Mi svegliai il giorno seguente aprendo lentamente gli occhi e guardandomi intorno, avevo la vista leggermente offuscata. "V-Victor." Dissi dolorante. In un attimo me lo ritrovai accanto, sembrava davvero preoccupato per me.
"Come ti senti?" Mi chiese accarezzandomi dolcemente il viso.
"M-meglio ma, la ferita continua a farmi molto male." Dissi guardandolo.
"Mi dispiace, io non volevo." Disse abbassando lo sguardo sulla ferita che mi aveva causato. "Ero fuori controllo é..." Lo interruppi e lui mi guardò.
"Victor, é tutt'ok." Mi alzai lentamente restando seduta e tenendo avvolto al corpo le lenzuola, l'unica cosa che mi copriva, poi continuai: "Mi sento sporca, ho bisogno di farmi una bella doccia."
"O-ok ma, sta attenta, la fascia é molto stretta, potresti farti male." Mi disse.
"Tranquillo." Gli dissi. Lui mi aiutò ad alzarmi dal letto e mi diressi in bagno, lasciai cadere le lenzuola ai miei piedi e levai senza farmi male le fasce che coprivano la mia ferita. "Cavolo, che male, la ferita è ancora aperta." Sanguinava ancora, ma nonostante ciò entrai in doccia e mi ripulii per bene. Finita la doccia mi asciugai lasciando tracce di sangue un po' ovunque e indossai l'intimo e i pantaloni, dopodiché chiesi aiuto a mio fratello nel fasciarmi la ferita. Lui venne da me e con una certa costanza mi fasciò una parte del busto.
"Sanguini ancora." Disse lui.
"Già, non smette, so che stai facendo uno sforzo enorme." Dissi guardandolo.
"Non immagini quanto." Disse guardandomi e quando i nostri sguardi s'incrociarono mi persi nei suoi occhi rosso sangue.
"Grazie mille per l'aiuto." Disse avvicinandomi all'armadio per prendere una maglietta da indossare, ma qualcosa di molto forte e veloce mi bloccò al muro, strinsi gli occhi per un attimo e quando li riaprii Victor era proprio davanti a me.
"Non credo di poter resistere ancora." Mi disse.
Lo guardai leggermente spaventata, ma in fondo sapevo che non avrebbe mai osato farmi del male.
"Victor, si che ce la puoi fare! Tu sei forte, ci sei riuscito molte volte!" Dissi cercando di farlo ragionare.Lui mi strinse a se é appoggiò la punta del naso sul mio collo annusando il mio sangue. "É così buono, come potrei resistere." Disse con un leggero ghigno sulle labbra.
"Tu resisterai! Resisterai sempre perché non riusciresti a sopportate la mia morte! Perché ci siamo fatti una promessa! È perché hai detto che mi avresti protetta, sempre, anche da te stesso! Quindi devi resistere!" Dissi urlandogli contro, ero davvero arrabbiata anche se non capivo esattamente per quale motivo lo fossi.
Lui assorbì ogni mia parola e ciò lo fece tornare in sé; mi lasciò e i suoi occhi ritornarono alla normalità."I-io, ti chiedo ancora perdono." Mi disse preso dai sensi di colpa.
Io mi calmai, presi la prima felpa che mi capitò davanti e la indossai.
"Non importa." Gli risposi, poi continuai: "Cosa devo fare per far sì che questo taglio si levi entro questa sera?" Gli chiesi."Tranquilla, si chiuderà da solo, ti darà un po' fastidio ma, almeno smetterà di sanguinare." Mi rispose. Io annuii poi scesi al piano inferiore e raggiunsi la cucina per fare colazione, anche Victor mi raggiunse. C'era un po' di freddezza fra noi soprattutto dopo ciò che era accaduto pochi minuti prima, ma lui decise di sciogliere il ghiaccio.
"Nervosa per il ballo?" Mi chiese preparando una buona cioccolata calda.
"Un po'." Gli risposi preparando per entrambi dei tost alla Nutella.
"Spero che tu ti diverta." Mi disse.
"Lo farò, invece tu sei proprio sicuro di non voler venire?" Gli chiesi.
"Sono sicuro." Rispose lui.
"Quindi bisogna trovare un bravo DJ." Dissi prima di bere la cioccolata calda e dare un morso al tost alla Nutella.
"Sembra di si." Rispose lui. Io lo guardai poi mi alzai e lentamente raggiunsi il bagno, finii di sistemarmi. Mi fermai per qualche minuto davanti allo specchio e notai quanto i miei capelli fossero cresciuti.
"Forse dovrei tagliarli." Dissi fra me e me, ma un'altra voce interruppe la mia, era Victor ovviamente, mi girai a guardarlo, era appoggiato al cornicione della porta, poi mi si avvicinò.
"Non ci provare, sei stupenda così." Disse accarezzandomi dolcemente i lunghi capelli neri e lisci.
Lo guardai arrossendo leggermente poi accennai un piccolo sorriso.
"Grazie." Lui rispose al mio ringraziamento con uno dei suoi irresistibili sorrisi. "Io esco." Dissi passandogli di fianco ed uscendo dal bagno, lui mi seguì fin sulle scale."Dove vai?" Mi chiese, poi continuò: "Sei ferita, non puoi allontanarti né affaticarti troppo." Mi disse.
"Sta tranquillo, vado da Stefan, insieme cercheremo un DJ abbastanza bravo da movimentare la serata." Dissi raggiungendo la porta principale e uscendo.
"Movimentare la serata eh?" Disse fra sé e sé guardandomi andar via, sulle sue labbra spuntò un ghigno malizioso, poi rientrò in casa chiudendo la porta alle sue spalle.
-
Intanto mi incamminai nel bosco per raggiungere il villaggio in cui viveva Stefan, era abbastanza lontano da dove abitavo, quindi ci misi un bel po' per arrivarci, soprattutto perché ero ferita. Arrivata a destinazione, alcuni membri del villaggio mi riconobbero quasi subito.
"Cosa sei venuta a fare qui!? Sei un'amica dei vampiri!" Disse una donna.
"No io non..." Mi bloccai senza concludere la frase, feci un profondo sospiro e li guardai tutti, uno ad uno. "Sono qui per Stefan Tylor." Dissi loro.
"Mi dispiace, ma i Tylor non sono in casa." Mi rispose un uomo. Io spostai una ciocca di capelli dietro l'orecchio riuscendo così a sentire la voce di Stefan provenire dalla sua piccola casetta.
"So che sono qui, riesco a sentirli, quindi per favore fatemi andare da lui." Dissi guardandoli.
"Non ci fidiamo di te! Tu sei amica dei nostri più grandi nemici! Devi andartene! Qui non sei più la benvenuta ormai!" Disse l'uomo guardandomi minacciosamente e dietro di lui c'erano altri uomini pronti ad appoggiarlo.

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Change Of Life.
Werewolf"È sbagliato, tu, noi, non dovremmo essere qui, così vicini a scambiarci sguardi che parlano da soli senza nemmeno aprir bocca."