci ritrovammo poco lontani dalla scuola.

"Victor, i nostri zaini, sono alla villa di nostro padre." Gli dissi.

"Aspettami qui, vado a recuperare tutto il necessario e torno." Mi disse, io annuii.

"Stai attento." Gli dissi, lui mi sorrise poi scomparve in una frazione di secondo. Io restai lì ad aspettare che lui ritornasse, il tempo d'attesa non fu lungo, in meno di tre minuti venne da me e mi pose il mio zaino. "Grazie." Gli sorrisi e misi lo zaino in spalla.

"Figurati." Mi rispose lui, poi insieme entrammo all'interno dell'edificio giusto in tempo per il suono della campanella, prendemmo il necessario dai nostri armadietti e ci precipitammo in classe. Tutti gli occhi furono puntati su mio fratello, dato che era il nuovo arrivato e soprattutto a puntarlo furono le ragazze. Mi sedetti al mio solito posto mentre mio fratello si sedette poco lontano da me. Mi accorsi che Andy quel giorno era assente, così approfittai del ritardo del professore per sfilare il cellulare dalla tasca ed inviargli un messaggio.

"La smetti di usare il cellulare in classe?" Mi rimproverò mio fratello.

Io lo guardai.
"Da quando sei diventato uno studente modello?" Gli chiesi.

"Da ora che lo sono diventato." Rispose facendomi l'occhiolino.

Io lo guardai arrossendo leggermente poi posai nuovamente il cellulare in tasca. "Ho solo inviato un messaggio." Gli dissi, proprio in quell'istante il professore entrò in classe, chiuse la porta dietro di sé e si appoggiò alla sua cattedra.

"Salve ragazzi, prima di iniziare le lezioni voglio presentarvi due nuovi compagni di classe." Ci comunicò l'insegnante, poi continuò: "Il signorino Victor War, fratello della signorina Nancy War."

Victor si alzò dal suo posto salutando la classe.
"Lieto di fare la vostra conoscenza." Si limitò, poi ritornò a sedere al suo posto.

"Stefan entra pure." Disse il professore girandosi verso la porta, quest'ultima si aprì ed il secondo studente entrò in classe chiudendo la porta alle sue spalle.
Lo guardai con attenzione, ma non fui l'unica, anche Victor lo fissava, sembrava piuttosto sospettoso nei suoi confronti, lo si leggeva in volto.

"Lui é il signorino Stefan Tylor." Disse il professore presentando alla classe il secondo arrivato.

"Ciao a tutti, piacere di conoscervi."
Disse il ragazzo, sembrava un tipo molto sicuro di sé.

"Si accomodi dove vuole." Gli disse il professore. Il ragazzo puntò il suo sguardo su di me, poi mi si avvicinò.

"Vedo un posto vuoto accanto a te, posso?" Mi chiese. Io esitai nel rispondergli, infatti fu il professore a dargli il permesso di occupare il posto accanto a me vuoto.

"Certo Stefan, accomodati pure accanto alla signorina War."

"No!" Disse Victor alzandosi dal suo posto, tutti lo guardarono, me compresa.

"C'è qualche problema signorino War?" Gli chiese il professore guardandolo.

"No é che..." Mi guardò poi si sentì in imbarazzo, continuò: "Nulla professore, mi scusi" Disse abbassando il capo e ritornando a sedere.

Il ragazzo appoggiò lo zaino sul banco e si sedette accanto a me. Lo guardai ancora con molta sfacciataggine e solo quando lui si girò a guardandomi io mi girai dal lato opposto.

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