Si avvicinò a quella porta color bianco, sperando di non trovarci ciò che pensava.
Poggiò la mano sulla maniglia, ancora insincuro di voler irrompere in quella stanza.
Contò da uno a tre mentalmente mentre prendeva grandi respiri.
Alla fine si decise e chiuse gli occhi, abbassò la maniglia e con uno scatto veloce aprì la porta.
Percepì un dolce calore accarezzargli il viso, poi si decise ed aprì gli occhi.
Si avvicinò a ciò che era un corpo pallido e privo di vita.
Jimin.
Scosse la testa più volte, mentre le lacrime gli scorrevano sul viso, mentre sentiva la gola bruciare sempre di più.
Tossì e singhiozzò più volte, sussurrando parole incomprensibili.
Prese una sedia presente nella stanza e l'avvicinò al lettino di colui che amava.
Si sedette e strinse la sua mano destra, le dita di Yoongi si intrecciavano a quelle di Jimin ormai immobile.
La sua pelle era semplicemente gelida e dura come quella di una statua.
Si, sembrava proprio una statua.
Una di quelle che ti trasmettono l'animo dello scultore, una di quelle che ti fanno piangere per quanto ne sei meravigliato.
Ma in quel caso Yoongi non voleva vedere Jimin in quello stato.
<<Jimin.. Perchè?>> domandò, consapevole che nessuno poteva sentirlo.
<<Mi hai lasciato.. Proprio ora?>> i singhiozzi coprivano la sua voce.
<<Io voglio che tu sappia che io ti amo ancora e ti amerò per sempre>> sussurrò.
<<Io voglio che tu sappia che starò sempre con te, anche se tu non ci sei>>
<<Io voglio che tu sappia che quel fiore che avevo raccolto quel giorno era per te>> continuò mentre le lacrime scorrevano sempre più velocemente sul suo viso.
<<Io voglio che tu sappia che la tua voce era la melodia che volevo ascoltare ogni giorno senza mai stancarmi..>>
<<Jimin.... Ti odio..>> sussurrò per poi tossire e singhiozzare ancora.
