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Aprì gli occhi, ancora confuso.
Poi la sua mente iniziò ancora a vagare tra i ricordi.
<<Park Jimin è morto>> le parole della dottoressa gli risuonavano nella testa, la persona che da sempre aveva amato era morta.
Eppure per lui era come se il raga fosse ancora lì, a sorridergli, a cantare.
Gli mancava la voce del minore, eccome se gli mancava.
Guardò il suo pianoforte, non lo avrebbe più toccato.
Nonostante fosse legato a quello strumento non ce la faceva, voleva rimanere a terra sul pavimento gelido.
<<Come hai potuto lasciarmi solo in questo schifo di mondo?>> sussurrò debolmente, il suo fiato era l'unica cosa cakda presente nel luogo.
Il soffio del vento richiamò la sua attenzione, risvegliandolo dai suoi pensieri.
Possibile che si fosse isolato dal mondo in tale modo?
Tentò di rammentare i ricordi più remoti presenti nella sua testa, la maggioranza riguardavano Jimin.
Quel giorno stavano andando al loro primo appuntamento, ma  un'auto colpì la macchina di Yoongi, scosse la testa e le lacrime si impossessarono dei suoi occhi.
<<Stupide auto>> sussurrò <<Stupida vita...>> disse tra un singhiozzo e l'altro.
Si alzò a malavoglia e una fitta di dolore gli percorse le gambe, non si muoveva da ore  e forse se quei ricordi non gli fossero saltati in mente sarebbe rimastò sdraiato.
Camminò ancora e sentì il telefono squillare, era una melodia allegra e che raffiorava sempre più ricordi.
Prima di rispondere esitò, ormai nessuno lo chiamava, sembrava quasi che fosse morto anche lui per gli altri.
Afferrò il telefono, curioso di chi fosse aprì la chiamata.
Vento.
Sentiva il dolce suono del vento accompagnato dal conguettio degli uccello, conosceva fin troppo bene quell'incantevole e soave melodia.
<<Jimin?>> domandò, ma non rispose nessuno.
<<Jimin... Mi manchi>> sussurrò anche se sapeva che nessuno poteva sentirlo.
Riattaccò, dispiaciuto di tutto ciò.

 Ghost {Yoonminseok}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora