Passò ancora qualche ora in quella stanza e sembrava che il tempo si fosse fermato, forse per farlo stare ancora con Jimin.
Forse per non farlo soffrire ancora di più.
L'ospedale era diventato così silenzioso da sembrare inquietante.
Ma non ci stava facendo caso, in quel momento gli importava Jimin.
Il suo amato Jimin.
Gli accarezzò il viso ancora con le lacrime agli occhi, ormai stava provando a trattenerle, ma il dolore lo pervadeva.
Voleva distruggere tutto.
Forse da quel giorno non avrebbe accettato più nulla.
Neanche sè stesso.
Osservò il viso del minore ormai divenuto pallido e altre lacrime gli attraversavano il viso.
Era veramente bello.
Gli accarezzò le mani, beandosi ancora del contatto che stava avendo con Jimin anche se era morto.
Solo il fatto di sentire ancora la sua pelle, solo il fatto di averlo accanto lo rendeva meno solo e triste.
Alla fine strinse la mano destra del minore e appoggiò la testa sul suo lettino.
Poi si addormentò e sentì i ricordi spaziarsi nei suoi sogni.
Si trovava dietro un albero e sapeva benissimo che momento era.
Stava giocando a nascondino con Jimin.
Era consapevole che stava sognando e forse proprio per quello l'avrebbe definito un sogno lucido.
Ormai il tempo passava e il paesaggio sembrava stesse cambiando, ma Jimjn continuava a non trovare Yoongi.
Forse non l'avrebbe mai trovato.
Alla fine una voce dolce e delicata interruppe la sua riflessione.
Jimin
Il ragazzino gli toccò le spalle e urlò un grande <<TANA!>> per segnare il ritrovamento del suo amico.
Forse era tutto ciò a renderlo così dolce.
Alla fine tuttò ciò svanì, sostituendosi con la realtà.
Quando aprì gli occhi e si rese conto di esser sveglio si spaventò.
